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CACICCO A CHI? – VINCENZO DE LUCA È TORNATO CARICHISSIMO DALLE FERIE. PARLA DELL’ACCORDO SULLA CANDIDATURA DI ROBERTO FICO IN CAMPANIA, CHE PREVEDE LA NOMINA DEL FIGLIO PIERO ALLA SEGRETERIA REGIONALE DEL PD: “DECIDONO I CITTADINI CHI SOSTENERE, NON I VERI CACICCHI CHE SONO A ROMA” – AVVERTE ELLY SCHLEIN: “IO DIRÒ IN FUTURO SEMPRE QUELLO CHE PENSO. CHIARO?” – L’AFFONDO CONTRO ANTONIO DECARO CHE, PER CANDIDARSI IN PUGLIA, PRETENDE L'ESCLUSIONE DI EMILIANO E VENDOLA DALLE LISTE: “È UNA VICENDA SCONVOLGENTE, UN IPOTETICO CANDIDATO CHE PONE VETI SU ALTRI ESPONENTI POLITICI…”
Estratto dell’articolo di Simona Brandolini per www.corriere .it
«Decidono i cittadini chi sostenere, non i veri cacicchi che sono a Roma». È lo scoppiettante ritorno di Vincenzo De Luca dalle ferie. Dice di occuparsi di programmi. Lui. Visto che gli accordi con Giuseppe Conte e Elly Schlein erano questi.
E così Vincenzo De Luca si presenta dinanzi alle telecamere con la lista dei progetti avviati dalla “sua” Regione e che «non possono essere bloccati dalla politica politicante». [...]
Apre link che non chiude. Quello sulla candidatura di Roberto Fico, per esempio. «Quando il terzo mandato è stato bloccato, era evidente che si sarebbero creati dei problemi. Confusione. Lo sapevamo.
Oggi il mio problema è semplice: fare in modo che non sia buttato a mare quello fatto in questo decennio, che non si blocchino programmi enormi, e si mantenga una linea ferma: prima il programma poi si approvano le candidature. Questo è corretto e civile». Poi aggiunge: «D’altronde siamo in Italia e non viene mai valutata la qualità dei candidati. È tutto gossip cabaret politico».
L'attacco più feroce lo destina però a Antonio Decaro, europarlamentare dem che tra l'altro il governatore ha sostenuto. «La vicenda Puglia è sconvolgente: un’ipotetico candidato che pone veti su altri esponenti politici. Prima cosa è maleducato. Poi è ridicola la posizione su Nichi Vendola che è di un altro partito.
michele emiliano antonio decaro
Io non mi permetterei mai per ragioni di buona educazione. Decidono i cittadini chi sostenere, non i veri cacicchi che sono a Roma. Inoltre se non ti devi candidare perché mi fai ombra stai confessando la tua inconsistenza politica. Io me ne andrei a casa. Ci si confronta con gli altri esponenti. Le proprie posizione si difendono con la ragione».
E poi annuncia: «Io dirò sempre quello che penso. Chiaro?». Giusto per far intendere che non basta il patto che porterà il figlio Piero alla segreteria regionale del Pd a zittirlo.
Ma è sul caso del teatro San Carlo (c'è uno scontro in atto tra la Regione e il Comune) che sbotta: «Quella a cui stiamo assistendo è una vergogna. Rispetto alle stupidaggini, siamo impegnati a tutelare l'onore del teatro e di Napoli, per evitare che ci copra di ridicolo».
Poi ricorda che nel 2023 il suo rappresentante nel cdi Riccardo Realfonzo non votò il bilancio «avendo rilevato un falso. Abbiamo fatto un esposto alla Corte dei conti e alla Procura. Ma ne parleremo. Vediamo ora di chiudere con dignità questa vicenda». [...]
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