DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON…
CACCIATORI DA TASTIERA - LA DEPUTATA DI "NOI MODERATI" MICHELA VITTORIA BRAMBILLA E’ STATA INSULTATA SUI SOCIAL PERCHE’ CONTRARIA AL DISEGNO DI LEGGE SULLA CACCIA VOLUTO DAL GOVERNO: “HO GIA’ PRESENTATO DUE DENUNCE. VADO AVANTI, LE INTIMIDAZIONI NON MI FANNO PAURA” - BRAMBILLA VUOLE CAMBIARE IL TESTO (FINITO NELLE SABBIE MOBILI DELLA CAMERA PER I DUBBI DI FORZA ITALIA) E SI FA PORTAVOCE DELLE PROTESTE DI ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE E ANIMALISTE (LA DEPUTATA SI RICORDA DI FAR PARTE DELLA MAGGIORANZA?) - AVVISO A MELONI E SOCI: L’80% DEGLI ITALIANI NON NE PUO’ PIU’ DELLA CACCIA...
Estratto dall’articolo di Clarida Salvatori per il “Corriere della Sera”
Un no corale, pronunciato dalle associazioni ambientaliste e animaliste italiane (tra cui Wwf, Lipu, Enpa, Legambiente, Oipa, Lac, Gaia), nel giorno della loro audizione in commissione Agricoltura alla Camera. «Sono una parlamentare espressione della maggioranza che ha presentato questo disegno di legge.
Ma questa battaglia per gli animali è una battaglia di civiltà e non si può ascrivere a una parte politica — ha detto Michela Vittoria Brambilla, Noi moderati —. Chi sostiene questo testo deve capire che non va bene e che va cambiato. Ci sono errori grossolani e l’importante è rimediarvi».
La caccia è un tema inviso alla stragrande maggioranza degli italiani, più dell’80%. «E invece si aumentato le specie cacciabili e si estendono i periodi venatori, anche a quelli riproduttivi — ha aggiunto Brambilla —. Persino con la neve di notte si possono cacciare gli ungulati. Io francamente sono in difficoltà».
Ma anche la complessità della situazione non fermerà il suo impegno. «Dopo aver denunciato le criticità di questo testo sono stata travolta sui social da gravissime offese personali e minacce alla mia incolumità — ha proseguito la deputata —. Ho già presentato due denunce, una venerdì e una oggi (ieri, ndr ), ma le intimidazioni non mi fanno paura, io vado avanti. E con la forza delle nostre ragioni ce la faremo».
Diversi i dubbi sollevati dai rappresentanti delle associazioni che ritengono questa modifica «un ritorno al passato». Dall’«incostituzionalità» (articoli 9, 10, 32, 41 e 117) all’«attentato per la sicurezza delle persone» nel momento in cui vengono ampliati tempi e luoghi dedicati alla caccia, senza dimenticare che in Italia dal 2007 al 2025 si sono contati 462 morti e migliaia di feriti nelle battute di caccia.
Ma a essere contrastati sono anche il nuovo ruolo di bioregolatore che viene attribuito al cacciatore e il rispetto della fauna selvatica che «non appartiene a una categoria o a una minoranza organizzata. [...]
Le posizioni del governo e le novità introdotte dal ddl contestato le aveva spiegate bene lo scorso anno il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ospite allo stand della Federcaccia del CacciaVillage 2025. «Un indiscusso amico dei cacciatori», così lo aveva presentato il presidente Massimo Buconi, «che vuole eliminare le storture interpretative delle norme europee». [...]
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