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BONN GIORNO! – LA GERMANIA SI È SVEGLIATA! DOPO ANNI DI ACCONDISCENDENZA VERSO I RUSSI, L’ALLARME PER L’ASCESA DI AFD HA APERTO GLI OCCHI AL GOVERNO – A BONN È STATO CHIUSO IL CONSOLATO RUSSO, RIEMPITO DI SPIE RUSSE CHE L’AVEVANO TRASFORMATO IN UNA PIATTAFORMA PER LANCIARE ATTACCHI IBRIDI – DOMANI IL VOTO IN SASSONIA-ANHALT: I POST-NAZISTI DI AFD POTREBBERO CONQUISTARE LA MAGGIORANZA ASSOLUTA E GOVERNARE DA SOLI...

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GERMANIA: BILD, CONSOLATO BONN CENTRO PER OPERAZIONI IBRIDE

Friedrich Merz 22

(AGI) - La decisione della Germania di chiudere il consolato russo a Bonn e' legata non solo al tentativo di sabotaggio all'aeroporto di Lipsia, ma anche alla presenza di numerose spie che ne avrebbero fatto una piattaforma per lanciare attacchi ibridi.

 

Lo ha rivelato la Bild, a quanto riporta Rbc Ucraina. Secondo il tabloid tedesco, vi sono prove che la missione diplomatica e' essere utilizzata dai servizi speciali della Federazione Russa per attivita' di intelligence. Il consolato, dove lavorerebbero tra i 15 e i 20 agenti russi sotto mentite spoglie, potrebbe essere in realta' un centro di supporto per operazioni ibride. Da li' sarebbero partite azioni non solo contro la Germania, ma anche paesi del Benelux, le istituzioni dell'Unione Europea e la sede della Nato.

 

Sassonia nera

Estratto dell’articolo di Daniel Mosseri per “il Foglio”

 

vladimir putin 2

Domenica sera il risultato. Le urne chiuderanno alle 18 e di lì a poco le televisioni cominceranno a snocciolare le proiezioni e poi i risultati veri e proprio dello spoglio delle schede. Ultime ora di attesa per l’esito delle elezioni in Sassonia-Anhalt, con poco più di 2,1 milioni di abitanti il terzo dei cinque Länder orientali dopo la Sassonia (4,03 milioni) e il Brandeburgo (2,6).

 

[...] I sondaggisti lo ripetono da mesi: in Sassonia-Anhalt il partito sovranista AfD corre senza freni: al 41 per cento secondo Forschungsgruppe Wahlen e addirittura al 43 secondo lnsa. La Cdu arranca fra il 22 e il 23 per cento, l’Spd è all’8 ma secondo alcuni potrebbe addirittura scivolare sotto la soglia del 5 per cento e restare fuori a favore di un Parlamento con soli tre partiti: l’AfD, la Cdu e i socialcomunisti della Linke (avvistati alla vigilia all’11,5 per cento).

 

putin merkel

Una rimonta dal centro è impossibile ma il Ministerpräsident uscente e ricandidato, il cristianodemocratico Sven Schulze, affronta la gara con il sorriso: “I sondaggi dicono che il 48 per cento degli elettori vorrebbe me come governatore e solo il 30 il mio sfidante Ulrich Siegmund”.

 

Purtroppo per lui, però, il sistema tedesco non prevede l’elezione diretta né del cancelliere né dei Ministerpräsidenten. Anche Siegmund sorride, soprattutto per stemperare le ombre brune che circondano l’AfD. Un partito che fa paura un po’ per i numeri ma soprattutto perché non fa nulla per mascherare la sua commistione con la destra deteriore.

 

Un esempio? Patrick Harr, l’addetto stampa di Siegmund, è stato in passato figura di spicco della Heimattreue Deutsche Jugend (Hdj), un gruppo che organizzava campi estivi dove i bambini imparavano a essere razzisti. Il ministero federale dell’Interno ha messo al bando la Hdj nel 2009 “per la sua influenza ideologica sui giovani attraverso la diffusione di opinioni popolari, razziste, nazionaliste e nazionalsocialiste”.

 

VLADIMIR PUTIN E LE CASE DELLE SPIE RUSSE IN EUROPA - DAILY TELEGRAPH

Per somigliare, insomma, alla Gioventù hitleriana (Hj). Più grave ancora è che Harr non è una mela marcia: diversi dirigenti regionali dell’AfD sono suoi sodali da una vita, stessi ambienti, stesse sigle. A Magdeburgo come a Berlino, l’AfD conferma dunque la sua vocazione estremista e antisistema, la sua tentazione neppure troppo nascosta di minimizzare le responsabilità storiche del nazionalsocialismo approfittando, anzi, della campagna elettorale per rispolverare qua e là qualche motto degno di Joseph Goebbels.

Solo dal conteggio dei voti si saprà se l’AfD ce la farà a guadagnare la maggioranza assoluta per governare da sola in Sassonia-Anhalt con competenze estese su scuola – con il programma revisionista “Più Bismarck, meno Hitler” – sicurezza, cultura e media.

 

VLADIMIR PUTIN AL FORUM ECONOMICO DI VLADIVOSTOK - FOTO LAPRESSE

Un monocolore blu sarebbe una prima assoluta in Germania: una formazione a destra della Cdu che conquista una posizione di governo regionale, entrando di conseguenza nel Bundesrat (la Camera delle Regioni) per poi interloquire con il governo federale e votare le leggi di competenza regionale.

 

L’elezione di un Ministerpräsident targato AfD, scrivono le ricercatrici senior dello European Council for Foreign Relations Jana Puglierin e Janka Oertel, “sarebbe una dimostrazione brutale dell’incapacità dell’establishment politico di fornire una visione convincente per il futuro economico, politico e sociale del paese”.

 

vladimir putin angela merkel

Dopo sei anni di crescita al palo tra crisi, dazi e pandemie, i partiti tradizionali hanno fallito la missione di far sognare o quantomeno sperare i tedeschi, tirando i remi in barca davanti alla destra estrema e alla sua offerta revisionista: indietro tutta su immigrazione, clima, integrazione e difesa europea, in cambio solo di tanto nazionalismo a buon mercato.

 

Troppo facile pure nascondersi dietro all’ormai tramontato stereotipo dell’elettore dell’est maschio, bianco, incolto e a basso reddito. L’AfD è forte in tutto il paese e fortissima nell’ex Ddr. [...]