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La sconfitta a Berlino della Merkel rischia di costare caro a Matteuccio. Come a dire: il teutonico principio della rappresaglia non muore mai. Da Via Rasella agli immigrati.
In conferenza stampa, Angelona si prende tutte le colpe della sconfitta, che le attribuisce alle sue aperture ai profughi. Così assume anche un solenne impegno: “l’afflusso di immigrati del 2015 non si ripeterà”. E’ convinta di riuscirci, in vista delle elezioni in programma fra un anno.
Un po’ perché paga - con i soldi dell’Europa - Erdogan per bloccare la rotta balcanica. Un po’ perché lascerà il Ducetto da solo a gestire il problema.
Renzi ha fatto il ganassa a Bratislava? Ebbene che sia lui a gestirsi, da solo, il problema dei migranti, ai quali ha lasciato una sola rotta disponibile: quella dei barconi diretti in Sicilia. Sulle spiagge libiche ci sono 300 mila persone in attesa di imbarco. Io - è il ragionamento subliminale della Culona - devo vincere le elezioni. E non posso continuare a perderle solo per un presunto afflato umanitario.
In tal modo, la Merkel conta anche di recuperare il rapporto con il partito cugino, la bavarese Csu, il cui leader Horst Seehofer non l’ha ancora invitata al congresso proprio a causa della politica pro-immigrazione della Cancelliera.
E proprio rivolta a Seehofer sottolinea che “non tutti i profughi arrivati nel nostro Paese hanno buone intenzioni”; tesi sempre sostenuta dal leader bavarese. E condivisa dall’82% dei tedeschi.
Insomma, la Merkel ha dato segno di aver capito la legnata che le sta arrivando da tutte le elezioni locali. E per recuperare terreno fa scattare la rappresaglia. Al momento sugli immigrati. Poi arriverà quella sul debito pubblico.
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