raphael glucksmann jean-luc melenchon marine le pen

IL “CAMPO LARGO” ITALIANO NON HA LEADER NÉ PROGRAMMA, MA IN FRANCIA LA SINISTRA NON STA MEGLIO – IL LEADER DI “PLACE PUBLICHE” RAPHAEL GLUCKSMANN SCIOGLIE FINALMENTE LA RISERVA E SI CANDIDA ALLE PRESIDENZIALI FRANCESI DEL 2027 - SE VINCERÀ LE PRIMARIE SOCIALDEMOCRATICHE, DOVRÀ SFIDARE NON UNO MA BEN DUE PUTINIANI: DA UN LATO MARINE LE PEN, DALL'ALTRO QUEL TERZOMONDISTA ANTI-OCCIDENTE DI JEAN-LUC MELENCHON, CHE SI SENTE IL FAVORITO IN UN EVENTUALE BALLOTTAGGIO CON LA BIONDA SOVRANISTA. IL TRIBUNO DI ESTREMA SINISTRA STA AMMORBIDENDO I TONI NEI SUOI COMIZI E PROVA A RENDERSI “DIGERIBILE” AGLI ELETTORI DUBBIOSI. MA DOPO ANNI DI SPARATE ANTI-OCCIDENTE DEVE SFORZARSI MOLTO - VIDEO 

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

 

1. L’ANNUNCIO DI GLUCKSMANN «MI CANDIDO ALL’ELISEO» 

Estratto dall’articolo di Stefano Montefiori per il “Corriere della Sera” 

 

Raphael Glucksmann

«Non prendo questa decisione alla leggera», ha detto Raphaël Glucksmann ieri sera al telegiornale delle 20, annunciando di essere «candidato all’elezione presidenziale» che si terrà in Francia il 18 aprile e il 2 maggio 2027. [...]

 

Alle elezioni europee del 2024 Glucksmann è stato protagonista di un exploit notevole, superando nettamento la rivale dell’estrema sinistra melenchonista Manon Aubry, ma quel successo era stato oscurato poche ore dopo dalla clamorosa mossa del presidente Macron di indire elezioni anticipate. 

 

In questi due anni la posizioni radicali della France insoumise si sono fatte largo nella società francese, e ieri Jean-Luc Mélenchon ha tenuto un comizio in cui ha rivendicato il suo ruolo di favorito a sinistra: «Possiamo farcela». 

Raphael Glucksmann

 

Secondo i sondaggi, accanto a Marine Le Pen intorno al 36% sicuramente qualificata al ballottaggio, la battaglia per l’altro posto al secondo turno è aperta: il centrista Philippe è dato al 17%, Mélenchon è dato al 16%, Glucksmann al 10. 

 

Il fondatore di Place Publique dovrà imporsi nelle primarie del campo socialdemocratico, l’11 e il 18 ottobre. Poi continuerà nella corsa all’Eliseo garantendo «nessun accordo» con Mélenchon. [...]

 

 

2. L’AFFOLLATA CORSA ALL’ELISEO GLI OSTACOLI DI GLUCKSMANN 

Estratto dall’articolo di Gigi Riva per “Domani” 

 

Marine Le Pen 32

[...] Di qua e di là, nel centro e nella sinistra, c’è una gran confusione sotto il cielo e dunque la situazione non è affatto eccellente al contrario dell’aforisma di Mao Zedong. E a Parigi, se possibile, stanno peggio di noi, una ressa che fa impallidire la contesa tra Giuseppe Conte, Elly Schlein e cespugli vari.

 

Un caos difficilissimo da gestire al punto che Le Monde, il quotidiano “autorevole” per definizione, ha voluto ammonire con un editoriale non firmato, dunque attribuibile al direttore Jérôme Fenoglio, che bisogna sbrigarsi, che «è necessaria un’alternativa di sinistra», cioè un candidato credibile, per impedire che al ballottaggio arrivi secondo (la prima piazza pare già assegnata a Marine Le Pen) il tribuno di estrema sinistra Jean-Luc Mélenchon. 

 

In questo caso si avrebbe comunque un presidente “antisistema”, cosa che il giornale vorrebbe di tutta evidenza scongiurare. Le possibili primarie La corsa è in effetti già affollata come un metrò all’ora di punta mentre alle porte ancora aperte si affacciano altri personaggi. Il prossimo a salire sul vagone dovrebbe essere Raphaël Glucksmann, 47 anni da compiere a ottobre, figlio del filosofo André, saggista, eurodeputato, fondatore di Place publique, movimento di centrosinistra socialisteggiante. [...]

 

Jean Luc Melenchon 2

Nei sondaggi generali di popolarità l’eurodeputato è quotato attorno al 10 per cento, cifra che dovrebbe essere sufficiente per superare gli altri che si sono già iscritti. A partire da una donna che torna sulla scena a quasi vent’anni dal tentativo di entrare all’Eliseo, quella Ségolène Royal, ex compagna di François Hollande e madre dei suoi quattro figli, sconfitta nel 2007 da Nicolas Sarkozy al ballottaggio con un onorevole 46,94 per cento dei voti. 

 

Non dovrebbero essere avversari pericolosi nemmeno il segretario del partito socialista Olivier Faure, o il giovane deputato Philippe Brun, 34 anni, il quale ha appena reso noto il suo programma dal titolo “Produire”, non serve traduzione, basato su lavoro, potere d’acquisto dei salari, giustizia sociale, sicurezza.

 

Raphael Glucksmann melenchon

Chiunque prevalga, dovrà tenere in conto l’incognita rappresentata dall’ex presidente François Hollande, signor tentenna di questo periodo, il quale non ha nessuna intenzione di iscriversi alle forche caudine delle primarie ma non esclude di correre per la poltrona che ha già occupato con una lista propria. A dimostrazione di quanto le divisioni siano il problema endemico di questa parte politica. E non riguardano solo i socialisti ma anche i centristi e gli ecologisti. [...]

 

Mélenchon sa che questa è la sua ultima chance. Sa anche che le divisioni nel campo moderato e nel campo centrista favorirebbero il suo passaggio al ballottaggio dove comunque soccomberebbe al cospetto di Marine Le Pen, dovendo scegliere tra due posizioni antitetiche ed entrambe estreme la Francia di oggi si butterebbe a destra nelle braccia della (ex?) impresentabile.

Jean Luc Melenchon

 

Per questo nelle ultime uscite ha cominciato a moderare i toni per rendere più digeribile la sua figura a un ceto medio che sarà il vero ago della bilancia della competizione. È difficile che il tribuno riesca nell’impresa, dovrebbe sconfessare posture sostenute in lunghi decenni di militanza e sarebbe poco credibile. 

 

Raphael Glucksmann

Sullo sfondo della volata per arrivare a battersi con l’estrema destra si intravede anche la figura di Dominique de Villepin, 72 anni, ex premier, ex ministro degli Esteri famoso per il discorso all’Onu contro la guerra in Iraq di Bush figlio.

 

Ha fondato il movimento La France humaniste, viaggia in ogni angolo dell’Esagono e si definisce un «candidato permanente», tutti indizi di una possibile discesa nell’arena. Dovesse essere lui a spuntarla, o Glucksmann o Philippe, c’è da scommettere che potrebbe risorgere quel “Fronte repubblicano” che sinora ha sempre sbarrato il campo ai Le Pen. Fosse il padre o la figlia. 

Raphael Glucksmann 2Marine Le Pen 3Raphael Glucksmann melenchon