DALLA D’ADDARIO ALLA BONEV - IN ATTESA DI CAPIRE CHI DAVVERO RICATTI CHI E SE ALL’AUTOSCATTO SEGUIRÀ IL FILMINO, ASSISTIAMO ATTONITI ALLA BALCANIZZAZIONE DELL’UNIVERSO DI B.

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Malcom Pagani per "Il Fatto Quotidiano"

In attesa che venga decretato il blocco dei beni, i caschi blu dell'Onu vigilino su Arcore e sia definitivamente stabilito il primato dell'ingratitudine sulla misericordia divina, dalla città delle donne di Silvio, ecco ribellarsi - a mezzo blog - anche e persino l'attrice preferita dal capo, Michelle Dragomira Bonev.

"Francesca Pascale è lesbica, io sono molto più che una sua amica e la storia d'amore con Berlusconi è una messinscena". Seguono altre cartelle di puro, lucidissimo delirio in cui profanando Leibniz con scriteriato citazionismo e superando il ridicolo involontario nell'istantanea del proprio recente percorso: "In questo mondo se non appartieni a un gruppo o a un colore politico non vai avanti", l'attrice bulgara moraleggia sull'impossibilità di vivere nel falso e insinua che SB non veda l'ora di dire addio alla concubina: "Più volte mi ha chiesto di portarla via da Arcore perché diceva che era cattiva e lo ricattava". Fa sapere nero su bianco, Michelle, che i generosi regali elargiti finora non bastano più:

"Soffro nel sapere che ci sono persone che hanno perso tutto, mentre altre pensano alle orge e al cappottino tigrato di un barboncino" e non prima di essersi ancora dedicata alla Pascale: "Autoritaria e senza scrupoli " si dipinge come Luisa Ferida, ma in linea con un immaginario più consono, finisce per imitare Sara Tommasi.

L'ex bocconiana giurava: "Parlo perché altrimenti mi avrebbero uccisa". Dragomira, complice l'analfabetismo del suo ghostwriter, la emula con qualche problema di forma: "Sono consapevole che le mie rivelazioni saranno scomode a qualcuno; che cercheranno di fermarmi, screditarmi, forse di uccidermi".

La sostanza però è la stessa, è chiarissima e se qualcuno nutrisse un dubbio sulla buonafede dell'operazione, a corredo del poema, vengono allegate un paio di foto segnaletiche. Nella più grande, la bella igienista dentale Minetti Nicole, Pascale e Dragomira contornano il trono di un sorridente Silvio Berlusconi in un'ambientazione animata da sorrisi, labbra in fuori e plastici assedi allo spazio vitale del satrapo. Nella seconda Pascale bacia sulla guancia Dragomira.

In attesa di capire chi davvero ricatti chi e se all'autoscatto seguirà il filmino, davanti allo sbalordito uditorio che assiste alla balcanizzazione dell'universo di B. e alla caduta di un altro Muro, passano le vite degli altri.

Un filo d'arianna che parte da Patrizia D'Addario e finisce con le richieste oniriche di Marysthelle Polanco : "Ho sognato che chiamavi Pingitore". Il quotidiano spettacolo degli stracci volanti, dei letti in piazza, dei conti da pagare che portano sempre e soltanto una sola firma, dei cassetti che si aprono, delle bobine e delle abitudini sessuali brandite come una clava.

Per Pascale, che più rapida di un Bolt, ha annunciato una querela, essere definita lesbica è "diffamatorio". "Nel caso fossi querelata" rincara Bonev su Twitter "sono pronta a ribadire la verità davanti ai magistrati". Magari Francesca frenerà il suo avvocato ed è difficile che Silvio, domatore a cui tocca in sorte un ruolo senza sorprese, non cerchi una conciliazione.

Del doman non v'è certezza. Negli ultimi anni, mantenendo un rigoroso e apprezzato silenzio sulla genesi del loro incontro, su certe sbiadite serate a tinte rossonere nei club milanesi e sulla bizzarra benevolenza della Real Casa nei suo confronti, Dragomira aveva saputo accontentarsi. Prima Sanremo. Poi un libro con Mondadori. Infine una strapagata gita al Festival di Venezia con tanto di targa patacca (costo, 9 euro), premio farlocco con lo stemma del Mibac e ammaestrata, prona claque, alla proiezione abusiva del suo Goodbye mama.

All'epoca, ai sentiti auguri di Silvio, Michelle aveva fatto seguire grandi aspettative e come nei romanzi dickensiani, almeno per un istante, si era goduta il biglietto della lotteria. L'ultimo regalo, una ben remunerata fiction Mediaset premiata ai razzie award, doveva avere un difetto d'origine.

Sul palco allestito per omaggiare il peggio del peggio della stagione tv, a fine settembre, Dragomira aveva avvertito tutti. Ringraziando con sedicente "ironia" e senza apprezzabile senso compiuto: "Berlusconi, Francesca e Dudù". Non l'hanno voluta ascoltare e ora in busta chiusa, come in quella canzone dei Beatles, Michelle ha fatto sapere "che in un modo o nell'altro", di lei non ci si libera.

2. E LA BONEV ROMPE L'INCANTESIMO. "LA PASCALE? È UNA MESSINSCENA"
Filippo Ceccarelli per "La Repubblica"

L'incantesimo sdolcinato adesso ha il sapore del fiele, e ancora una volta è il solito scandalo di quel tipo lì a svelare la Grande Menzogna che da Arcore a Palazzo Grazioli accompagna gli spasmi del berlusconismo terminale.

«Se fossi superstiziosa - diceva l'altro giorno Francesca Pascale compiacendosi della propria condizione - dovrei girare per casa con l'incenso». Ma forse neppure quello avrebbe dato sollievo alla fidanzatina che finalmente ha riportato all'ordine il Cavaliere farfallone e fatto pulizia a Palazzo, compresi i fagiolini.

