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Alto, bello; ma, soprattutto, paraculo. Michel Barnier guiderà la task force europea che dovrà negoziare l'uscita del Regno unito dall'Unione europea. «Ci vediamo il 1° ottobre, per l'inizio di questo compito impegnativo», ha twittato Barnier. In tre lingue: ma, per prima cosa, in inglese.
Tanto è bastato a scatenare gli inglesi. "E' un atto di guerra", hanno commentato a caldo i quotidiani britannici.
Con minore understatment, il "Telegraph" ha ricordato come lo chiamano a Parigi: "il cretino delle Alpi"; con tanto di spiegazione storica-geografica. Barnier viene dalla regione alpina ed in quell'area nell'Ottocento la carenza di iodio produsse danni cerebrali agli abitanti.
La nomina di Barnier da parte del presidente della Commissione Juncker, in effetti, potrebbe somigliare ad un dito nell'occhio a Londra. Vuoi perchè ha avuto un passato da Commissario al Mercato interno con Barroso; ma anche perchè, da quel ruolo, ha negoziato i trattati che legano la City all'Europa.
In più, si fa accompagnare dalla fama di essere un europeista convinto. Ma anche dalla voce - che filtra da Bruxelles - di non essere proprio integerrimo; insomma, quasi (o più) un lobbista.
E proprio questo gossip potrebbe diventare la chiave di volta del negoziato Brexit, a vantaggio della Gran Bretagna.
Al momento, la Cozza di Ferro dorme sonni tranquilli. L'attuale condizione britannica è invidiabile: è formalmente fuori dall'Unione europea (dopo il referendum), ma è sostanzialmente è ancora dentro, non avendo ancora attivato il famoso art. 50 del Trattato di Lisbona.
E chi l'ammazza? Juncker, apparentemente, non ci sta. Ma non può fare nulla finquando Theresa May non invia la lettera di domanda di uscita. E finge di forzare la mano con la nomina di Barnier.
In realtà, a Downing Street conoscono bene il nuovo negoziatore. E sanno quali corde utilizzare per allentare il negoziato Brexit. Nel frattempo, lasciano ricordare come venne definito nel 2010: "l'uomo più pericoloso d'Europa"...
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