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“BUTTAFUOCO HA SBAGLIATO. A VENEZIA HA VINTO PUTIN” – IL MINISTRO GIULI RINFOCOLA LA POLEMICA CON IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE CHE HA RIAPERTO IL PADIGLIONE ALLA RUSSIA: “A PIETRANGELO HO MANDATO UN MESSAGGIO QUALCHE GIORNO FA, MA LUI NON MI HA ANCORA RISPOSTO. È LA GESTIONE DI QUESTA BIENNALE ARTE CHE RITENIAMO SBAGLIATA. PIETRANGELO E’ UN IMPOLITICO E HA FATTO UN FAVORE A UNO STATO BELLIGERANTE COME LA RUSSIA. HA CITATO LE PAROLE DI MATTARELLA AI DAVID MA QUANDO C’È UNA POLEMICA, NON CI SI DOVREBBE FARE SCUDO CON LE PAROLE DELLE PIÙ ALTE CARICHE ISTITUZIONALI - IL 20 MAGGIO ANDRÒ A VENEZIA A VISITARE IL PADIGLIONE ITALIA. NON SO COMUNQUE SE BUTTAFUOCO IN AGENDA AVRÀ ALTRI IMPEGNI” – SULLO SCAZZO CON SALVINI: “UNA REAZIONE ALL’INTERNO DI UNA DIALETTICA TRA COLLEGHI CHE A VOLTE NON SI TROVANO D’ACCORDO”

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Fabrizio Caccia per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

GIULI BUTTAFUOCO BIENNALE PADIGLIONE RUSSO

«A Pietrangelo ho mandato un messaggio qualche giorno fa, ma lui non mi ha ancora risposto.».

Nella sua stanza del Collegio Romano, al secondo piano, il ministro della Cultura Alessandro Giuli apre il telefonino e scruta il display, sono le tre di pomeriggio di giovedì 7 maggio. Buttafuoco non ha risposto.

 

Possiamo sapere che cosa diceva il suo messaggio, ministro?

«Preferirei di no. Posso riassumerne il senso: sul caso specifico della partecipazione russa alla Biennale dissento completamente, ma comunque vada a finire, non esisterà mai in questo mondo assurdo una persona che avrò ammirato come ammiro lui...».

 

Altro che nemici...

«Pietrangelo è stato più che un amico, abbiamo trascorso vacanze insieme, mio figlio Ascanio che oggi ha sei anni è pazzo di lui, gli ha dedicato anche un ritratto in forma di drago, l’anno scorso, che Pietrangelo tiene sulla sua scrivania a Venezia».

PIETRANGELO BUTTAFUOCO E ALESSANDRO GIULI

 

Non vi vedete da tempo, non vi parlate da tempo, voi due. Buttafuoco, l’altroieri, nel suo discorso l’ha ringraziata pubblicamente malgrado lo scontro che avete avuto sul padiglione russo. E più in generale ha parlato di pace, anzi da convertito all’Islam ha detto proprio Salam, pace in musulmano. Lei sarebbe pronto a farla con lui?

«Guardi, intanto mi auguro di lasciare finalmente alle spalle ogni polemica di queste settimane. Il 20 maggio andrò a Venezia a visitare il padiglione Italia curato da Cecilia Canziani con le opere di Chiara Camoni e a rendere omaggio a tutta la Biennale e all’arte mondiale, perché l‘istituzione Biennale merita sempre rispetto. È la gestione di questa Biennale Arte che riteniamo sbagliata. Non so comunque se Buttafuoco in agenda avrà altri impegni».

 

E visiterà pure il padiglione russo?

ALESSANDRO GIULI E PIETRANGELO BUTTAFUOCO

«Sarà chiuso, per fortuna. Comunque io non sono un ispettore, non vado là a fare controlli né ho mai pensato di mettere i sigilli al padiglione. Io ho sempre e solo voluto esprimere all’Ucraina e all’Europa il forte dissenso del governo italiano. Ma perfino in Ucraina, quando sono stato a Leopoli a parlare di ricostruzione, ho difeso l’autonomia della Biennale. Lo ha spiegato chiaramente anche Giorgia Meloni: disaccordo sulla partecipazione della Russia sì, ma l’autonomia è un confine che non possiamo valicare».

 

Giordano Bruno Guerri dice che gli intellettuali di destra hanno due caratteristiche: essi sono profondamente indipendenti ma hanno pure un grande senso del dovere. Secondo Guerri, lei nei panni di Buttafuoco avrebbe fatto la stessa cosa, dando il massimo spazio alla libertà di espressione.

«Buttafuoco, fosse stato al mio posto, avrebbe fatto ciò che ho fatto io, rispettando tutte le regole e le procedure per difendere la reputazione dell’Italia di fronte all’Europa e al mondo. Io però non avrei mai fatto, al posto di Pietrangelo, quello che ha fatto lui».

 

ALESSANDRO GIULI E PIETRANGELO BUTTAFUOCO

Cioè?

«Lui ha avvertito il governo italiano che avrebbe aperto il padiglione russo soltanto a febbraio scorso, soltanto a cose fatte, io invece al suo posto avrei subito richiesto un’udienza corale alla premier, al ministro degli Esteri, al ministro della Cultura per dire: la Russia chiede di partecipare, noi che facciamo? Così, forse, avremmo potuto pretendere in accordo con gli alleati internazionali una contropartita, magari un cessate il fuoco in Ucraina. Ma Pietrangelo è un impolitico, lo sono stato anch’io. Un impolitico capacissimo, come ha detto Giorgia Meloni, però alla fine ha fatto un favore a uno Stato belligerante come la Russia».

 

Alla Biennale i russi hanno vinto?

«Non c’è dubbio. Alla Biennale ha vinto Putin. Al posto di Pietrangelo, per esempio, io avrei chiesto alla curatrice del padiglione russo: “Scusi, dov’è lo spazio qui dentro per i dissidenti russi?”. Invece, almeno a leggere gli articoli di stampa, non mi pare che nel padiglione russo ci siano persone nelle condizioni di poter esprimere il dissenso nei confronti del loro regime sottoposto a sanzioni. Non penso che gli artisti russi che si esibiscono in queste ore dentro il padiglione della Biennale siano agenti di Mosca travestiti da artisti, ma di sicuro gli artisti del mondo libero hanno la facoltà di esprimere il dissenso verso chi li governa».

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco

 

In un’intervista a Sky lei ha detto, poche ore fa, di non condividere la scelta di Buttafuoco di usare nel suo discorso le parole di Mattarella alla cerimonia dei David: quel «liberi e audaci» parlando però di sé.

«Quando c’è una polemica, non ci si dovrebbe fare scudo con le parole delle più alte cariche istituzionali».

 

 

E sempre su Sky ha replicato pure al ministro Salvini, a quel «gli assenti hanno sempre torto» suonata come una critica rivolta a lei, che ha disertato in questi giorni Venezia. Una risposta al vetriolo, la sua, in diretta tv: «Pensavo fosse un’autocritica sul suo assenteismo al ministero»...

«Una reazione all’interno di una dialettica tra colleghi che a volte non si trovano d’accordo. Conosco Matteo da tanti anni, sappiamo entrambi superare incomprensioni per il bene superiore della stabilità di governo. A proposito di Lega, tengo anche a ringraziare Luca Zaia, perché malgrado le nostre opinioni differenti lui ha sempre cercato la mediazione».

 

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco

 

Il mancato finanziamento pubblico al docufilm su Giulio Regeni?

«La bocciatura del documentario è un’onta da sanare. Ma la troviamo, la via per valorizzarlo a dovere».

 

(...)

Giuli Buttafuoco