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“SE AVESSE UN BRICIOLO DI SENSIBILITÀ, LA MELONI DOVREBBE DIMETTERSI. MA NON LO FARÀ. IL RISCHIO È INVECE CHE POSSA DECIDERE DI ANDARE A ELEZIONI ANTICIPATE. IL CAMPO LARGO DEVE FARSI TROVARE PRONTO” – BETTINI, DOPO IL TRIONFO DEL NO AL REFERENDUM, SPINGE PER LE PRIMARIE “LE PIÙ APERTE POSSIBILI” NEL CAMPO LARGO – CONTE SFIDA SCHLEIN: “NON POSSIAMO SOFFOCARE LA VOGLIA DEI CITTADINI D’ESSERE PROTAGONISTI MA NON DEVONO ESSERE PRIMARIE D’APPARATO” – MASTELLA: “ATTENZIONE ALLE PRIMARIE. PRODI LE VINSE QUANDO LUI ERA IL SOLE, E GLI ALTRI I SATELLITI. QUI, CONTE E SCHLEIN HANNO LE STESSE AMBIZIONI. SUGGERISCO LA SOLUZIONE DEMOCRISTIANA: CHI FA IL SEGRETARIO, NON FA IL PREMIER” – VIDEO

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https://video.corriere.it/politica/conte-e-schlein-d-accordo-unita-programma-condiviso-e-primarie-la-corsa-verso-piazza-del-popolo/263f4694-6b0a-43c5-8c73-949982729xlk

 

Fabrizio Roncone per corriere.it - Estratti

 

elly schlein e goffredo bettini rilancio rinascita

Racconto per immagini, voci, con appunti mentali, con la conferma che alla fine è stato un referendum politico, Meloni Sì o Meloni No, tutti a ripeterselo in questa scena di folla, al tramonto, tra il fumo delle torce accese e quelli che cantano Bella Ciao, cantano pure le commesse dei negozi, mentre la gente alle finestre applaude e ci si ritrova dentro a una festa inattesa e grande, eccitata e liberatoria: adesso però anche difficile da spiegare, sotto una pioggia sottile,

 

con un corteo che nasce spontaneo e dilaga nel centro storico, certi vanno diritti in piazza Montecitorio e altri arrivano invece qui, a piazza Barberini, così già piena di ombrelli e grida di evviva, confuse nella bolgia ecco le facce di Maurizio Landini e Nichi Vendola («La Meloni paga l’incredibile complicità con quel criminale di Trump»), laggiù la coppia Fratoianni&Bonelli, raccontano che Elly Schlein abbia appena finito la conferenza stampa al Nazareno e si stia infilando il cappotto per venire, non si capisce bene dove sia Conte, ma intanto ci sono le bandiere dei 5 Stelle insieme a quelle del Pd, gli anziani con i fazzoletti dell’Anpi e i giovani, tanti giovani dietro a uno striscione su cui hanno scritto «L’Italia che resiste».

 

mastella renzi

(...) Con Stefano Patuanelli che abbraccia Francesco Boccia («No, non ho ancora sentito mia moglie Nunzia De Girolamo… però, confermo: lei ha votato Sì»), con pacche sulle spalle allo scrittore Gianrico Carofiglio, un tizio che legge ad alta voce il whatsapp di Giovanni Bachelet, presidente del Comitato per il No («Vittoria come quella partigiana!»), i romani che ringraziano Roberto Gualtieri d’essere il sindaco di Roma («Il No, in città, è arrivato al 61%»): e intanto però fate piano, guarda che avanti non si va, non spingere, cos’è che hai detto? «La Meloni deve dimettersi, ecco cosa ti ho detto».

 

La segretaria del Pd compare scortata dal suo portavoce Alivernini; più dietro, Bonafoni e Furfaro. Elly è raggiante. E anche Conte (s’è materializzato dal nulla). I due si scambiano occhiate felici, piene di complicità. Lei ha detto di essere pronta alle primarie. Lui, le ha chieste ufficialmente. «Non possiamo soffocare la voglia dei cittadini d’essere protagonisti». Primarie come, presidente Conte? «Non devono, è chiaro, essere primarie d’apparato».

bettini schlein orlando

 

Togliete l’audio a questa baraonda. Prendiamoci una nota a mente: perché, se andiamo oltre la festa, il tema è questo. Le primarie. Quando, come, con chi?

 

Adesso Elly sta urlando: «Tutti a piazza del Popolo!». Ovazione, breve sbandamento: poi il corteo parte lentamente e imbocca via Sistina. Camminando, c’è il tempo di fare uno squillo a Goffredo Bettini (vi ricordo che Bettini, a differenza di tanti altri intellettuali sinistrorsi, da Stefano Ceccanti a Enrico Morando, per non parlare dell’europarlamentare Pina Picierno, rivide per tempo la sua posizione sul referendum. «Il voto è diventato politico. E io so come ci si comporta, in questi casi»). Ora: non è che stasera vi si debba spiegare chi è Bettini, la forza d’impatto che ha il suo pensiero tra i dem. Certo sono forti (diciamo così), anche i suoi rapporti con Conte.

 

ANGELO BONELLI - GIUSEPPE CONTE - ELLY SCHLEIN FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA - FOTO LAPRESSE

«Se avesse un briciolo di sensibilità, la Meloni dovrebbe dimettersi. Ma non lo farà. Il rischio — riflette al cellulare — è invece che possa decidere di andare a elezioni anticipate. Quindi il campo largo deve farsi trovare pronto».

 

A che primarie pensa? «Il più aperte possibili». Tenendo dentro, oltre a Schlein e Conte, pure la Salis? «Sì. Del resto mi sembra che la Salis abbia acquisito una forte popolarità». La Schlein, così, rischia. «Ma no! Elly avrà dietro tutto il Pd, che seguirà una sua naturale disciplina di partito». Sarà: numerosi osservatori pensano che Conte sia il favorito. «Ricordo che le primarie sono fatte per misurare il consenso. E, comunque, bisogna andarci come a una grande festa democratica».

schlein fratoianni bonelli conte

 

Vedo Nino Luca che, nella lunga diretta di Corriere.it, intervista la capogruppo dem Chiara Braga. Sul cellulare entra un messaggio di Clemente Mastella. «Attenzione alle primarie. Prodi le vinse quando lui era il sole, e gli altri i satelliti. Qui, Conte e Schlein hanno le stesse ambizioni. Suggerisco la soluzione democristiana: chi fa il segretario, non fa il premier».

 

Le agenzie di stampa battono richieste di dimissioni per il Guardasigilli Nordio e per la sua capo di gabinetto, Giusi Bartolozzi. Ricomincia a piovere. Lo sguardo scorre su Piazza del Popolo, bellissima, e spazzata da un vento gelido. È in sere così, raccontano sulfurei alcuni manifestanti, che il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro amava andare a cena in quella bisteccheria che era controllata dal clan camorrista dei Senese.

ANGELO BONELLI - GIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - ROBERTO GUALTIERI - FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA - FOTO LAPRESSE ANGELO BONELLI - GIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA

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