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"È ANCHE GRAZIE A UNA PROFESSIONALITA’ COME LA SUA CHE LA POLITICA, DA ASTRATTA, È TORNATA FIGURATIVA…" - FILIPPO CECCARELLI IN LODE DI MITY SIMONETTO, LA STORICA CONSULENTE CHE TRASFORMÒ IN ICONA L'IMMAGINE DI BERLUSCONI - TRA FOTO, SET TELEVISIVI E PROPAGANDA "COSTRUI LA FIGURA PUBBLICA DEL CAVALIERE RASTRELLANDO TUTTE LE FOTO IN CUI BERLUSCONI NON ERA "VENUTO BENE", O TROPPO BASSO O CON LE GAMBE STORTIGNACCOLE - ASSISTENTE ALLA REGIA E ADDETTA ALL'OCCHIUTA SUPERVISIONE DEL CELEBRE VIDEO DELLA DISCESA IN CAMPO NEL FINTO STUDIO DI MACHERIO, CURÒ LA COSPICUA ICONOGRAFIA (250 FOTO DI B. IN 130 PAGINE) DELL'ALMANACCO, "UNA STORIA ITALIANA" - VIDEO
Filippo Ceccarelli per la Repubblica - Estratti
Nell'ormai remoto 1992, aurora dell'età dell'oro berlusconiana, un po' per appassionata curiosità e un altro po' per farsi bello, il Cavaliere volle scrivere di suo pugno un'introduzione al Principe di Machiavelli commentato da Napoleone (ma era un falso), per un'edizione extra-lusso da regalare ai clienti della Fininvest. Raccomandava dunque ai lettori il proto-Berlusconi la necessità di «curare con la massima attenzione la propria immagine» giacché, con l'autorevole sostegno di Machiavelli, «ognuno vede quello che tu pari, pochi sentono quello che tu sé».
Ecco, tra questi pochi va senz'altro annoverata Mity Simonetto, che l'altro ieri se n'è andata a 77 anni e alla quale Silvione aveva consegnato le chiavi per mantenere salda e luminosa questa sua benedetta immagine.
Un compito di custodia attiva che lei svolse a lungo con entusiastica dedizione e affidabile cortesia, sempre di buonumore, come era nei codici e nella prassi nel rinomato staff del Dottore.
Mity, che in realtà si chiamava Matilde, ma aveva accolto con gioia il nome di culla da genitori veneti che sempre si appellavano l'un l'altro "mi" e "ti", donde Mi-ti, poi Mity, veniva dal mondo della moda e nella leggenda aziendale si affermò per la garbata decisione e la disponibilità economica con cui – ecco l'immagine! – negoziava, acquistava e rastrellava tutte le foto in cui Berlusconi non era "venuto bene", ambigua espressione in nome della quale erano tolte dalla circolazione panze prominenti, riporti al vento, palpebre abbassate, gore di sudore, inquadrature che ritraevano il leader o troppo basso o con le gambe stortignaccole (su tale impervia raffigurazione s'innescò una interminabile trattativa a proposito di un libro fotografico della Camera dei Deputati).
BERLUSCONI DISCORSO DISCESA IN CAMPO
Assistente alla regia e addetta all'occhiuta supervisione del celebre video della discesa in campo nel finto studio di Macherio, al Quirinale comparve nella primavera del 1994 come depositaria di un elegante beauty-case con pennelletti, trucchi, cerone e tamponi per le riprese televisive del premier incaricato e la desolata meraviglia di Oscar Luigi Scalfaro.
Nel 2001 Simonetto curò la cospicua iconografia (250 foto di B. in 130 pagine) di quell'almanacco, "Una storia italiana", che inviato per posta a milioni di elettori ripristinava l'antico genere dell'agiografia adeguandolo alla civiltà post-moderna della leadership iper-visibile e dell'intrattenimento.
Al giorno d'oggi sembrano inezie, ma è grazie a professionalità di questo tipo che la politica, da astratta, è tornata figurativa (...) Cambiarono allora e senza ritorno le modalità espressive del potere, l'apparenza conquistò il predominio sulla sostanza, la forma sui contenuti, le emozioni sugli ideali e i progetti. Per certi versi si può dire che entrò in crisi lo statuto stesso della verità.
Tutto ciò sarebbe eccessivo metterlo in conto a Mity, anche se acquista un indubbio rilievo politico il suo ruolo nell'aver intuito che la figura, il governo, gli affari e la famiglia del Cavaliere dovesse essere presentati all'opinione pubblica secondo i codici in uso nelle monarchie.
Mity Simonetto e silvio berlusconi
BERLUSCONI UNA STORIA ITALIANA
Mity Simonetto e silvio berlusconi
Mity Simonetto
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