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Sergio Rame per “il Giornale”
I numeri parlano chiaro, ma possono dare fastidio. Ieri sera, durante la trasmissione Ballarò, Massimo Giannini ha confrontato i risultati delle elezioni comunali con quelli delle europee del 2014.
Ebbene dalla tabella emerge una triste verità: il Pd è passato dal 43,95% al 20,68% perdendo il 23,27% dei consensi; il Movimento 5 Stelle è invece passato dal 21,84% al 20,62% perdendo l'1,23%; il centrodestra è, infine, passato dal 21,96% al 18,73% perdendo il 3,23%. È un dato di fatto, nessuna opinione. Ma i democrat hanno comunque dato di matto.
Mentre Ballarò era ancora in onda, il Pd si è subito scagliato contro Giannini per le tabelle sui voti mostrare in trasmissione. "Ballarò e Rai 3 confermano faziosità contro Pd: tabella con voto falsato che non tiene conto di liste civiche. Vergognoso", scrive su Twitter la responsabile Comunicazione Alessia Rotta.
Stesso tono per il capogruppo in Vigilanza Vinicio Peluffo: "Verdelli dia immediate spiegazioni su incredibile e fuorviante comparazione elettorale fatta a Ballarò contro il Pd in prima serata". Quella che va in scena sui social network è una vera e propria crisi di nervi post voto.
Il deputato piddì Andrea Romano chiama addirittura in causa il direttore editoriale della Rai Carlo Verdelli e la direttrice di Rai3Daria Bignardi: "Verdelli e Bignardi chiariscano le violazioni della par condicio su Rai3: Raggi intervistata da sola a tg3, poi tabella falsata a Ballarò. Chi controlla?".
Parla, invece, di "mistificazione" da parte di Ballarò il senatore Pd Francesco Verducci: "Sui voti Pd, si paragonano comunali ed europee senza conteggiare le civiche. In prima serata, senza contraddittorio".
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