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“HO COMMESSO UNA LEGGEREZZA. NON MI SONO RESO CONTO DI CHI AVESSI DAVANTI FIN QUANDO IL PADRE NON È STATO ARRESTATO” – L’EX SOTTOSEGRETARIO DELMASTRO DA’ LA SUA VERSIONE SUL RISTORANTE APERTO IN SOCIETÀ CON LA FIGLIA DI UN PRESTANOME DEL CLAN SENESE E ESCLUDE L’IPOTESI PECULATO (“MAI SPESI SOLDI DEL DAP”) MA LE SUE PAROLE CONTRADDICONO QUELLE DEI GIORNI SCORSI – COME MAI HA DECISO DI “SCHERMARE” LE SUE QUOTE PASSANDOLE A UNA SUA SOCIETÀ PRIMA DELLA CONDANNA DI MAURO CAROCCIA? “NON HO FATTO VERIFICHE”, AGGIUNGE DELMASTRO. EPPURE IL NOME DI CAROCCIA ERA SU TUTTI I GIORNALI DALL’EPOCA DELL’INDAGINE – ALL’ANSA NEI GIORNI SCORSI DELMASTRO AVEVA DETTO DI AVER FATTO LA SOCIETÀ CON LA FIGLIA SENZA CONOSCERE IL PADRE. INVECE NELL’INTERVISTA AL “CORRIERE” DICE CHE LO CONOSCEVA DA PRIMA - E NON SI CAPISCE PERCHÉ DICA CHE CI HA RIMESSO SOLDI SE…

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Estratti da open.online

 

andrea delmastro mauro caroccia

Delmastro dice in primo luogo di essersi dimesso spontaneamente. Ma ritiene quello che ha fatto «una leggerezza»: «Non mi sono reso conto di chi avessi davanti fin quando il padre non è stato arrestato».

 

Eppure ha deciso di “schermare” le sue quote passandole a una sua società prima della condanna di Mauro Caroccia, diventata definitiva solo dopo la seconda sentenza della Cassazione.

 

ANDREA DELMASTRO

Al tempo dell’apertura della società Le 5 Forchette srl il prestanome dei Senese era stato assolto in un processo d’appello poi annullato. «Non ho fatto verifiche», aggiunge. Eppure il nome di Caroccia era su tutti i giornali dall’epoca dell’indagine. Lui dice di averlo conosciuto «andando a cena in quel locale. Si mangiava bene. Lui sembrava il classico oste romano di una volta, di quelli che non ci sono più».

 

GIUSI BARTOLOZZI E ANDREA DELMASTRO A CENA A BISTECCHERIE D ITALIA - FOTO DEL FATTO QUOTIDIANO

 

E qui bisogna confrontare la frase di Delmastro con la dichiarazione all’Ansa del sottosegretario: «Si parla di una società con una ragazza non imputata e non indagata, che si scopre essere “la figlia di”…

 

Nel momento in cui l’ho scoperto ho lasciato la società e l’ho fatto per il rigore etico e morale che mi contraddistingue». L’interpretazione letterale della frase vuol dire che lui ha fatto la società con la figlia senza conoscere in padre.

 

andrea delmastro

Invece nell’intervista dice che lo conosceva da prima. E ancora: Caroccia, secondo Delmastro, «si lamentava del locale grande, delle spese alte. Voleva avviarne uno piccolo per la figlia. È nata l’idea di fare con lei questa attività, nella quale, ahimè, ho coinvolto amici biellesi. Abbiamo pagato quote societarie. E un finanziamento soci per far partire la società, mai riscosso. Mi sono fidato. Appena ho saputo che il padre era stato arrestato, ho ceduto le mie quote e ne sono uscito immediatamente. Non ho guadagnato un euro. Ci ho solo rimesso soldi».

 

È possibile, chiede incredula Virginia Piccolillo: «È possibilissimo. Del resto chi, sapendo una cosa del genere, farebbe una società con il proprio nome?», risponde Delmastro.

