donald trump ceuta

C’È LA MANONA DELLO ZIO SAM DIETRO IL CAOS MIGRANTI A CEUTA? – C’È UNA “PISTA” CHE PORTA AGLI STATI UNITI: DA MESI LA DESTRA AMERICANA RISERVA MOLTE ATTENZIONI ALL’EXCLAVE SPAGNOLA IN MAROCCO: NON SOLO SUPPORTANDO IDEOLOGICAMENTE LE SPINTE INDIPENDENTISTE, MA ANCHE IMMAGINANDO UNA “ONDA VERDE” DI PERSONE DISARMAT – THINK TANK E DEPUTATI VICINI A TRUMP HANNO STNZIATO 20 MILIONI DI DOLLARI PER SOSTENERE LE RIVENDICAZIONI SU CEUTA DEL MAROCCO – LA MONARCHIA NORDAFRICANA È UNO DEI PIÙ STRETTI ALLEATI DI TRUMP NEL CONTINENTE NERO: IL PRIMO A RICONOSCERE LA SOVRANITÀ DI RABAT NEL SAHARA OCCIDENTALE FU PROPRIO IL TYCOON, CHE VEDE IN SANCHEZ UN PARIA DISOBBEDIENTE DA RIMETTERE IN RIGA (PEDRO SI RIFIUTA DI ADEGUARE LA SPESA IN DIFESA AL LIVELLO CONCORDATO CON GLI USA E NEGA L'UTILIZZO DELLE BASI AI MARINES)

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PEDRO SANCHEZ TRUMP

I FINANZIAMENTI, L'INTELLIGENCE E I PIANI DELLA DESTRA USA UN'ALTRA PISTA DIETRO L'ASSALTO

Estratto dell’articolo di Federico Fubini per il “Corriere della Sera”

 

In un’era geopolitica a propagazione immediata, ogni evento si trasforma in un test. A maggior ragione se l’attrito si registra lungo una fragile faglia del sistema: nel caso dei migranti di Ceuta, di fronte a Gibilterra, in uno dei pochi grandi stretti di mare ancora aperti senza condizioni e alla frontiera fra un Paese dell’Unione europea e uno africano a basso reddito che ha appena ricevuto 40 milioni di dollari dagli apparati militari e di sicurezza degli Stati Uniti.

 

IL PERCORSO DEI MIGRANTI A CEUTA

Di certo è bastato poco perché ciascuno mostrasse i propri colori. Anche senza lo scontro fra Giorgia Meloni e il leader di Madrid Pedro Sánchez, l’Unione europea ha subito iniziato a dare nuovi segni di frammentazione.

 

Di fronte a quella che la Spagna vive come un’invasione e un’azione di guerra ibrida, il presidente (tedesco) del partito popolare europeo Manfred Weber ha reagito attaccando il governo socialista di Madrid per le sue politiche migratorie. Anche la Francia ha rafforzato la frontiera dei Pirenei, pur offrendo aiuto alla Spagna tramite l’agenzia europea Frontex.

 

La Russia, che ha una storia di uso dei migranti come armi da gettare contro i confini di Finlandia o Polonia (via Bielorussia), non ha perso tempo.

 

CAOS MIGRANTI A CEUTA

Si è subito infilata nella falla politica: Andrii Sibyha, ministro degli Esteri ucraino, osservava ieri come i media di emanazione di Mosca abbiano lanciato 1.500 articoli sulla crisi di Ceuta (con i media russi in Italia secondi per quantità di contenuti solo dopo quelli in Spagna).

 

Ma è la reazione americana quella più gravida di senso e di interrogativi. [...]  Donald Trump ha scaricato tutte le responsabilità sul governo di Madrid, un paria per la Casa Bianca specie dopo il rifiuto di Sánchez di concedere le basi iberiche per l’avventura iraniana. Subito il presidente si è presentato, all’opposto, come un baluardo contro i clandestini.

 

Eppure l’attenzione della destra americana su Ceuta non nasce ora. Vari indizi suggeriscono che, al contrario, essa è costante da tempo. In marzo un articolo del think tank washingtoniano di destra American Enterprise Institute sosteneva che il controllo spagnolo di Ceuta e Melilla sarebbe «illegittimo» e il Marocco dovrebbe reagire esattamente secondo lo scenario di questi giorni: con un’«onda verde» di migliaia persone disarmate che entrano a Ceuta.

