DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS…
LA CASTA NON MUORE MAI! – I PARTITI SI RADDOPPIANO IL FINANZIAMENTO PUBBLICO. PARTENDO DAGLI EMENDAMENTI AL DECRETO FISCALE PRESENTATI DA PD E AVS, IL GOVERNO HA FISSATO UNA SOGLIA GARANTITA DEL DUE PER MILLE SULL’INTERO GETTITO IRPEF, DA RIPARTIRE TRA LE FORZE POLITICHE, ANCHE SE IL CONTRIBUENTE NON ESPRIME PREFERENZE – TRADOTTO: DAL 2026 I PARTITI POTRANNO CONTARE SU 40 MILIONI DI EURO L’ANNO. QUASI IL DOPPIO DI QUANTO INCASSANO ORA – IL NUOVO MECCANISMO PREMIA LE FORZE MAGGIORI COME FDI E PD...
Estratto dell’articolo di Flavio Bini e Giuseppe Colombo per www.repubblica.it
I partiti si raddoppiano il finanziamento pubblico. Tutto parte da una coppia di emendamenti presentati da Pd e Avs al decreto fiscale, volti ad incrementare le risorse del due per mille destinate ai partiti. Le proposte prevedevano un contributo di 3 milioni in più per assicurare una copertura integrale delle scelte effettuate dai contribuenti. Scelte che quest’anno, raggiungendo i 28 milioni di euro, rischiavano di superare i 25,1 milioni di tetto previsto dalla legge.
La riformulazione definitiva del governo delle proposte modifica però in maniera sostanziale e molto più decisa le modalità di ripartizione delle risorse. A cambiare è quindi il meccanismo stesso del due per mille, attualmente in vigore da fine 2013: con gli emendamenti si fissa ora una soglia garantita dello 0,2 per mille sull’intero gettito Irpef, da ripartire tra le forze politiche, anche se il contribuente non esprime preferenze, con un tetto massimo da distribuire a 25,1 milioni.
[...] i partiti a regime, dal 2026, potranno contare su circa 40 milioni di euro all’anno. Quasi il doppio di quanto incassano ora, se si pensa che con le ultime dichiarazioni Irpef hanno ricevuto circa 24 milioni. Di fatto è un contributo forzoso perché il contribuente che non destina lo 0,2 per mille a un partito si trova comunque a sostenere le forze politiche. Oggi invece il meccanismo del due per mille prevede che le somme non espressamente indicate dai contribuenti, il cosiddetto inoptato, finisca nelle casse dell’erario.
Il nuovo meccanismo “premia” i partiti più grandi, cioè farà crescere maggiormente i loro incassi, perché prevede che lo 0,2 per mille sull’intera Irpef sia destinato in proporzione alle scelte effettuate dai contribuenti. Il Partito democratico lo scorso anno ha ricevuto il 30,45% delle preferenze, con 8,1 milioni incassati.
Con l’attuale ripartizione salirebbe oltre i 12. Il Movimento 5 Stelle, da 1,8 milioni di euro passerebbe a 4, Fratelli d’Italia da 4,8 a 8, la Lega da 1,1 a 2 milioni.
[...] "È inaccettabile l'aumento dei fondi, non è più l'opzione dei cittadini ma un finanziamento pubblico ai partiti", attacca il capogruppo del M5s in Senato Stefano Patuanelli.
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