DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO…
Da http://www.dazeddigital.com
Già a settembre, la “Obayashi Corporation”, una delle più grandi imprese di costruzioni giapponese, ha annunciato il progetto di costruire un ascensore nello spazio lungo 96 mila chilometri. Ma negli ultimi giorni un’altra azienda giapponese, la “Shimizu Corporation”, è entrata in gara per il progetto più stravagante che mai, con l'intenzione di costruire una città sottomarina.
Si chiamerà la “Spirale dell’Oceano” e necessiterà 5 anni per essere completata, per un costo di circa £ 17.000.000 (circa 21 milioni di euro). Secondo i piani (un pò deliranti?) la spirale diventerà la casa dolce casa per almeno 5.000 persone.
I disegni e i dettagli dell'ambizioso progetto sono stati presentati a Tokyo questa settimana. La città subacquea sarà incoronata da una cupola sferica che galleggerà sulla superficie del mare, ritirandosi sott’acqua durante le tempeste. La cupola verrà adibita ad usi commerciali, per uffici, hotel e appartamenti. Il corpo sarà invece formato da una struttura a forma di cavatappi che andrà dalla cupola al fondo marino. Qui, nelle profondità dell’oceano, avverrà l’estrazione di minerali e la produzione di metano per alimentare la città interamente eco-friendly.
Il portavoce della “Shimizu”, Hideo Imamura ha dichiarato al “The Guardian”: "Non è un sogno irrealizzabile, ma un vero e proprio obiettivo”. Sicuramente la società non è a corto di idea ambiziose: uno sguardo alla loro “pagina di progetti da sogno a beneficio delle generazioni future", rivela i piani per la costruzione di città galleggianti, un albergo nello spazio e un anello intorno alla luna.
Ma domandiamoci: È o non è folle l'idea di una città sommersa? Beh, abbiamo fatto atterrare una sonda su una cometa questo mese. E se non altro, il galoppante successo al botteghino di “Interstellar” mostra come la rappresentazione di abitanti della terra affamati di risorse, ci colpisca da vicino.
Christian Dimmer, un ricercatore dell’università di Tokyo, consiglia una buona dose di cautela nel consegnare il nostro futuro ad aziende come la “Shimizu Corporation”: "È positivo che molte menti creative stiano unendo le forze per affrontare il cambiamento climatico. Ma non dimentichiamoci di pensare a un futuro urbano più aperto e democratico, dove i cittadini potranno assumere un ruolo attivo, piuttosto che essere semplici passeggeri di una visione sigillata ed utopica di una corporazione di aziende. "
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