marco ciriello franco cordelli roberto gervaso cotroneo paolo di stefano

“OGNI TANTO QUALCUNO SCRIVE: IN ITALIA NON CI SONO PIÙ LE STRONCATURE DI LIBRI. IO LE HO FATTE E MI DICEVANO: ‘CHI TE LO FA FARE?’” – LO SCRITTORE MARCO CIRIELLO RACCONTA A DAGOSPIA IL CLIMA DI PIOMBO INTORNO ALLA CRITICA LETTERARIA: “I DIRETTORI EDITORIALI MI MINACCIAVANO E GLI SCRITTORI, CON LE MOGLI, MI INSULTAVANO SUI SOCIAL. UNA SCRITTRICE, ORA MORTA, MI DISSE CHE ERO UN ALLEVATORE DI CANI DELLA CAMORRA, E IO RISPOSI: ‘MAGARI, LA CAMORRA COME IL PORNO HA SEMPRE PRIVILEGIATO IL MERITO’. UN REGISTA, DUE GIORNI PRIMA DELLA CERIMONIA DEGLI OSCAR, ANNULLÒ L’INTERVISTA AL GIORNALE PER IL QUALE SCRIVEVO PERCHÉ AVEVO CRITICATO IL LIBRO DAL QUALE AVEVA TRATTO IL SUO FILM. CHI MI INCORAGGIAVA? TOLTO DAGOSPIA, RESTANO CORDELLI, DI STEFANO, COTRONEO, GERVASO. UN PO’ POCO. LE STRONCATURE SONO FATICOSE E RIMANGONO LE CONSEGUENZE NON VISTE IN UN PAESE PICCOLO DOVE LA VENDETTA SI CONSUMA SUL TEMPO LUNGO…”

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Marco Ciriello per Dagospia

 

MARCO CIRIELLO

Ogni tanto qualcuno scrive: non ci sono più le stroncature. Nel paese dei lamenti diventa un altro grano del rosario. Discrimen, mater dolorosa; sancta critica litteraria; Seneca in crucem acti est. Ma il problema è che non c’è più la letteratura, in un paese piccolo e povero. La critica vera serve ai paesi liberi e ricchi. All’Italia non serve. È tutto così povero che la critica deve agire al contrario: sforzandosi di salvare quel poco di buono che si produce in una editoria che parla solo di numeri e non di ricerca, che produce esclusivamente intrattenimento ed ha creato un indotto da cheerleader.

 

leonardo sciascia elvira sellerio gesualdo bufalino 1

Certo, qualche piccola e media casa editrice che fa un buon lavoro c’è, ma poi tutto viene corrotto. Per alcuni anni le stroncature le ho fatte e sapete che cosa mi dicevano tutti gli altri scrittori? Ma chi te lo fa fare. Gli stessi che ora dicono: ah, le care vecchie stroncature. Avevano torto perché il livello di incazzature che suscitavo disegnavano un lato debole, debolissimo, con direttrici e direttori editoriali che mi minacciavano e scrittori e mogli di scrittori che mi insultavano sui social.

 

MARCO CIRIELLO SCRITTORE

L’elenco di quelli che mi hanno insultato è lunghissimo e preferisco dimenticarlo, come disse Gesualdo Bufalino: li ho cancellati anche dalla lista dei miei nemici; una scrittrice, ora morta, mi disse che ero un allevatore di cani della camorra, e io risposi: magari, la camorra come il porno ha sempre privilegiato il merito.

 

Ma non rise, e io capii che non solo era dannoso, ma era inutile litigare con questi. Un regista – due giorni prima della cerimonia degli Oscar – annullò l’intervista al giornale per il quale scrivevo le stroncature perché avevo criticato il libro dal quale aveva tratto il suo film che pure criticavo. Quindi da Los Angeles lui si preoccupava di me a Roma con un provincialismo che mi atterrì. Poi non vinse l’Oscar, forse per distrazione.

 

roberto gervaso

E potrei continuare: c’erano scrittori che mi chiedevano di essere stroncati, per fortuna poi li ha finiti Netflix traendo film dai loro libri. Tutto triste. Cercavo di fare critiche con ironia, che non poteva essere colta. Era come fare stand up comedy a Wall Street. Alla fine mi sentivo un personaggio di Woody Allen. E ho lasciato perdere cedendo a quelli che mi dicevano: dai basta, scrivi altro.

 

Anche perché quelli che mi dicevano che sarei piaciuto a Montanelli erano gli stessi che poi rassicuravano i direttori editoriali che li minacciavano di non dare più le anticipazioni dei best seller. Se conto quelli che mi incoraggiavano, tolto questo sito, basta una mano sola: Cordelli, Di Stefano, Cotroneo, Gervaso. Un po’ poco.

 

franco cordelli roberto d agostino foto di bacco

Poi c’erano i lettori, felicissimi di scoprire perché non avrebbero dovuto leggere questo o quello, e il mio divertimento senza secondi fini, come avevo appreso da ragazzino leggendo Piergiorgio Bellocchio. Le stroncature sono faticose: bisogna leggere davvero il libro, avere una geografia letteraria ampia per poterlo collocare, paragonare, criticare, e questa è la parte divertente, poi ci sono le conseguenze, il dibattito, le minacce e le ritorsioni.

 

Col tempo si impara a non rispondere, ma rimangono le conseguenze non viste in un paese piccolo dove la vendetta si consuma sul tempo lungo. Sapevo che sarebbe accaduto e rifarei tutto. Quando ho cominciato mi premeva dimostrare che si poteva stroncare militarmente tutti, l’ho fatto, fine.

roberto cotroneo

 

È stato bellissimo proprio perché inutile. L’ultima prova è stata lemmare la parte dominante della cultura italiana (vivente) in un “dizionarietto – del tempo bolso” – seguendo la lezione di Ambrose Bierce, e nessun editore ha voluto pubblicare. C’erano tutti: destra, sinistra, centro, ma non volevano essere disturbati. Perché stroncare i libri e i film quando si ci può tranquillamente lamentare che nessuno più li stronchi?

paolo di stefanoPIERGIORGIO BELLOCCHIO