FLASH – DI MAMMA CE N’È UNA SOLA, DI FIGLI CE NE SONO DUE: ROCCO BASILICO HA IMPUGNATO DAVANTI A UN…
STALKING HEADS – A VARESE, UN 21ENNE TUNISINO È STATO CONDANNATO A UN ANNO DI RECLUSIONE PER ATTI PERSECUTORI AI DANNI DI UNA COMMESSA 23ENNE – IL RAGAZZO SI APPOSTAVA OGNI GIORNO DAVANTI AL NEGOZIO DOVE LAVORAVA LA GIOVANE. POI, A UN CERTO PUNTO, LO STALKER È PASSATO AI FATTI, PEDINANDOLA E CHIEDENDOLE DI SALIRE A CASA SUA – LA RAGAZZA, IN PREDA AL PANICO, HA CHIAMATO LA POLIZIA, MA IL GIORNO DOPO IL 21ENNE ERA ANCORA FUORI DAL NEGOZIO: “MI FISSAVA, ERO SPAVENTATA, TEMEVO DI ESSERE AGGREDITA…”
Estratto dell’articolo di Christian Sormani per www.ilgiorno.it
[…] "Mi fissava", ha raccontato. All’inizio era solo disagio, poi è diventata paura. Fino alla sera d’estate in cui l’incubo ha preso forma. La vittima è una commessa di 23 anni di Varese. L’imputato, un ventunenne tunisino, ora condannato a un anno di reclusione per atti persecutori. Ma lui, nel frattempo, è sparito.
Tutto comincia nell’estate scorsa, in piazza XX Settembre. Il giovane si presenta ogni giorno davanti al negozio dove la ragazza lavora. Non entra, non parla. Sta lì. E guarda. Ore intere. Giorno dopo giorno, per settimane. […] Poi, il 21 agosto, qualcosa cambia. Quella sera il ragazzo la segue. La pedina. Riduce la distanza. La raggiunge. Le parla. Le chiede di salire a casa con lui. È il momento in cui la paura esplode. La giovane chiama la polizia. Il giorno dopo gli agenti lo trovano di nuovo lì, nello stesso posto, davanti al negozio. Scattano le manette.
Il giudice del Tribunale di Varese Letizia Bibbiani ha pronunciato la sentenza: un anno di reclusione per atti persecutori. Una pena sospesa, ma a una condizione: il giovane dovrà seguire un percorso di recupero di dodici mesi per autori di stalking. Dovrà inoltre risarcire la vittima con duemila euro. In aula, la vicenda è emersa in tutta la sua carica emotiva.
"Era come essere braccata", ha spiegato la parte civile. Non minacce dirette, ma una presenza continua, insistente, capace di generare ansia e paura. Tanto da cambiare la vita quotidiana della ragazza. "Ero spaventata, temevo di essere aggredita", ha raccontato. Prima andava al lavoro a piedi. Ora no. Ora la accompagna il padre. Ha installato un’app di geolocalizzazione per farsi seguire dai familiari. Ogni spostamento è controllato. Ogni uscita, una tensione.
Il giovane, dal canto suo, aveva parlato di un’infatuazione. Di un semplice interesse. Ma per l’accusa quel comportamento aveva superato il limite, trasformandosi in persecuzione. La difesa ha provato a ridimensionare i fatti: "Stava in un luogo pubblico, a distanza, senza interferire", ha sostenuto l’avvocato, parlando di un approccio maldestro più che di stalking.
Ma il giudice ha ritenuto che quella presenza ripetuta e quel pedinamento fossero sufficienti a configurare il reato. Resta però un’ombra sulla vicenda: il ventunenne, dopo la scarcerazione, ha rifiutato il braccialetto elettronico e ha fatto perdere le proprie tracce. Non si sa dove sia.
FLASH – DI MAMMA CE N’È UNA SOLA, DI FIGLI CE NE SONO DUE: ROCCO BASILICO HA IMPUGNATO DAVANTI A UN…
DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE…
FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE,…
DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON…
DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA…
FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TR…