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“BASTA PROMESSE ELETTORALI IRREALIZZABILI: I PARTITI INDICHINO COME TROVARE I FONDI” - LA RACCOLTA FIRME PROMOSSA DALL’EX SENATORE DEL PD, CARLO COTTARELLI: “VOGLIAMO INTRODURRE MISURE PER RENDERE TRASPARENTI I PROGRAMMI ELETTORALI. NELLE ULTIME ELEZIONI, 2018 E 2022, I PARTITI HANNO FATTO PROMESSE CHE SAREBBERO COSTATE AL BILANCIO PUBBLICO FINO A 140-150 MILIARDI DI EURO L’ANNO. OVVIAMENTE QUANDO LE FORZE POLITICHE VANNO AL GOVERNO DICONO CHE NON CI SONO I SOLDI E SI SCOPRE CHE QUELLE PROMESSE ERANO IRREALIZZABILI. IL MIO DISEGNO DI LEGGE DICE CHE I PROGRAMMI ELETTORALI PRESENTATI DAI PARTITI DEBBONO ANCHE INDICARE DOVE SI PRENDONO I SOLDI. SI TRATTA DI UNA COSA CHE GIÀ ESISTE IN OLANDA, SVEZIA, CANADA, AUSTRALIA E DI RECENTE È STATA INTRODOTTA ANCHE IN GRECIA…”
Estratto dell’articolo di Enrico Marro per il “Corriere della Sera”
Professor Cottarelli, lei oggi lancia una campagna per la raccolta di firme a sostegno di un disegno di legge. Di cosa si tratta e perché?
«Nei pochi mesi in cui sono stato in Parlamento (ottobre 2022-maggio 2023, senatore del Pd, ndr ) — risponde l’economista Carlo Cottarelli — ho presentato un disegno di legge per introdurre «Misure per la trasparenza dei programmi elettorali dei partiti». Il testo è stato assegnato alla commissione Affari costituzionali, ma non è mai stato discusso. Da domani (oggi per chi legge, ndr) raccoglieremo le firme on line per chiederne l’esame e l’approvazione. […]».
Cosa propone il suo disegno di legge?
«Partiamo dalla constatazione che, nelle ultime elezioni, 2018 e 2022, tutti i partiti hanno fatto promesse elettorali che sarebbero costate al bilancio pubblico fino a 140-150 miliardi di euro l’anno. Ovviamente che succede? Che poi quando le forze politiche vanno al governo dicono che non ci sono i soldi e si scopre così che quelle promesse erano irrealizzabili. Tutto questo toglie credibilità alla campagna elettorale e allontana la gente dalla partecipazione al voto. Il mio disegno di legge dice che i programmi elettorali, che, secondo l’articolo 14-bis del testo unico del 1957, devono essere presentati dai partiti che vogliono concorrere alle elezioni, debbono anche indicare dove si prendono i soldi».
Come funzionerebbe?
«I programmi elettorali dovrebbero dettagliare quanto costano le misure proposte e come si coprono. Poi un partito può anche dire che le finanzia aumentando il debito, l’importante è che l’elettore lo sappia. Si tratta di una cosa che già esiste in Olanda, Svezia, Canada, Australia e di recente è stata introdotta anche in Grecia. […]».
Chi vuole firmare cosa deve fare?
«Andare sul sito www.fondazioneluigieinaudi.it. […] se si volesse accogliere la proposta contenuta nel disegno di legge, la si potrebbe trasformare anche in un emendamento alla legge elettorale in discussione, tanto per accelerare».
Sarebbe però una legge senza sanzione? Se un partito non la rispetta, che succede?
«[…] la sanzione migliore sarebbe chiaramente quella del pubblico. Pensi che figuraccia davanti agli elettori non rispettare le norme e non presentare le stime dei costi e delle coperture del programma».
CARLO COTTARELLI ANNUNCIA LA CANDIDATURA CON PD E PIU EUROPA
Ma chi garantisce agli elettori che le stime sui costi e le coperture indicate dai partiti siano corrette? E se non lo sono, che succede?
«Nella mia proposta, sarebbe l’Ufficio parlamentare di bilancio, autorità indipendente di garanzia sui conti pubblici, a fare questa verifica e a comunicare pubblicamente la correttezza o meno di quanto dichiarato dai partiti politici».
[…] Dopo la breve esperienza parlamentare è ancora convinto di aver fatto bene a lasciare il Parlamento?
«Ero stato eletto nel gruppo del Pd, ma poi il partito si è spostato in una direzione che non era più la mia. Io ero comunque di centro, ma non mi sembrava giusto cambiare casacca, allora mi sono dimesso. E continuo a pensare di aver fatto la cosa giusta».
Ha chiuso con la politica o potrebbe ricandidarsi alle elezioni politiche o come sindaco?
«Non si può mai dire mai, ma al momento direi di no. Ho letto di questa ipotesi come sindaco di Milano: se mi fanno una proposta concreta ci penserò […]».
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