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CONTE E' PEGGIO DI SCHLEIN, VIVA ELLY! – LA VIOLENTA ACCELERAZIONE DI PEPPINIELLO CONTRO IL GIA' MISERO SOSTEGNO ITALIANO ALL'UCRAINA STA COMPIENDO IL MIRACOLO DI RIAVVICINARE GLI ANTI PD-ELLY, DAI RIFORMISTI A D'ALEMA, FINO A IERI CARO A BETTINI E CONTE, ALLA SEGRETARIA DEL NAZARENO: E' FINITO IL GIOCO, NON SI PUO' PERMETTERE CHE IL PD FACCIA VINCERE IL M5S NEI BUSSOLOTTI DEI GAZEBO - IN CAMPIDOGLIO, ALLA PRESENTAZIONE DEL NUOVO NUMERO DI “ITALIANIEUROPEI” DEDICATO ALLE CITTA' E LE LORO AMMINISTRAZIONI, D'ALEMA HA CONVOCATO IL FRONTE ANTI-PRIMARIE, EVOCANDO UN SINDACO-PREMIER – OLTRE AL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, L'ALTRO PRINCIPALE “SOSPETTATO” E’ IL PADRONE DI CASA, IL PRIMO CITTADINO DI ROMA, ROBERTO GUALTIERI, DI FORMAZIONE DALEMIANA - ASSENTE SILVIA SALIS (CHE HA SCRITTO UN ARTICOLO PER LA RIVISTA DALEMIANA), MENTRE ERA PRESENTE ELLY SCHLEIN -D’ALEMA: “UNA SORPRESA? NO, MI ASPETTAVO IL SUO ARRIVO. IL RESTO SONO SCEMENZE...”
Niccolò Carratelli per la Stampa - Estratti
SILVIA SALIS ELLY SCHLEIN FESTA UNITA GENOVA
(…) Ma D'Alema coltiva ancora la suggestione di un sindaco federatore. E raccontano che, un po' a sorpresa, anche il "lider maximo" punterebbe su Silvia Salis.
La sindaca di Genova ha scritto il suo articolo per la rivista, ma ieri non è potuta scendere a Roma, dando un dispiacere all'ex premier. Il quale si è dovuto accontentare di Schlein: «Ha fatto bene a venire», ha concesso. È sempre utile ascoltare i consigli degli "amici".
Gabriella Cerami Per "la Repubblica" - Estratti
MASSIMO D'ALEMA IN CAMPIDOGLIO
Massimo D'Alema lo definisce «un fatto» ma nella sala della Protomoteca del Campiglio diventa una suggestione. Perché qui, radunati dall'ex premier per presentare il nuovo numero della rivista Italianieuropei sulle città e le loro amministrazioni, ci sono i sindaci dei grandi Comuni e gli occhi sono puntati soprattutto sul padrone di casa, Roberto Gualtieri, notoriamente di formazione dalemiana.
Il fatto è questo: il caso inglese.
D'Alema dal palco racconta che suo figlio vive a Manchester e in famiglia, con grande stupore e ammirazione, è stata accolta la notizia del sindaco Andrew Burnham diventato primo ministro succedendo al compagno di partito Keir Starmer.
LEPORE SALA GUALTIERI FUNARO MANFREDI SINDACI IN CAMPIDOGLIO
Queste parole producono un effetto tra i presenti in sala. Ci si chiede se forse il líder Máximo, visto il rompicapo da primarie tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, voglia puntare — secondo la lezione del Labour — sul sindaco di Roma per una candidatura a premier.
Come è ovvio D'Alema a domanda precisa non si sbilancia: «Che il sindaco di Manchester sia diventato premier è un fatto. Noi qui abbiamo lanciato un contributo di idee. Non è mio compito far diventare primo ministro un sindaco».
E tuttavia nella sala, in certi ambienti del Pd e anche del campo largo, non si fa che sottolineare quanto l'opzione primarie non sia una strada obbligata. E d'altronde è quello che lo stesso D'Alema va dicendo da tempo e molti sindaci sono su questa linea. E l'ex premier ha radunato in presenza, in Campidoglio, questo fronte anti-gazebo.
L'arrivo in una sala così di Elly Schlein, sempre più convinta della propria gara contro Conte per la candidatura a premier, produce un effetto straniante. «A sorpresa? Io mi aspettavo il suo arrivo», taglia corto D'Alema: «Il resto sono scemenze».
Ed è studiata la partecipazione della segretaria proprio perché nella corsa delle primarie la leader dem ha bisogno di tutte le forze disponibili e il potere territoriale dei sindaci è piuttosto pesante.
Anche se qui i sindaci di primarie non ne vogliono sentir parlare. Ecco il primo cittadino di Napoli Gaetano Manfredi: «Se si riescono a evitare è meglio». (...)
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