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TED TURNER, L'INVENTORE DEI CANALE "ALL NEWS" - NEL 1976, IL FONDATORE DELLA "CNN", MORTO IERI A 87 ANNI, UTILIZZÒ UNO DEGLI ALLORA NUOVISSIMI SATELLITI DA TELECOMUNICAZIONI PER ANDARE IN ONDA CON LA SUA PICCOLA STAZIONE DI ATLANTA. FU IL PRIMO A CAPIRE CHE LE NOTIZIE DOVEVANO ESSERE RIPORTATE 24 ORE AL GIORNO PER SETTE GIORNI SU SETTE - NEL 1980, I NETWORK CONSIDERAVANO TURNER UNO SHOWMAN UBRIACONE - LA SUA VENDETTA È LA GUERRA DEL GOLFO, GENNAIO 1991: I NETWORK SI RITIRANO, E IL TUTTO MONDO SEGUE LA DIRETTA "CNN" - IL DIVORZIO DA JANE FONDA (LEI LO HA DEFINITO "IL PREFERITO TRA I MIEI EX") E LA DEPRESSIONE...
In 2003, Ted Turner told 60 Minutes what he wanted on his tombstone. The media tycoon died today. https://t.co/AxIKDRvwuG pic.twitter.com/XtWFL7SeZv
— 60 Minutes (@60Minutes) May 6, 2026
Estratto dell'articolo di Matteo Persivale per il "Corriere della Sera"
«Ho sempre visto me stesso come una lepre, e i miei concorrenti come un branco di lupi. Mi inseguivano, ma ero sempre più veloce di loro». La corsa della lepre imprendibile del giornalismo globale e dei media, Ted Turner, inventore della Cnn, miliardario, filantropo, è finita ieri a 87 anni nella sua casa in Florida, azzannato non dai lupi ma dalla demenza a corpi di Lewy, spietata, che aveva rivelato nel 2018 prima di ritirarsi lontano da tutti.
Nell’era dell’AI Turner è tutt’altro che un relitto del Novecento, o peggio ancora una figura folcloristica dai modi spicci, il sorriso smargiasso, il sigaro e il whisky. Fu il primo a vedere prima di chiunque altro che il sistema mediatico della sua epoca — tre reti di New York che controllavano la programmazione e trattavano le news come una specie di messa, un rituale da 30 minuti all’ora di cena — era obsoleto, fragile, maturo per essere sfasciato da una nuova tecnologia già sotto gli occhi di tutti.
Nel 1976 utilizzò uno degli allora nuovissimi satelliti da telecomunicazioni per mandare in onda la sua piccola stazione di Atlanta, Canale 17, agli operatori via cavo di tutta l’America. Capì che il ciclo delle notizie non aveva senso ristretto nella mezz’ora dei tre network nazionali, meritava ampio respiro e copertura 24/7.
Che è quello che poi internet ha fatto diventare la norma (Turner acquistò la squadra di baseball degli Atlanta Braves nel 1976 non come passatempo da ricco o come trofeo da sfoggiare al country club ma come risorsa di business per la programmazione — «contenuti», diremmo oggi — di baseball vincolati per la sua Superstation, trasmessi a livello nazionale).
La grande scommessa La Cnn, giugno 1980. News in diretta non mediate dal formato rituale del tg. È in perdita per i primi 5 anni, i network scartano la possibilità di rilevarla per pochi spiccioli perché a loro Turner pare uno showman ubriacone, un imbonitore da fiera di paese. La sua vendetta è la guerra del Golfo, gennaio 1991.
La Cnn spende 22 milioni di dollari per mantenere con i corrispondenti da Bagdad un collegamento telefonico costosissimo dopo che gli Stati Uniti avevano distrutto il sistema di comunicazione iracheno. I network si ritirano, e il tutto mondo segue la diretta Cnn (inclusi il presidente Bush I e Saddam Hussein).
Turner diventa l’uomo dell’anno di Time , la Cnn modello per le news globali. Costruisce un impero con la cineteca della Mgm, nel 1985 — oltre 3.500 titoli — firmando un accordo miliardario e facendo una montagna di debiti, ma quell’archivio diventa la base della programmazione di Tnt (1988), Turner Classic Movies (1994, tuttora un gioiello) e, dopo l’acquisizione di Hanna-Barbera, Cartoon Network.
I debiti Mgm lo costringono nel 1987 ad accettare un piano di salvataggio ordito da un consorzio di operatori via cavo. È una tagliola: cede circa un terzo della sua azienda e sette dei quindici posti nel consiglio di amministrazione. È libero dall’establishment ma prigioniero dei soci.
Nel 1995 conclude che deve fondersi o morire: l’accordo con Time Warner del 1996 scambia una prigionia con un’altra. All’interno di Time Warner non ha ruolo operativo, la fusione tra Aol e Time Warner del 2000 è l’umiliazione finale, negoziata senza consultarlo, lui che è il maggiore azionista individuale.
Il 2000 è l’anno delle tragedie personali. Gravissime malattie in famiglia — i nipotini in fin di vita — lo fanno azzannare nuovamente dalla depressione che l’aveva sbranato dopo il suicidio per debiti di suo padre quand’era ragazzo, poi il divorzio da Jane Fonda.
Gli resta solo il fedele cane, amico del cuore amatissimo, ma si ammala gravemente pure lui. Il gigante sconfitto si dimette nel gennaio 2003 e trasforma la fuga della lepre in missione filantropica: maxi donazione da 1 miliardo alle Nazioni Unite, piano contro la proliferazione nucleare, mentre comincia il declino della sua creatura più bella, la Cnn.
«Ted sente di avere un peso sulla coscienza: vuole andare in paradiso», ha detto la donna della sua vita, Jane Fonda (il matrimonio finì, ma non l’amicizia: «Lui il preferito, tra tutti i miei ex»).
SPECIALE LUGLIO I PERSONAGGI PI RAPPRESENTATIVI DEGLI USA TED TURNER
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