 

miglaia di migranti arrivano a ceuta foto lapresse 1

In aprile poi Mario Diaz-Balart, deputato repubblicano e vicino a Trump, ha fatto approvare dalla commissione per gli stanziamenti della Camera un documento dal duplice significato. Sul piano politico, sostegno alle rivendicazioni del Marocco su Ceuta e Melilla, oggi ancora controllate da Madrid benché si trovino a sud dello stretto.

 

Ma sul piano finanziario, lo stesso documento della Camera stanzia fondi a favore del governo di Rabat per venti milioni di dollari dai «National Security Investment Programs» e altri venti milioni dal «Foreign Military Financing Program». Questi finanziamenti sono il segnale più chiaro che fra l’intelligence di Rabat e quella americana si stava creando un’interazione più stretta. E che difficilmente la prima avrebbe potuto evitare di avvertire la seconda di quanto stava per accadere.

[...]

 

MIGRANTI A CEUTA

Uso politico della crisi da parte della Casa Bianca, think tank vicini ai Maga a favore dell’ondata migratoria, sostegno e finanziamenti del Congresso in chiave anti-spagnola e collaborazione fra intelligence: neanche cinque livelli di indizi, in geopolitica, fanno una prova. Ma restano cinque livelli di indizi.

 

 

LA CRISI SPINTA DA RABAT PER COLPIRE MADRID E COMPIACERE TRUMP

Estratto dell’articolo di Leonardo Martinelli per “la Repubblica”

 

migranti marocchini arrivano a ceuta 10

Una ripicca del Marocco contro la Spagna, "colpevole" di riavvicinarsi agli odiati algerini. E, sullo sfondo, l'eterna questione del Sahara Occidentale, ex colonia spagnola occupata all'80% dalle autorità di Rabat. Sarebbe una delle spiegazioni del recente afflusso massiccio di migranti a Ceuta, l'exclave spagnola sulla costa marocchina.

 

Non solo: pure la volontà di assecondare Donald Trump, che vede la Spagna di Pedro Sánchez come fumo negli occhi, costituirebbe una delle ragioni segrete di questa strana crisi migratoria. Mettere in difficoltà quel Paese, così odiato dalla galassia Maga, sarebbe un "regalo" del Marocco, l'alleato più fedele nell'area degli Usa che ha da poco battezzato la nuova autostrada attraverso il Sahara Occidentale "Donald J. Trump Highway".

 

miglaia di migranti arrivano a ceuta foto lapresse 2

Dall'inizio del 2026 non era stato segnalato nessun migrante in arrivo nell'exclave. In un solo giorno, invece, si è giunti a 60mila. È chiaro: le autorità marocchine hanno allentato i controlli. Come peraltro testimoniato da alcuni migranti ai media internazionali: «Siamo stati incoraggiati ad attraversare il confine dalle autorità marocchine».

 

[...]

 

Nel dicembre 2020 Trump, alla fine del suo primo mandato, fu il primo a riconoscere la sovranità di Rabat sul Sahara Occidentale. Da quando è ridiventato presidente, il Marocco è uno dei suoi alleati più fedeli. Viste le reazioni dello stesso Trump sui social e del suo "mondo" a livello internazionale sulla crisi di Ceuta, questa - provocata o meno - appare un assist nei suoi confronti. Basta ricordare gli scontri tra il tycoon e Sánchez proprio sui migranti, ma anche sui soldi alla Nato e sulle guerre. Tanto che lo spagnolo appare il "nemico" numero uno di Donald in Europa. E il País si spinge a scrivere: «Non è immigrazione, ma un attacco ibrido».

IL TWEET DI ELON MUSK SUI MIGRANTI DI CEUTA COME ZOMBIE

 

Per capire il perché a varco aperto così tanti giovani vogliano passare a Ceuta, territorio Ue, bisogna riferirsi alla situazione economica del Marocco. Nel Paese, in crescita, sfrecciano treni ad alta velocità e lo sviluppo è rapido (da poco ha strappato al Sudafrica il primato africano dell'industria). Ma, come indicato da uno studio della Banca mondiale, non genera sufficienti posti di lavoro, soprattutto per i giovani. Fra i 15 e i 24 anni il tasso di disoccupazione sfiora il 30%. E nel tempo il tasso di attività, invece di aumentare, è precipitato. I giovani marocchini in arrivo a Ceuta in questi giorni gridano una sola parola, dinanzi alle telecamere delle tv spagnole: "Trabajo".

ceuta - cartina - spagna e marocco migranti marocchini arrivano a ceuta 11migranti a ceuta 11miglaia di migranti arrivano a ceuta foto lapresse 4migranti marocchini arrivano a ceuta 13

Lavoro.