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“CHIARITE SULLE SANZIONI, LA RESPONSABILITÀ È VOSTRA” – LA COMMISSIONE EUROPEA SCRIVE DI NUOVO AL GOVERNO PER OTTENERE MAGGIORI GARANZIE SUL PADIGLIONE RUSSO IN FASE DI ALLESTIMENTO ALLA BIENNALE DI VENEZIA – L’EUROPA NON È SODDISFATTA DELLE RISPOSTE RICEVUTE FINORA DALL’ITALIA E CONTESTA IL POTENZIALE “BENEFICIO ECONOMICO” INDIRETTO CHE L’ISTITUZIONE CULTURALE TRARREBBE GRAZIE ALLO SPAZIO DEL CREMLINO - L’IPOTESI CHE LA BIENNALE POSSA AVER OFFERTO ALLA FEDERAZIONE RUSSA ALCUNI SERVIZI ILLEGALI SENZA LE OPPORTUNE DEROGHE - L’11 MAGGIO SCADRÀ IL TEMPO A DISPOSIZIONE DELLA BIENNALE PER INVIARE IN EUROPA LA PROPRIA DIFESA E NON PERDERE 2 MILIONI DI SOVVENZIONI…
Serena Riformato per repubblica.it - Estratti
ALESSANDRO GIULI E PIETRANGELO BUTTAFUOCO
La Commissione Ue ieri ha scritto – di nuovo – al governo italiano per ottenere maggiori garanzie sul padiglione russo in fase di allestimento alla Biennale di Venezia. L’oggetto della lettera – di cui Repubblica ha preso visione – è inequivocabile: «Richiesta di chiarimenti in merito al rispetto delle sanzioni Ue» della Biennale.
L’esecutivo europeo non è affatto soddisfatto delle risposte ricevute finora dall’Italia, per il tramite del rappresentante permanente a Bruxelles Vincenzo Celeste. Non solo: insiste sul sospetto che la fondazione possa aver violato le norme in vigore contro Mosca.
Per due ragioni, in sintesi: il potenziale «beneficio economico de facto» che l’istituzione culturale trarrebbe dal padiglione del Cremlino; e l’ipotesi che la Biennale possa aver offerto alla Federazione russa alcuni servizi illegali senza le opportune deroghe. Al governo italiano, inoltre, l’Ue ricorda le proprie responsabilità: «L’attuazione e applicazione delle sanzioni sono responsabilità primaria degli Stati membri».
(...)
giovanbattista fazzolari e giorgia meloni
Alla Commissione Ue non è bastato. Così ieri al rappresentante a Bruxelles è arrivata la seconda lettera. Per sollecitare più dettagli e capire che misure siano state prese. È fitta di riferimenti legali. L’Europa ipotizza, da parte della Biennale, la violazione di due codicilli del Regolamento Sanzioni. Il primo è l’articolo 5t: «È vietato accettare donazioni, benefici economici o sostegno, compresi finanziamenti e assistenza finanziaria, direttamente o indirettamente» dal Cremlino.
La Commissione ne dà un’interpretazione estensiva: «Qualsiasi costo sostenuto dalla Russia per la partecipazione della sua delegazione – argomenta – va a beneficio della Biennale e sembra qualificarsi come fornitura indiretta di sostegno economico».
PIETRANGELO BUTTAFUOCO E ALESSANDRO GIULI
Poi c’è l’articolo 5n: impedisce «la fornitura di determinati servizi» al governo di Vladimir Putin. Qui l’accusa dell’Ue si fa circostanziata: «La Commissione ha appreso che la Biennale» invece «fornirà servizi» alla Russia, e in particolare «potrebbe fornire servizi relativi all’organizzazione di attività all’interno del padiglione (inclusi (...) consulenza legale, pubblicità, servizi commerciali e di gestione, pubbliche relazioni e servizi accessori)». Collaborazioni possibili solo con specifiche deroghe.
L’Ue ora pretende dal governo «una valutazione fattuale». Come a dire, assai più concreta e verificabile della prima lettera di spiegazioni ricevuta. L’Italia ha una settimana per replicare. Prima ancora, l’11 maggio scadrà invece il tempo a disposizione della Biennale per inviare in Europa la propria difesa e non perdere 2 milioni di sovvenzioni.
padiglione russia biennale verbale ispettori mic
La Commissione non molla la presa. Vuole risposte. Da tutti gli attori in campo, compreso il governo italiano che finora ha creduto bastasse prendere le distanze a parole dalla «scelta autonoma» del presidente Pietrangelo Buttafuoco. A giorni, del resto, le carte del pasticciaccio Biennale finiranno anche sul tavolo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
padiglione federazione russa
ALESSANDRO GIULI E PIETRANGELO BUTTAFUOCO
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