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PER L’ITALIA È ARRIVATO IL CONTO DA SALDARE SUI MIGRANTI – PRIMA CHE ENTRASSE IN VIGORE IL NUOVO PATTO UE FORTEMENTE  VOLUTO DA PALAZZO CHIGI, NEI PRIMI TRE ANNI DI GOVERNO MELONI, ROMA HA RICEVUTO 109.427 RICHIESTE DI TRASFERIMENTI DI "DUBLINANTI" DA PARTE DEGLI ALTRI STATI EUROPEI, MA NE HA ACCOLTI SOLTANTO 205. NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI SI E’ TRATTATO DI MINORI NON ACCOMPAGNATI – IL NOSTRO PAESE E’ QUELLO CHE HA RICEVUTO PIÙ DOMANDE, A CUI HA DECISO UNILATERALMENTE DI NON DARVI SEGUITO – LA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA CI AVEVA AVVISATO PER TEMPO, CON DUE SENTENZE…

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Estratto dall’articolo di Eleonora Camilli e Marco Bresolin per “la Stampa” 

 

Migranti regolamento di Dublino

Con le vecchie regole di Dublino, gli Stati non avevano alcun obbligo di solidarietà verso i dei Paesi più esposti ai flussi migratori. Ma l'Italia, violando le norme, ha sempre praticato una redistribuzione de facto, evitando di riprendersi i richiedenti asilo che si erano spostati in altri Paesi: più di centomila in tre anni, oltre un terzo di quelli sbarcati nello stesso periodo.

 

Ora i paletti del nuovo Patto sono più rigidi sul fronte della responsabilità e la contropartita ottenuta in termini di solidarietà è al momento scarsa. A questo si aggiungono gli ostacoli che già emergono sulle procedure di frontiera che dovrebbero accelerare i rimpatri, ma per ora solo sulla carta.

 

Nei primi tre anni di governo, secondo i dati di Eurostat, l'Italia di Giorgia Meloni ha ricevuto 109.427 richieste di trasferimenti di dublinanti da parte degli altri Stati membri, ma ne ha accolti solo 205, principalmente minori non accompagnati: 60 nel 2023 (a fronte di 42.468 richieste), 60 nel 2024 (a fronte di 42.807) e 85 nel 2025 (su 24.152). L'Italia è di gran lunga il Paese che ha ricevuto più domande, ma - alla luce di un decreto adottato nel dicembre del 2022 - ha deciso unilateralmente di non darvi seguito.

Migranti

 

Ben due sentenze della Corte di Giustizia europea (nel 2024 e nel 2026) hanno decretato che un Paese di primo ingresso non può rifiutare di riprendersi i migranti entrati nell'Ue attraverso il proprio territorio.

 

Ma ora l'Italia sostiene che, con l'entrata in vigore del nuovo Patto migrazione e asilo, le richieste pregresse siano da considerare decadute. Politicamente potrebbe essere così, ma da un punto di vista prettamente giuridico la questione è più complessa. [...]

 

Migranti irregolari1

Nel nuovo Patto il bastone della responsabilità per i Paesi di primo ingresso è stato accompagnato dalla carota della "solidarietà obbligatoria". Tutti gli Stati sono tenuti ad aiutare i più esposti ai flussi migratori, anche se possono scegliere le modalità.

 

Ogni anno, la Commissione stabilisce una quota di migranti che devono essere ripartiti: in alternativa ai ricollocamenti, i governi possono versare contributi finanziari (20 mila euro a migrante), fornire sostegno tecnico-logistico o compensare i cosiddetti dublinanti.

 

I numeri dicono che il rapporto costi-benefici potrebbe non essere affatto vantaggioso per l'Italia. Per il 2026, la Commissione ha indicato Italia, Spagna, Grecia e Cipro come i beneficiari del nuovo meccanismo e ha stabilito una "riserva di solidarietà" pari a 21 mila migranti da ripartire, di cui il 42% (8.820) da Italia e Spagna. Questo vuol dire che, con le nuove regole, l'Italia potrebbe vantare un "credito" di circa 4.000 migranti o un contributo di 80 milioni di euro.

Migranti irregolari2

 

Ma i richiedenti asilo non verranno mai effettivamente redistribuiti né i contributi verranno versati perché l'intera quota andrà a compensare i mancati trasferimenti dei migranti, che in realtà sono molti di più. Alla fine dei conti, quindi, l'Italia sarà ancora in debito.

 

Sui Paesi frontalieri, compresa l'Italia, gravano poi le nuove procedure accelerate di frontiera riservate ai migranti provenienti da Paesi sicuri o da Paesi il cui tasso di riconoscimento dell'asilo è inferiore al 20%.

 

Migranti irregolari3

Dopo un primo screening di sette giorni, la procedura dura 12 settimane (compreso l'eventuale ricorso). Per il primo anno l'Italia dovrà processare 16.032 domande. Secondo il nostro governo questo sarà compensato da rimpatri più veloci, perché i migranti oltre che in quello di origine potranno essere trasferiti anche nei Paesi terzi considerati sicuri, che hanno un accordo con uno degli Stati membri. [...]

migranti a ceuta 4Centri per i migranti in Albania