Con morboso sconcerto e ridanciana malinconia si apprende in effetti che un'altra donna, Michelle Bonev, da taluni media identificata con il nome bulgaro di Dragomira, sostiene che lo sbandieratissimo fidanzamento è «inverosimile», anzi si tratta di «una grande messinscena, perché Francesca è lesbica, ed io sono stata molto più che una sua amica». E già questo, tutto sommato, basterebbe.

Ma sul suo blog Michelle-Dragomira scrive qualcosina di più: «Silvio ha deciso di annunciare il fidanzamento pubblico con Francesca soltanto per continuare a divertirsi con lei e con le sue "amiche", e non essere giudicato male dalla società. Pensava di aver fatto bene i conti, ma si è ritrovato con una "fidanzata" autoritaria e senza scrupoli. Più volte mi ha chiesto, infatti, di portarla via da Arcore perché diceva che era una cattiva persona e lo ricattava».

A questo punto la Pascale, tramite avvocato, ha fatto sapere che tali dichiarazioni sono «infondate e diffamatorie » e che agirà nelle sedi giudiziarie per riconoscerle tali. La Bonev ha risposto che è pronta a ribadire «la verità» ai magistrati. E qui, sugli orientamenti sessuali dell'una e/o dell'altra contendente, come del resto sui gusti dell'anziano Cavaliere, l'osservazione giornalistica, estenuata dall'ennesima combinazione, dichiara la propria resa. Ma anche solo immaginando il fantastico processo che su tali premesse verrà imbastito, si riserva di far notare che se Dragomira dice il vero, anche la storia degli ultimi giorni di Pompei dovrà essere riscritta.

Il personaggio, che nell'epopea berlusconiana qualche spazio senz'altro merita, offre istruttive suggestioni e riflessioni. Modella, attrice, poi regista e produttrice di cinema e tv, Bonev sale alla sospiratissima ribalta del dopo-festival di Sanremo ai tempi del Silvio II (2001-2006) grazie all'allora direttore generale della Rai Saccà. Quindi prende la sua strada e nel 2010, per il suo film «Goodbay Mama», su indicazione del ministro Bondi viene premiata in una periferica cerimonia al festival di Venezia con una targa - si è scritto acquistata da un rigattiere - su cui oltre al logo del Mbac campeggia la motivazione: «Action for women».

Sono presenti i ministri Carfagna e Galan: a entrambi, astutamente, Berlusconi ha detto che l'altro non c'è, perciò intervengono tutti e due. In seguito Galan racconterà di essersi sentito «un mona» e, dopo aver improvvisato un discorsetto, di essersela svignata col buio. Ma Dragomira, festeggiatissima da una delegazione del suo paese, è contenta lo stesso anche perché seguita a produrre per RaiCinema e Mediaset.

Solo un animo semplice può qualificare come gossip la sua imprevedibile nota, e non solo perché nel titolo richiama un versetto del vangelo di Giovanni: «La verità ci renderà liberi». E' un prodotto per certi versi perfetto di smascheramento mirato. Lei infatti ha avuto tanto, ma ora è in profonda crisi e ha deciso di cambiare vita. Per questo le scoccia di vedere la storia d'amore di Silvione e Francesca sulle copertine: ma quale amore!

A corredo fornisce un'adeguata iconografia. Ecco Francesca che la bacia, e intanto guarda con l'occhietto vispo. E poi una formidabile foto tipo quartetto, a tavola, fiori fiocchetti e calici, lei in piedi poggia una mano sulla Pascale, che sempre tira baci, e l'altra sulla Minetti, invero un po' lucida; in mezzo un beatissimo Cavaliere, che non sa cosa lo aspetta. Sullo sfondo un convivio settecentesco, piuttosto cupo.

Il testo ha anche un risvolto sociale; la gente soffre, non arriva alla fine del mese e invece c'è chi pensa «alle orge e al cappottino tigrato » di Dudù, la cui rappresentazione
si arricchisce nel blog di un'ulteriore immagine che lo vede indossare degli occhiali da sole.

Per quanto antropomorfizzata, dalla bestiola si passa a una specie di ammaestramento politico: «La cosa più triste è che proprio chi soffre, continua a votare chi lo flagella. Per disperazione - concede Dragomira - per ignoranza, per buona fede...» Segue citazione del filosofo Leibniz. E conclusione con appello drammatico: «Sono consapevole che le mie rivelazioni saranno scomode a qualcuno; che cercheranno di fermarmi, screditarmi, forse di uccidermi...». E ci mancherebbe solo questo, viene da pensare con sgomenta, catastrofica e buffonesca incredulità.

 

BONEV PREMIATA A VENEZIA BONEV PASCALE MICHELLE BONEV REGISTA DI DONNE IN GIOCO MICHELLE BONEV DONNE IN GIOCO bonevbonev bonevberlu bonev pascale minetti MANIFESTAZIONE PDL VIA DEL PLEBISCITO SILVIO BERLUSCONI E FRANCESCA PASCALE MANIFESTAZIONE PDL VIA DEL PLEBISCITO SILVIO BERLUSCONI E FRANCESCA PASCALE BERLUSCONI SABINA BEGAN GEORGE CLOONEYCENA BERLUSCONI CLOONEY A PALAZZO GRAZIOLI DA VANITY FAIR Berlusconi E MINETTIBERLUSCONI TRA RUBY MINETTI PASCALE nicole minetti Il balcone di Palazzo Grazioli VIA DEL PLEBISCITO RIPRISTINATA FERMATA DAVANTI PALAZZO GRAZIOLI jpeg