DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA…
LA BARACCONATA PUTINIANA MESSA IN PIEDI DALL’ASSOCIAZIONE CLERICO-TRADIZIONALISTA “FIDES ET RATIO” È UNA COSA SERIA – SAREBBE FACILE RIDURRE TUTTO A UN’ACCOZZAGLIA DI PERSONAGGI IMPROBABILI, DA COMMEDIA ALL’ITALIANA, MA LA QUESTIONE È RILEVANTE – LA RUSSIA HA SFRUTTATO LE ORGANIZZAZIONI RELIGIOSE COME VEICOLO DELLA PROPAGANDA ANTI-LIBERALE E ANTI-OCCIDENTE, CON LA SCUSA DELLA “DIFESA DEI VALORI TRADIZIONALI” – “LINKIESTA”: “IL PASSO DALLA DIFESA DELLA FAMIGLIA TRADIZIONALE A QUELLA DEL ‘RUSSKIJ MIR’ È PIÙ BREVE DI QUANTO SI PENSI”
DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO CHE SEMBRA AVER ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO? CON LORO ANCHE ALTI UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE – PRENDERANNO PARTE AI “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA, UN’ETERNA SFIDA TUTTA ITALIANA”, CHE SI TERRANNO A FORMELLO, ALLE PORTE DI ROMA, DA FINE AGOSTO A INIZI DI SETTEMBRE – I PARTECIPANTI ALL’EVENTO SEMBRANO ACCOMUNATI DAL DISPREZZO PER IL MONDO OCCIDENTALE E PER SIMPATIE NEMMENO TROPPO CELATE PER LE VARIE AUTOCRAZIE. SI VA DALL’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV, ALL’AYATOLLAH IRANIANO MOHAMMAD HOSSEIN. E, NATURALMENTE, CI SARÀ IL GENERALISSIMO VANNACCI – IMMAGINIAMO QUANTO SARÀ ENTUSIASTA GIORGIA MELONI DELLA PRESENZA DEL “SUO” GUARDASIGILLI IN MEZZO A QUESTE TRUPPE
CLERICOFASCISMO PUTINIANO: NORDIO E L’ITALIA ROSSOBRUNA FANNO I «DIALOGHI DI PACE» ALL’OMBRA DEL CREMLINO
Estratto dell’articolo di Carmelo Palma per www.linkiesta.it
Tavoli di pace un’esperienza francescana, un’eterna sfida tutta italiana
Che peccato sia morto Dino Risi e non possa girare i “Nuovissimi mostri”, sfruttando a costo quasi zero copione, sceneggiatura e casting prestatogli da un’intraprendente associazione clerico-tradizionalista, Fides et Ratio, che tra il 22 agosto e il 6 settembre organizzerà nell’ottavo centenario della morte di San Francesco di Assisi un articolatissimo simposio pacifista sulla fine dell’ordine politico occidentale e sull’annuncio di un nuovo e più propizio ordine mondiale multipolare. Due settimane di «dialoghi di pace». Tantissima roba.
Fides et Ratio è [...] un’ambiziosa massoneria dello spirito anticonciliare, che annuncia la fine dell’epoca «apertasi con l’Illuminismo, fondata sul triplice assunto di individualismo, scientismo e progressismo» e del «sistema del cosiddetto Occidente», degenerato in «relativismo assoluto e nichilismo radicale», e «in una nuova gnosi, dove l’io si fa ‘dio’; mentre, al contrario, le élite (politiche, finanziarie, economiche e culturali del mainstream) sono dichiaratamente e sempre più apertamente “demofobiche”».
L’avevate già sentita? Sì, da Vladimir Putin e dai suoi filosofi e teologi di corte, che infatti sono i non dichiarati patroni di questa maratona culturale di fine estate – Fides et Ratio farà loro abitualmente schermo con qualche appropriata citazione ratzingeriana (povero Benedetto XVI, apparentato a Aleksandr Dugin) – a cui è stata convocata, con eccezionali riscontri di partecipazione, l’eccellenza della feccia [...] anti-occidentale e anti-europea di stanza, per nazionalità o servizio, sul suolo italico.
Il primo è ovviamente quel mascalzone matricolato dell’ambasciatore russo in Italia, Aleksej Vladimirovic Paramonov, che interverrà nel suo «Tavolo di pace» sul tema “Come ricostruire un quadro di sicurezza collettiva pan-europea e come far respirare l’Eurasia a due polmoni” (si noti l’appropriazione indebita della formula wojtyliana da parte di questo picciotto del Cremlino).
Dietro al cerimoniere di questo processo all’Occidente debosciato, corrotto e antireligioso sfilerà una galleria di ayatollah iraniani, generali rossobruni, indovini geopolitici, clericofascisti d’antan e 2.0, cardinali reazionari, pacifisti rivoluzionari e una fauna sovranista assortita di toghe, feluche e laticlavi, tutti festanti al funerale del vecchio mondo e al battesimo della nuova era post-illuminista. Leggetevi i nomi e capirete.
