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IL CUL DE SAC DI MELONI PER IL REFERENDUM - IL SENTIMENT SULLA RIFORMA DELLA MAGISTRATURA È DI FAVORE, PER QUASI DUE TERZI DEGLI ITALIANI MA LA PROPENSIONE AD ANDARE A VOTARE È OPPOSTA: DEI FAVOREVOLI, MENO DEL 20% ANDREBBE ALLE URNE; TRA I CONTRARI È DECISO A VOTARE OLTRE L’80%. ECCO SPIEGATO IL TESTA A TESTA, REGISTRATO DAI RECENTI SONDAGGI - IL DATO CHE PIÙ STA FACENDO RIFLETTERE PALAZZO CHIGI È QUELLO SECONDO CUI UNA DISCESA IN CAMPO DI MELONI PER IL SÌ PROVOCHEREBBE L’EFFETTO CONTRARIO A QUELLO SPERATO: MOTIVEREBBE GLI INDECISI DEL NO AD ANDARE ALLE URNE - UN “EFFETTO RENZI” COME NEL 2016 – NON SOLO: SCENDENDO IN CAMPO, LA DUCETTA NON FAREBBE ALTRO CHE “POLITICIZZARE” LA CONSULTAZIONE. E A QUEL PUNTO, IN CASO DI SCONFITTA, LE DIMISSIONI SAREBBERO INEVITABILI (COME AVVENNE PER RENZI)…

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Estratto dell’articolo di Giulia Merlo per “Domani”

 

REFERENDUM RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

[…] Gli alleati […] hanno commissionato una serie di studi per capire come muoversi e l’esito sta creando più di qualche preoccupazione. Il sentiment intorno alla riforma della magistratura è di favore, per quasi due terzi dei cittadini, la propensione ad andare a votare invece è opposta: dei favorevoli, meno del 20 andrebbe alle urne; tra i contrari invece è deciso a votare oltre 80 per cento. Ecco quindi spiegato il testa a testa registrato dai recenti sondaggi.

 

Il dato che più sta facendo riflettere palazzo Chigi, però, è quello secondo cui una discesa in campo di Meloni per il Sì provocherebbe esattamente l’effetto contrario, motivando gli indecisi del No a votare. Un perfetto “effetto Renzi” come nel 2016, è la sintesi.

 

ALESSANDRO BARBERO - VIDEO PER IL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA

Saggiamente, dunque, la premier sta rimanendo nelle retrovie, lasciando la scena al ministro Carlo Nordio: troppo alto il rischio di eterogenesi dei fini, troppi giorni di passione ancora separano dal voto del 22 e 23 marzo. Eppure una strategia alternativa alla politicizzazione del voto con il nome della premier andrà trovata, per evitare che le opposizioni diano la prima vera spallata così a ridosso delle prossime elezioni politiche.

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