DAGOREPORT - ANCHE NOI, COME TUTTI, CI STRINGIAMO AL DOLORE PER I RAGAZZI ITALIANI MORTI A…
COME HANNO PRESO IN VENETO LA BOCCIATURA DEL TERZO MANDATO PER I GOVERNATORI? MOLTO MALE – ANCHE PERCHE’ NEL CARROCCIO HANNO CAPITO CHE FRATELLI D’ITALIA VUOLE PAPPARSI LA REGIONE E SI OPPONGONO: “IL PROSSIMO CANDIDATO DOVRÀ ESSERE DELLA LEGA. SE CI SARÀ CONVERGENZA CON IL CENTRODESTRA BENE, ALTRIMENTI ANDIAMO DA SOLI” - LA STRATEGIA DI ZAIA: INTERVENIRE SULLO STATUTO REGIONALE PER MODIFICARE LE NORME CHE REGOLANO L’ELEZIONE DIRETTA DEL PRESIDENTE PER TORNARE A...
Estratto dell’articolo di Cesare Zapperi per il “Corriere della Sera”
«La strada è ancora molto lunga. Natura non facit saltus». Luca Zaia non si scompone. Sapeva bene che l’emendamento per ottenere il terzo mandato sarebbe stato bocciato […] Il presidente del Veneto, come tutta la Lega e quella di casa sua in particolare, non considera affatto chiuso il capitolo […] si prepara ad una lunga partita a scacchi […]
[…] la bandiera è solo momentaneamente abbassata, ma non ammainata. Lo sostiene anche Matteo Salvini: «La riforma è stata bocciata, ma in commissione, poi vedrà l’aula del Parlamento, che è sovrano, e poi i cittadini sapranno come scegliere». […] Dal Veneto arrivano parole forti. L’assessore regionale Roberto Marcato è furibondo perché «ancora una volta Roma impedisce al territorio di esprimersi» e mette in guardia: «Il prossimo candidato dovrà essere della Lega. Se ci sarà convergenza con il centrodestra bene, altrimenti siamo pronti ad andare da soli, con una lista Lega, una lista Zaia e una autonomista».
Da quel che si intuisce dalle parti del Carroccio, ora le attenzioni si spostano sulle Europee. Poi, una volta fatti i conti con i risultati delle urne, e a maggior ragione se non dovessero essere brillanti per la Lega, ecco che il terzo mandato per Zaia tornerà ad essere una priorità assoluta. Con due strade possibili. La prima è quella di rilanciare in sede parlamentare la necessità di eliminare il tetto dei due mandati. C'è tempo fino alla primavera del 2025, in autunno non mancheranno le occasioni.
La seconda strada, adesso remota ma da non escludere, è un intervento sullo statuto regionale per modificare le norme che regolano l’elezione diretta del presidente per tornare alla formula vigente ai tempi del proporzionale, quando il vertice era votato dai consiglieri regionali. Una modifica su misura non priva di insidie e di possibili critiche politiche, ma che consentirebbe a Zaia di presentarsi come consigliere e, successivamente, aspirare all’elezione a presidente. […]
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