celestino v

PER VILTADE FECE IL GRAN RIFIUTO, MA SI SMANACCIAVA ANCHE – CELESTINO V AVEVA GROSSI PROBLEMI CON LE POLLUZIONI NOTTURNE. LA VITA DEL PONTEFICE, NATO PIETRO ANGELERIO, FU TORMENTATA DA SOGNI E VISIONI PICCANTI CHE LO CONDUCEVANO SUO MALGRADO AL CULMINE DEL PIACERE DURANTE IL SONNO. SI RISVEGLIAVA IN PREDA ALL'ANGOSCIA E AL SENSO DI COLPA, SPORCO NEL CORPO MA SOPRATTUTTO NELL'ANIMA. AVEVA FATTO IL POSSIBILE PER LIBERARSI DI QUESTI “DEMONI”: SI ERA CHIUSO IN MONASTERO, FACEVA L'EREMITA, SI PREMURAVA DI NON INCONTRARE DONNE NEANCHE PER SBAGLIO EPPURE QUESTE NON SMETTEVANO DI FARGLI VISITA IN SONNO. TUTTE NUDE. E GLI SI STROFINAVANO ADDOSSO…

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Asini

Estratto da "Medioevo proibito", Daniela Tedone (ed. BUR Rizzoli), pubblicato da “Anteprima. La spremuta di giornali di Giorgio Dell’Arti”

CELESTINO V

 

Celestino V (nato Pietro Angelerio, ndR), papa per soli cinque mesi nel 1294, dimessosi dal soglio pontificio, imprigionato dal suo successore Bonifacio VIII e messo tra gli ignavi all'Inferno da Dante perché «per viltade fece il gran rifiuto», in vita aveva avuto problemi con le polluzioni notturni.

 

La vita di Pietro era stata tormentata da sogni e visioni piccanti che lo conducevano suo malgrado al culmine del piacere durante il sonno. Si risvegliava in preda all'angoscia e al senso di colpa, sporco nel corpo ma soprattutto nell'anima. Aveva fatto il possibile per liberarsi di questi «demoni che scomparivano alla recita del mattutino», di questi «serpenti e bisce che si insinuavano su per la veste».

 

Si era chiuso in monastero, faceva l'eremita, si premurava di non incontrare donne neanche per sbaglio eppure queste non smettevano di fargli visita in sonno. Tutte nude. E gli si strofinavano addosso. Disperato, si chiedeva se potesse o meno celebrare messa, ma non trovava risposta. Andava chiedendo pareri di religioso in religioso, ma ognuno gliene dava uno diverso.

PAPA CELESTINO V

 

Qualcuno gli diceva di stare tranquillo, che si trattava di una semplice e insignificante reazione fisiologica che non contava nulla, ma qualcun altro gli diceva che aveva peccato, e che doveva astenersi. Finché una notte la risposta gli fu offerta in sonno. Saliva su per la scalinata di un grande castello insieme a un asino quando improvvisamente l'animale aveva iniziato a defecare sui gradini.

 

Così Pietro si era fermato e credeva di dover tornare indietro. Ma in cima alle scale erano spuntati tre uomini, di cui uno sembrava Cristo in persona. E proprio lui gli aveva detto di non preoccuparsi, e di continuare a salire, e che quello che l'asino aveva fatto per natura non aveva alcuna importanza [

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