Incompleto spoiler per i più pigri. Certo che ci sono – come avrebbero potuto mancare? – Roberto Vannacci, Lucio Caracciolo, Michele Santoro, Marcello Foa e Simone Pillon. Ma ci sono anche il cardinale Angelo Bagnasco (che festeggerà in quella sede i sessant’anni di sacerdozio) e il prefetto emerito del Sant’Uffizio, cardinale Gerhard Ludwig Müller; i generali Maurizio Boni e Marco Bertolini; il pm Nino Di Matteo, il presidente della Coldiretti Ettore Prandini e il leader del Family Day Massimo Gandolfini; i parlamentari Paolo Inselvini (Fratelli d’Italia) e Maurizio Gasparri (Forza Italia); l’ex ambasciatore italiano a Mosca Giorgio Starace e quello attuale presso la Santa Sede Francesco Di Nitto, nonché Sua eccellenza l’ayatollah Mohammad Hossein Mokhtari, ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran presso la Santa Sede, accompagnato da Ali Asghar Soltanieh, già negoziatore di Teheran presso l’Agenzia internazionale per l’energia atomica di Vienna, due notori professionisti dei dialoghi di pace.
In mezzo a questo splendido circo pacifista, spicca poi la figura del ministro della Giustizia Carlo Nordio che discetterà sulla «crisi antropologico-giuridica dell’Occidente alla luce del processo a Gesù di Nazareth», mica bazzecole.
Si sbaglierebbe gravemente a trattare queste baracconate di diplomazia parallela e queste strategie di influenza benedette dal Cielo e dalle porpore come uno spettacolo ridicolo e irrilevante. È ridicolo, ma è rilevantissimo. Da ben prima dell’inizio dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina la Russia – alla pari dell’America Maga – ha infiltrato e spesso direttamente suscitato organizzazioni religiose e para-religiose, per farne veicolo di una propaganda antiliberale centrata sull’effetto dissolutivo del rule of law.
Il riconoscimento della libertà individuale sui temi eticamente sensibili e la limitazione costituzionale del potere dello Stato sono messi sul banco degli imputati come causa dell’erosione delle appartenenze e delle identità, dell’indebolimento della coesione sociale e del pervertimento dell’etica pubblica e del principio di autorità.
Tavoli di pace un’esperienza francescana, un’eterna sfida tutta italiana - programma
Il trade-off tra la forza del diritto e il diritto della forza viene poi trasferito dal piano delle relazioni individuali (come sui temi dell’etica sessuale, familiare e riproduttiva) a quello delle relazioni internazionali, dove si oppone alla fragilità e al disordine dei rapporti liberi e cooperativi tra gli Stati (cioè a qualcosa come uno stato di diritto internazionale) la solidità e l’ordine di blocchi costruiti su equilibri di potenza e giustificati unicamente da essa.
Il passo dalla difesa della cosiddetta famiglia tradizionale alla difesa del Russkij Mir è molto più breve di quanto si pensi. La destra italiana, anche quella, per così dire, pre-vannacciana, lo ha capito da tempo; infatti fino al 2022 ha flirtato apertamente con il tradizionalismo religioso putiniano e ha ampiamente accettato, quando non giustificato l’occupazione del Donbas e l’annessione della Crimea, tuonando contro le «folli sanzioni» alla Russia, effetto dei «ricatti di Bruxelles» (Giorgia Meloni, 2018), e addirittura celebrando in Putin «uno dei migliori uomini di governo al mondo» (Matteo Salvini, 2019).
Tavoli di pace un’esperienza francescana, un’eterna sfida tutta italiana - programma
Ora, si torna al passato?
lucio caracciolo
MATTEO SALVINI - VLADIMIR PUTIN - ROBERTO VANNACCI - MEME BY EDOARDO BARALDI
Tavoli di pace un’esperienza francescana, un’eterna sfida tutta italiana - programma
Tavoli di pace un’esperienza francescana, un’eterna sfida tutta italiana - programma
Tavoli di pace un’esperienza francescana, un’eterna sfida tutta italiana - programma
Tavoli di pace un’esperienza francescana, un’eterna sfida tutta italiana - programma
Tavoli di pace un’esperienza francescana, un’eterna sfida tutta italiana - programma
Tavoli di pace un’esperienza francescana, un’eterna sfida tutta italiana - programma
Tavoli di pace un’esperienza francescana, un’eterna sfida tutta italiana - programma
Tavoli di pace un’esperienza francescana, un’eterna sfida tutta italiana - programma
Tavoli di pace un’esperienza francescana, un’eterna sfida tutta italiana
Tavoli di pace un’esperienza francescana, un’eterna sfida tutta italiana - programma
DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA…
DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA…
DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I…
DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO…
DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO…
DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI,…