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AVVISATE GIUSEPPE CONTE E GLI ALTRI “PACIFISTI” CHE SOSTENGONO CHE LA MINACCIA RUSSA SIA UNA “CREAZIONE” DELL’EUROPA: LE DIECI BASI MILITARI COSTRUITE DALLA RUSSIA AL CONFINE CON L’UCRAINA POSSONO COLPIRE LA POLONIA, LA ROMANIA E I PAESI BALTICI – DA TEMPO I SERVIZI EUROPEI SONO IN ALLARME PER UNA POSSIBILE PROVOCAZIONE DEL CREMLINO CONTRO I TERRITORI DELLA NATO ORIENTALE: SAREBBE UN TEST, MAGARI CON UN ATTACCO SOTTO “FALSA BANDIERA”, PER VERIFICARE LA COESIONE DELL’ALLEANZA ATLANTICA…
DRONI, NON CI SONO PARAGONI - LA RUSSIA HA COSTRUITO E AMPLIATO ALMENO 10 BASI MILITARI LUNGO I CONFINI CON L'UCRAINA E LA BIELORUSSIA, PROGETTATE PER IL LANCIO MASSICCIO DI DRONI DI ULTIMA GENERAZIONE AL FINE DI INDEBOLIRE E SFONDARE SISTEMATICAMENTE LE DIFESE AEREE UCRAINE - LO SCRIVE IL QUOTIDIANO BRITANNICO “THE TELEGRAPH” IN UN'INCHIESTA BASATA SULL'ANALISI DI IMMAGINI SATELLITARI, DOCUMENTI RISERVATI E DATI DELLA SOCIETÀ DI ANALISI DRONESEC - GIORNALISTI E ANALISTI MILITARI HANNO SCOPERTO 59 RAMPE DI LANCIO MECCANICHE LUNGO I CONFINI...
drony - non ci sono paragoni - meme by emiliano carli
IMMAGINI SATELLITARI SVELANO DIECI BASI RUSSE PER I DRONI "POSSONO COLPIRE VARSAVIA"
Estratto dell’articolo di Filippo Femia per “la Stampa”
L'immagine satellitare mostra quattro depositi di droni incastonati in quello che fino a due anni fa era una distesa di verde. Poco distante, collegate da una strada, due rampe di lancio meccaniche utilizzate per il decollo dei velivoli senza pilota di ultima generazione.
È una delle dieci basi segrete, situate lungo i confini con l'Ucraina e la Bielorussia, che la Russia utilizza per i suoi massicci raid.
Ma da quelle infrastrutture militari i droni-kamikaze a lungo raggio potrebbero colpire anche il fianco orientale della Nato. A rivelarlo è un'inchiesta del quotidiano britannico The Telegraph, che ha incrociato documenti riservati con immagini riprese dai satelliti.
In totale sono 59 le piattaforme di lancio individuate anche grazie alle analisi di DroneSec, società specializzata nell'intelligence sui droni: sono state costruite in basi militari e aeroporti civili esistenti, ma anche realizzate da zero in aree civili della Russia rurale.
Dalle rampe, che si trovano a un centinaio di chilometri dai confini ucraini, possono essere lanciati i droni di produzione russa più avanzati, come i Geran-4 e Geran-5: versioni migliorate degli Shahed iraniani, hanno motori a reazione che permettono una velocità di 600 km/h – in grado di eludere le difese aeree di Kiev, sempre più in difficoltà – e un carico esplosivo di quasi 100 chili.
Ma è la gittata, circa mille chilometri, a costituire la vera minaccia per l'Alleanza Atlantica: i droni potrebbero infatti penetrare nell'Europa orientale, colpendo la capitale polacca Varsavia. Anche i Paesi Baltici e la Romania si troverebbero nel mirino in caso di un attacco russo.
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Da tempo diverse agenzie di intelligence europee e gli 007 statunitensi lanciano l'allarme su una possibile provocazione del Cremlino contro i territori Nato più prossimi alla Russia attraverso l'utilizzo dei droni più sofisticati. Tra le ipotesi ci sarebbero anche operazioni "false flag", attacchi la cui colpa sarebbe fatta ricadere sull'Ucraina con depistaggi.
Intanto sul fronte delle sanzioni l'Ue prepara un giro di vite. Lo ha annunciato l'Alta rappresentante per la politica estera, Kaja Kallas, sottolineando che si sta mettendo a punto «la più ampia lista di sanzioni dall'inizio della guerra»: aumenterebbe di un terzo il numero di persone, aziende e organizzazioni russe colpite dalle restrizioni.
«La pressione deve essere aumentata finché Putin non porrà fine alla guerra» ha aggiunto Kallas. Che ha lanciato l'allarme sulle crescenti minacce ibride del Cremlino contro l'Europa: «Sabotaggi, spionaggio e attacchi informatici sono nella maggior parte dei casi riconducibili a Mosca».
La diplomazia affida invece i suoi sforzi al Vaticano. Il Segretario per i Rapporti con gli Stati (il ministro degli Esteri) della Santa Sede, monsignor Paul Richard Gallagher, è atteso per una missione in Russia dal 25 al 28 agosto per valutare se sia possibile arrivare a «risultati concreti». Lo stesso Gallagher e il cardinale Matteo Zuppi, il presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) che per due volte ha compiuto missioni a Mosca, nel 2023 e nel 2024, sono stati il mese scorso a Kiev.
VLADIMIR PUTIN - DRONI - IRAN RUSSIA
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