carlo calenda giorgia meloni

COME FINIRÀ LA CORRISPONDENZA DI AMOROSI SENSI TRA MELONI E CALENDA? – CON L’INCUBO DEL “PAREGGIO” ALLE PROSSIME ELEZIONI, LA DUCETTA CONTINUA A CORTEGGIARE IL LEADER DI AZIONE. L’ULTIMO FACCIA A FACCIA DUE GIORNI FA A PALAZZO CHIGI PER DISCUTERE DI DECRETO ENERGIA E NUCLEARE – IL “CHURCHILL DEI PARIOLI” ASSICURA: “LA PREMIER SA CHE NON ANDRÒ CON IL CENTRODESTRA”. E STRONCA LO STABILICUM: “CREERÀ DUE ALLEANZE MONSTRE INFETTATE DAL PUTINISMO. IL CENTRODESTRA DOVRÀ INGLOBARE VANNACCI E IL CENTROSINISTRA DOVRÀ FARE LO STESSO CON DI BATTISTA…”

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Estratto dell’articolo Di Maria Teresa Meli per il “Corriere della Sera”

 

giovanni donzelli giorgia meloni carlo calenda (4)

C’è un uomo a Roma che Elly Schlein avrebbe voluto, che Giorgia Meloni corteggia e che alla fine andrà da solo. Si sta parlando di Carlo Calenda, il leader di Azione [...]

 

Con la segretaria del Partito democratico i rapporti sono congelati. L’ultima conversazione a tu per tu risale a prima delle Regionali, quando i due si sedettero a un tavolo per tentare un accordo. Peccato che Schlein, raccontano dalle parti di Azione, avesse portato con sé un piccolo allegato alle condizioni: facciamo un accordo, ma tu mi sosterrai alla guida del Campo largo? Risposta di Calenda: non ti sostengo, se vuoi parliamo delle Regionali. Da lì, guerra aperta.

 

CARLO CALENDA MATTEO RICHETTI

[...] 

 

Ben diversi i rapporti con la presidente del Consiglio. I due si sentono spesso, si sono visti (l’ultima volta l’altroieri), parlano di automotive, costo dell’energia, situazione internazionale ed europea. Lunedì l’ex ministro dello Sviluppo economico, da tempo favorevole al nucleare, ha detto a Meloni che su quel fronte la appoggerà.

 

Di lui si vocifera che andrà con la maggioranza, che farà il candidato sindaco di Roma del centrodestra... Non è vero. Calenda lo chiarisce: la premier sa che non andrò con loro e sa anche che non la attacco sul piano personale.

 

GIORGIA MELONI E CARLO CALENDA

Un rapporto, insomma, fondato sulla stima reciproca e su un meccanismo collaudato: Azione propone, il governo ascolta e nel migliore dei casi — diciamo 10 volte su 100 — qualcosa si realizza davvero. Decreto energia, nucleare, iperammortamento. «Qualche risultato concreto per le imprese c’è stato», osserva Calenda.

 

[...]

 

Ma l’ex ministro dello Sviluppo economico non ha mai aspirato al ruolo di ago della bilancia. Quando i suoi glielo suggeriscono, lui risponde così: «Fare Mastella? Anche no». E se Azione, andando alle elezioni in splendida solitudine, non prendesse il 3 per cento? «Se non raggiungo il quorum, faccio un altro lavoro, tutta la vita è fatta così», replica lui. Del resto l’ultimo sondaggio di Swg commissionato da Azione gli dà il 3,5 per cento.

 

GIORGIA MELONI E CARLO CALENDA - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

E, particolare più interessante, rivela che andando da solo avrebbe un consenso potenziale del 6,2 per cento. Non male. Sarebbe il frutto della nuova legge elettorale.

 

Lo ha spiegato anche alla premier, perché la riforma è un motivo di attrito tra loro: «Se cambi il sistema come avete immaginato, inevitabilmente il centrodestra dovrà inglobare Vannacci e il centrosinistra dovrà fare lo stesso creando una coalizione che va da Di Battista a Renzi. Due alleanze monstre infettate dal putinismo, che creeranno problemi ai rispettivi elettorati. Potete raccontarvela come volete, ma Vannacci con il centrodestra ci sta comodamente». [...]

carlo calenda con maglietta make politics boring again