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    NON È MUSICA PER LE NOSTRE ORECCHIE – LA PROVOCAZIONE DI JESSYE DE SILVA, ATTORE E INSEGNANTE DI CANTO QUEER, CHE VUOLE ABOLIRE LA DISTINZIONE TRA VOCI MASCHILI E FEMMINILI PERCHÉ È UN CONCETTO “FRUTTO DI UNA SOCIETÀ OCCIDENTALE, SUPREMATISTA BIANCA” – CERTO SI POTREBBE FAR NOTARE CHE LA DIFFERENZA DIPENDE DA DIFFERENZE ANATOMICHE RISPETTO A LARINGE E CORDE VOCALI E CHE FAR CANTARE UN UOMO COME UNA DONNA O VICEVERSA, SAREBBE...


     
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    Giuliano Guzzo per “la Verità”

     

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    Non serve essere grandi esperti di musica né dell'opera per sapere che le voci variano da una persona all'altra, ma soprattutto che sussiste una netta distinzione tra i sessi, con le voci maschili che vengono solitamente divise in tenore, baritono, basso e quelle femminili invece, di registro più acuto, in soprano, mezzosoprano, contralto. Bene, quest' arcinota distinzione va completamente abolita, rimossa, pena l'accusa di transfobia. Parola del queer Jessye DeSilva, attore e insegnante di canto che è convinto che la distinzione vocale non abbia ragion d'essere.

     

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    Sul sito singinginpopularmusics.com DeSilva, che si definisce «un guastafeste del genere», ha infatti firmato un intervento dedicato proprio a criticare la distinzione tra le voci maschili e femminili, definita retaggio di quelli «cresciuti e socializzati in una società occidentale, suprematista bianca». Beninteso, lo stesso DeSilva si riconosce, anche se un po' vergognandosene, figlio del mondo occidentale che oggi attacca: «Io per primo non sono venuto a conoscenza dell'idea della fluidità di genere prima dell'età adulta, ma essa non è una "nuova tendenza", bensì rinascita di idee ed esperienze umane che esistono da quando esistiamo su questo pianeta».

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    Un po' artista un po' antropologo, costui è tuttavia convinto che ora sia arrivato il momento di voltar finalmente pagina, se non si vuole rimanere ingabbiati in arcaiche quanto odiose discriminazioni: «La divisione dell'esperienza umana in "maschile" o "femminile" è un costrutto del colonialismo bianco tanto quanto lo è la razza». E questo, per venire al punto, vale anche per il canto.

     

    conformazione uomini e donne conformazione uomini e donne

    «Dobbiamo capire», argomenta DeSilva, «che ogni voce è diversa indipendentemente dall'identità di genere. I cantanti trans, intersessuali, non binari e persino cis hanno una diversa gamma di capacità vocali». In realtà si potrebbe far notare che è disonesto esaltare la differenza tra ogni singola voce - che nessuno peraltro ha mai discusso - per negare quella tra il canto maschile e femminile, frutto di differenze anatomiche rispetto a laringe e corde vocali.

     

    Anche perché far cantare un uomo come fosse una donna o viceversa, oltre che ridicolo, sarebbe musicalmente insostenibile. Tutte storie, secondo DeSilva, che invita tutti e tutte a «combattere l'elitarismo della comunità musicale», scardinando una «nozione obsoleta» come quella del «genere».

     

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    Nel commentare questo ragionamento, posto che tale possa essere in realtà definito, sull'American Conservative Rod Dreher ha ironizzato: «Chi sei per dire a quel baritono con le tette che "lei" non sa cantare la parte di soprano? Bigotto!».«Questi progressisti rovineranno la musica per affermare la loro idea di giustizia sociale», ha poi aggiunto Dreher, sottolineando che il loro problema è quello di «rifiutarsi di vedere il mondo così com' è. Quando finirà tutto questo? Prima o poi succederà. Ma solo dopo molta follia e molta distruzione». Il canto transgender altro non è, dunque, che il canto del cigno occidentale.

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