
DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA…
Piera Anna Franini http://www.vanityfair.it/show/cinema/2011/12/15/intervista-franco-zeffirelli-retrospettiva-casa-del-cinema
A 88 anni, quando sei un'icona del cinema e della lirica, e nell'album di famiglia hai foto con Liz Taylor, Al Pacino, Coppola e Callas, be', età e conoscenza del mondo ti consentono di dire quello che ti passa per la testa, anche se politicamente scorretto. Il regista e scenografo Franco Zeffirelli lo fa regolarmente. Ma questa volta si è spinto oltre. Lo abbiamo incontrato per parlare della retrospettiva dei suoi 22 film, dal 19 al 29 dicembre alla Casa del Cinema di Roma.
Qual è il suo tratto distintivo?
«Essere un personaggio scomodo. Non ho venduto l'anima per il successo».
Mai fatto nulla di compromettente?
«Ho dato il culo per fare carriera, ma non ho rimorsi: fu piacevole».
A questo punto, è ovvia la domanda. Che ricordo ha di Luchino Visconti, di cui fu assistente agli inizi?
«Con tutti i suoi difetti, tra cui l'essere stronzo, era bellissimo e fascinoso, potente. Sconvolse anche Coco Chanel».
Che non fu indifferente neppure a lei...
«La ricordo superba e impertinente, alla fine indimenticabile».
Pare che la sua amica Liz Taylor prendesse oggetti nei negozi senza passare alla cassa. Ha mai assistito a scene del genere?
«Anche in casa mia. Avevo un bel da fare a spiegare ai negozianti che erano capricci da diva. Liz ha dovuto difendersi facendo la capricciosa, io la lasciavo fare».
Alla Casa del Cinema, verrà ripercorsa la sua carriera. E se invece dovesse fare una retrospettiva dei suoi amori?
«Ho amato molto, l'amore è stata una medicina, ma anche una malattia. Il fisico non me lo consente più, ma se potessi girare un film, sceglierei come soggetto l'amore dei giovani d'oggi. Sentimenti dove i genitori italiani mettono troppo spesso il naso».
2- ARCHEO
Da Dagospia del 12 settembre 2000
http://archivio.dagospia.com/0-999/articolo_362.html
(...) E poi c'è il regista Franco Zeffirelli, che nel 1989 alla tivù francese confessò a dentiera stretta di essere stato l'amante di Luchino Visconti, e che con Piero Chiambretti ha rincarato la dose: "Io sono una gran troia, andrei a letto con tutti, anche con Silvio Berlusconi, ma lui non ci sta purtroppo. E' tutto d'un pezzo".
Ma è sulla pagina del "Gazzettino" di Venezia, in data 5/9/88) che la gayezza di Zeffirelli si supera. Alla domanda del cronista, perché usa il bastone?, il regista di "Gesù di Nazareth" risponde: "Sono caduto da cavallo. Stavo facendo l'amore con un fantino, e poiché mi piacciono le cose complicate, siamo andati al galoppo. E così siamo caduti".
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