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Tonia Mastrobuoni per "La Stampa"
Daniel Gros, Geithner sostiene che l'Europa gli chiese di far cadere Silvio Berlusconi, alla fine del 2011.
«Io non so se questo sia avvenuto. Ma se anche fosse non si tratterebbe di una congiura di Obama e degli europei contro Berlusconi. Quello che stava accadendo in quelle settimane era sotto gli occhi di tutti: i mercati non credevano più all'Italia. Faccio un paradosso: se l'Italia avesse avuto lo spread del Belgio, che dieci anni prima aveva un debito altrettanto alto, ma poi si era risanato, nessuno avrebbe fatto saltare Berlusconi. Ma il problema era questa ondata di sfiducia - esagerata, possiamo dire ora - contro l'Italia».
E non si poteva salvarla semplicemente con risorse del Fmi, invece di cambiare presidente del Consiglio?
«L'Italia era allo stesso tempo troppo grande per fallire e troppo grande per essere salvata».
Eppure, Geithner racconta che gli europei gli avrebbero addirittura chiesto di bloccare i soldi del Fmi per ottenere la cacciata di Berlusconi.
«Quella storia, a mio parere, non è plausibile: altro che 70 miliardi, non sarebbero bastati 800 miliardi per salvare l'Italia, in quel momento. Forse non ve lo ricordate, ma quell'anno il vostro Paese sfiorò l'inversione della curva».
Cioè i rendimenti dei titoli di Stato a breve che superano quelli a lungo termine, segnalando il rischio di un default imminente...
«Esattamente. E oltretutto la Bce vi stava già mandando segnali di impazienza per il fatto che Berlusconi stesse ignorando palesemente le cose chieste nella lettera di agosto, in cambio dell'acquisto dei titoli di Stato da parte della Bce».
A novembre La Stampa intervistò il membro del board, Yves Mersch, che disse che la Bce avrebbe potuto smettere di comprare titoli italiani. Ma allora perché cadde Berlusconi?
«La fiducia dei mercati era ormai svanita e Berlusconi non sembrava curarsi del destino del suo Paese. Fu quella la sua condanna, non un fantomatico complotto internazionale».
Geithner mette in luce anche un eccesso di egoismo da parte di altri attori europei: Angela Merkel, per esempio. Non fu un errore clamoroso che la Cancelliera non consentì di fare un fondo per le banche già nel 2008?
«Assolutamente sì: è uno dei nodi della crisi europea, che fu anzitutto una crisi delle banche. Merkel l'ha capito solo quando sono cominciate a saltare le banche spagnole, che il problema era lì».
MERKEL BERLUSCONI NAPOLITANO
Draghi, Merkel e Monti
ANGELA MERKEL E SILVIO BERLUSCONI jpeg
DRAGHI E MERKEL
SARKOZY E MERKEL RIDONO DI BERLUSCONI
g cannes MERKEL SARKOZY
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