 

E non si capisce perché dica che ci ha rimesso soldi se nell’atto di passaggio delle quote della società invece un notaio ha certificato che le quote sono state riacquistate in contanti prima dell’atto stesso. Ora, delle due l’una: o Delmastro ha ricevuto soldi in contanti per le quote, come ha dichiarato, e allora non ci ha rimesso.

GIUSI BARTOLOZZI E ANDREA DELMASTRO

 

Oppure non li ha ricevuti, ma questo è impossibile perché significherebbe che nell’atto è stato dichiarato il falso. Sulla cessione delle quote a sé stesso Delmastro risponde senza spiegare il motivo della scelta: «Quel passaggio è avvenuto prima che sapessi qualsiasi cosa e ben prima dell’arresto. Saputo con chi avevo a che fare me ne sono liberato completamente».

 

Ma se il passaggio è avvenuto prima che sapesse dei precedenti penali di Caroccia, allora perché l’ha effettuato? L’unica ipotesi che resta in piedi è quella di non rendere subito visibile il suo nome nella società della 5 Forchette. Ma se non sapeva nulla, perché “schermarlo”? E sulla mancata dichiarazione al parlamento: «Era solo un ritardo, come avviene per molti altri parlamentari». Un ritardo provvidenziale.

 

ELENA CHIORINO E ANDREA DELMASTRO AL RISTORANTE BAFFO DI MAURO CAROCCIA NEL 2023

 

ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE

Virginia Piccolillo per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

Andrea Delmastro Delle Vedove le sue dimissioni sono spontanee?

«Sì, sono sereno nella scelta».

 

Pensa di aver fatto fallire il referendum?

«Assolutamente no. Ho deciso di dimettermi perché, sin dall’inizio, ho improntato la mia azione di governo con provvedimenti incisivi contro la mafia. Non vorrei che una leggerezza indebolisse questa battaglia mia e del governo».

 

Ha aperto una società con la figlia di un prestanome della camorra. Davvero la ritiene una leggerezza?

«Sì. Non mi sono reso conto di chi avessi davanti fin quando il padre non è stato arrestato».

IL LOGO DI BISTECCHERIA DITALIA IL RISTORANTE DI ANDREA DELMASTRO CON LA FIGLIA DI MAURO CAROCCIA

 

Avvocato, deputato, uomo di governo, com’è possibile che non abbia controllato?

«Me lo chiedo anch’io. Ma non ho fatto verifiche».

 

Come è entrato in contatto con loro?

«Andando a cena in quel locale. Si mangiava bene. Lui sembrava il classico oste romano di una volta, di quelli che non ci sono più».

 

Come si è passati dalle cene alla società con la figlia diciottenne?

«Si lamentava del locale grande, delle spese alte. Voleva avviarne uno piccolo per la figlia. È nata l’idea di fare con lei questa attività, nella quale, ahimè, ho coinvolto amici biellesi. Abbiamo pagato quote societarie. E un finanziamento soci per far partire la società, mai riscosso».

 

E l’ha fatto senza cautele?

«Mi sono fidato. Appena ho saputo che il padre era stato arrestato, ho ceduto le mie quote e ne sono uscito immediatamente. Non ho guadagnato un euro. Ci ho solo rimesso soldi».

 

Possibile?

mauro caroccia

«È possibilissimo. Del resto chi, sapendo una cosa del genere, farebbe una società con il proprio nome?».

 

Però ha ceduto le quote a sé stesso.

«Quel passaggio è avvenuto prima che sapessi qualsiasi cosa e ben prima dell’arresto.

Saputo con chi avevo a che fare me ne sono liberato completamente».

 

Perché non lo ha dichiarato al Parlamento?

«Era solo un ritardo, come avviene per molti altri parlamentari».

 

(...)

C’è una foto in quel locale con Giusi Bartolozzi e altri.Stavate decidendo nomine?

«Era una cena con persone del Dap e altre che non ne fanno parte. Nessuna nomina».

 

Pagata dal Dap?

«Lo escludo categoricamente. Mai avuto la carta di credito del ministero. Mai chiesto un rimborso per un pasto o un caffè».

 

(...)

 

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