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Marco Giusti per Dagospia
Thermae Romae di Hideki Takeuchi.
Giapponesi pazzi per gli antichi romani e per l’opera italiana che vengono a girare a Cinecittà con i loro attori che si fingono l’imperatore Adriano o Antonino Pio? Viaggi nel tempo che vedono l’architetto di Adriano, certo Lucio, passare dalla Roma del 128 D.C. al Giappone di oggi e si stupisce dell’invenzione del cesso e del bidet con lo spruzzo?
Siamo al delirio. Poche storie, questo “Thermae Romae”, diretto in Italia da Hideki Takeuchi, prodotto dalla Fuji Television, dalla vecchia Toho e distribuito da noi dalla Tucker Film, già responsabile del bizzarro “Zoran, il mio nipote scemo” e del rigoroso “Tir”, è uno degli oggetti più assurdi e divertenti della stagione.
Oltre il trash. Tratto da un manga di successo di Mari Yamazaki del 2008, vede protagonista l’architetto romano Lucio Modesto, interpretato dal bellone giapponese Hiroshi Abe, scatenarsi per la costruzione di terme sempre più innovative e rispettose della tradizione romana (quale sarà , poi?) per il suo imperatore Adriano, interpretato da un assurdo Kazuki Kitamura con riccioli e barbetta.
Per un curioso caso scivola dentro una piscina termale, passa attraverso un buco spazio-temporale e si ritrova nel Giappone di oggi, anzi dentro uno stabilimento termale del Giappone di oggi. Così, quando rientrerà nel suo tempo offrirà al suo imperatore le novità più incredibili che ha visto nel futuro, anche se pensa che i giapponesi che ha incontrato siano solo degli schiavi con occhi allungati. Ottiene un successo che va molto al di là di quello di un Fuksas qualsiasi.
Ma la storia prosegue. Un po’ perché l’imperatore Adriano cade in depressione quando gli muore il suo ragazzetto, Antinoo, e pensa di lasciare l’Impero al pessimo Ceonio e non al più degno Antonino. Un po’ perché Lucio scopre di avere una moglie infedele che lo tradisce mentre lui viaggia nel tempo e costruisce stabilimenti termali sempre più ricchi. Così, un po’ per curare la depressione di Adriano che quella sua, Lucio torna in Giappone e si lega con la buffa Mami, Aya Ueto, una ragazza che lavora alle terme del Giappone di oggi, ma sogna di diventare una disegnatrice di manga.
Lucio scopre i cessi moderni e li ricostruisce nel passato, al tempo stesso Mami impara il latino e riesce non solo a parlare con Lucio, ma finirà pure nel suo tempo, scatenando gli interesse del cattivo Ceonio, il futuro imperatore. Gran pasticcio. Ma anche un gran divertimento per chi fosse interessato a capire i meccanismi di un genere di commedia diversa da quella nostrana. Hideki Takeuchi è un regista televisivo di mestiere, mentre Hiroshi Abe è una specie di star dalle sue parti.
I set della Roma imperiali sono quelli che vediamo nei nostri spot e comunque i giapponesi che fanno gli antichi romani fanno molto ridere. In Giappone è stato un grande successo e ne è già stato fatto un sequel. La scena della scoperta del cesso è ovviamente il momento clou del film. In sala dal 25 giugno.
thermae romae l architetto di adriano che viaggia nel tempo
il manga da cui e tratto thermae romae
thermae romae 2
thermae romae 4
thermae romae
thermae romae 3
thermae romae
thermae romae 1
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