DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE,…
MEGLIO I MISSILI O LE TASSE? – NONOSTANTE LA GUERRA STIA INFIAMMANDO IL MEDIORIENTE, MIGLIAIA DI INFLUENCER OCCIDENTALI RESTANO A DUBAI E NON LASCIANO L’EMIRATO – IL MOTIVO? SONO TERRORIZZATI DALLE PESANTI CONSEGUENZE FISCALI SE DOVESSERO RIENTRARE IN PATRIA – ALCUNI DI LORO, NEL REGNO UNITO, RISCHIANO DI DOVER PAGARE TASSE TRA 1 E 5 MILIONI DI STERLINE - CHI DECIDE DI RIENTRARE SI PARCHEGGIA IN IRLANDA, IN ATTESA CHE FINISCA L'ATTUALE ANNO FISCALE - NEL FRATTEMPO, LE AUTORITÀ DEGLI EMIRATI HANNO IMPOSTO IL SILENZIO MEDIATICO SUL CONFLITTO, INVIANDO AVVISI AGLI OCCIDENTALI PER NON PUBBLICARE CONTENUTI SUGLI ATTACCHI…
Dagotraduzione dal Daily Mail
Mentre la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran scuote il Medio Oriente, migliaia di influencer e cittadini occidentali a Dubai hanno scelto di non lasciare l’emirato, nonostante il panico iniziale e i voli di rientro presi d’assalto.
Dietro questa apparente immobilità, come raccontano fonti come il London Standard e il Times, emerge una motivazione cruciale: il rischio di pesanti conseguenze fiscali nel Regno Unito. Molti espatriati temono infatti che un ritorno anticipato possa esporli a imposte milionarie, soprattutto per plusvalenze maturate negli ultimi cinque anni mentre erano non residenti.
Secondo la fiscalista Nikita Cooper (Price Bailey), alcuni clienti rischiano tasse tra 1 e 5 milioni di sterline, mentre Sandra Jeevan (UHY Hacker Young) spiega che un contribuente con redditi elevati e guadagni di capitale potrebbe affrontare un’esposizione fiscale superiore a 350mila sterline.
Il nodo è la normativa britannica sulla residenza fiscale: chi rientra nel Paese entro cinque anni può essere tassato anche sui guadagni realizzati all’estero. Inoltre, superare la soglia dei 183 giorni di permanenza nel Regno Unito fa scattare automaticamente l’imposizione fiscale.
Per evitare queste conseguenze, alcuni ricchi britannici in fuga dalla regione stanno scegliendo destinazioni intermedie come Irlanda o Francia, aspettando l’inizio del nuovo anno fiscale (6 aprile). Gli esperti mettono però in guardia dal fare affidamento sulla clausola delle “circostanze eccezionali”, che l’HMRC applica in modo molto restrittivo, anche in caso di guerra.
Nel frattempo, le autorità degli Emirati hanno imposto il silenzio mediatico sul conflitto, inviando avvisi agli occidentali per non pubblicare contenuti sugli attacchi. Alcuni influencer sono stati accusati di diffondere una narrazione rassicurante, continuando a mostrare una vita normale e sicura a Dubai.
Il contrasto è evidente: mentre alcune celebrità britanniche hanno lasciato il Paese, altre restano, tra timori fiscali e pressioni politiche. E così, dietro le immagini patinate sui social, si intravede una realtà molto più complessa, dove la guerra si intreccia con strategie fiscali, limiti legali e gestione dell’immagine pubblica.
RIO E KATE FERDINAND A DUBAI
attacco iraniano al fairmont hotel di palm jumeirah, dubai
attacco iraniano sull aeroporto di dubai
attacco iraniano al fairmont hotel di palm jumeirah, dubai
vicky pattison e ercan ramadan in fuga da dubai via oman
spiagge vuote a dubai
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