IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL…
BONAFEDE, FINIRÀ COSÌ: I RENZIANI DOMANI NON VOTERANNO LA MOZIONE DI SFIDUCIA DI SALVINI MA QUELLA DI ''CENSURA'' DELLA BONINO, PER SALVARE LA FACCIA E LA POLTRONA (IL 70% DEGLI ITALOVIVENTI È CONTRO IL VOTO PERCHÉ TORNEREBBE A SPICCIARE CASA). E POI, MEGLIO TENERE CONTE SULLA BRACE CHE FARLO CADERE SENZA ALTERNATIVE (IL FLOP DI RENZI: PARTITO DAL 4%, PUNTAVA AL 10, ED È FINITO AL 3) - LA SFIDUCIA A "FOFO-DJ" SAREBBE SOLO UN REGALO POLITICO A DI MAIO CHE, MOLLANDO IL GOVERNO, RICONQUISTEREBBE IL M5S
DAGONEWS
La mozione di sfiducia contro Bonafede lanciata da Salvini serve anche per chiamare i bluff renziani. Schieratissimi contro il ministro già dai tempi della riforma della prescrizione – la giustizia era uno dei temi che usò Renzi per staccarsi dal Pd grillizzato – nel frattempo le carte in tavola sono cambiate, e non è più il caso di far cadere il governo Conte usando ''Foffo dj'' come grimaldello.
Ma non è solo la pandemia: il dettagliuccio è che secondo i calcoli autunnali di Matteo, a quest'ora Italia Viva doveva aggirarsi intorno alla doppia cifra. Tutta la sua campagna comunicativa dei primi giorni era incentrata sui sondaggi che crescevano, col partitino che dal 4% in pochi giorni arrivava al 6% e puntava dritto al 10%. Invece poi arrivarono le inchieste sulla sua Fondazione, i nuovi processi ai genitori, ed ecco che dal 4% iniziale ora si ritrova al 3 (se va bene).
E dunque la truppa che ha garantito a Renzi la creazione dei gruppi parlamentari ha messo in chiaro che non intende affatto andare al voto, rischiando l'estinzione. Tanto è delicata la situazione che c'è chi dice che l'incontro Boschi-Goracci (capo di gabinetto di Conte) potrebbe essere sostituito addirittura da uno Renzi-Conte: non è più momento di numeri due? Tanto finirà così: che i renziani domani non voteranno la mozione di sfiducia di Salvini ma quella di ''censura'' della Bonino, per salvare la faccia e pure il governo che garantisce loro la calda poltrona.
Conte, è chiaro, ha tutto da perdere da una sfiducia a Bonafede. Non solo perché il suo ex assistente universitario lo ha portato tra le braccia dei 5 Stelle e dunque in ultima istanza a Palazzo Chigi. Ma perché il ministro della Giustizia è anche il capo delegazione grillino presso il governo. Senza di lui, il potere tornerebbe tutto in mano a Di Maio, che avrebbe così completato la sua reconquista del Movimento.
giuseppe conte alfonso bonafede 1
Infine, poiché non esiste un'altra maggioranza percorribile, non esiste neanche un altro nome che Mattarella possa spendere per un rimpastone di governo. Nel 2011 c'era un Monti appena fatto senatore a vita pronto a prendersi i trenini sotto al Quirinale. Stavolta bisogna invece ricordare la finaccia che fece Cottarelli…
Bonafede
nino di matteo alfonso bonafede
MARCO TRAVAGLIO ALFONSO BONAFEDE
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