VAFFANBANKA! - DOPO LA STANGATA A BNP PARIBAS, ANCHE DEUTSCHE BANK E COMMERZBANK RISCHIANO UNA MAXI MULTA NEGLI USA (500 MILIONI DI DOLLARI) PER ALCUNE OPERAZIONI FINANZIARIE IN IRAN - NEL MIRINO ANCHE CREDIT AGRICOLE E SOCGEN

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Sofia Fraschini per "il Giornale"

 

quartier generale di Deutsche Bank a Francoforte quartier generale di Deutsche Bank a Francoforte

Commerzbank e Deutsche Bank. Seguite a stretto giro da Crédit Agricole e SocGen. Il caso federal-finanziario che ha coinvolto Bnp Paribas, obbligandola a patteggiare con gli Usa una maxi-multa da 9 miliardi di dollari, arriva in Germania e si prepara ad abbattersi anche su altre banche francesi gettando nel panico il settore. E le Borse del Vecchio continente: Milano, tra queste, è risultata la peggiore con un calo di oltre il 2 per cento.

 

I due colossi tedeschi sono stati chiamati a spiegare alle autorità americane alcune operazioni finanziarie condotte in aree da tempo iscritte nella lista nera di Washington, come ad esempio l'Iran. Nello specifico, Commerzbank è accusata di aver trasferito denaro (attraverso le attività Usa) proprio a Teheran e in Sudan. Una grave accusa per la quale l'istituto si prepara a patteggiare per non perdere, come è stato per Bnp Paribas, la licenza bancaria.

 

GRATTACIELO COMMERZBANK GRATTACIELO COMMERZBANK

Secondo le ultime indiscrezioni, la maxi multa da pagare potrebbe aggirarsi al mezzo miliardo di dollari. Una grossa cifra, in apparenza. Ma «nulla» a confronto dei 9 miliardi pagati da Bnp Paribas e della possibilità di evitare conseguenze penali rilevanti. Quello di Bnp doveva essere il caso esemplare. Ma a questo punto, la multa di Washington a Bnp Paribas sembra essere arrivata a tempo scaduto. E il caso francese sembra solo la punta dell'iceberg.

 

Al momento, le autorità statali e federali Usa hanno avviato i colloqui per un accordo con le due tedesche (un «deferred prosecution agreement» che prevede la sospensione delle incriminazioni penali in cambio della sanzione finanziaria e di altre concessioni), ma le trattative sono appena iniziate e la tempistica di un'intesa non è chiara. «Un potenziale accordo con Commerzbank, dovrebbe poi spianare la strada a un accordo separato anche con Deutsche Bank», spiega in un articolo il New York Times.

ibnp paribasmagesibnp paribasmages

 

Le indagini Usa, che solo la settimana scorsa sembravano confinate al caso Bnp, si preparano così ad allargarsi a macchia d'olio. E dopo le tedesche, le autorità a stelle e strisce si preparano a colpire altre due francesi. Nel mirino ci sarebbero, infatti, anche Crédit Agricole (che ieri in Borsa ha perso il 2,9%) e SocGen (-2,3%).

 

Uno tsunami che sta creando grande incertezza nel settore e che ha mandato a picco i singoli titoli coinvolti e le Borse europee. Commerzbank ha lasciato sul terreno il 5,5% e Deutsche Bank il 2%. Quanto ai mercati, Francoforte ha ceduto l'1,35%; Parigi è arretrata dell'1,44%; Londra dell'1,25%; e Madrid dell'1,83%. Ma la maglia nera è andata a Milano che ha chiuso la seduta perdendo il 2,69%. A zavorrare Piazza Affari hanno contribuito proprio le banche, con Mps (-6,5%) e Bpm che ha perso il 6,8% a 0,6 euro.

 

SEDE SOCIETE GENERALE A PARIGI SEDE SOCIETE GENERALE A PARIGI

Male anche il Banco Popolare (-4,8%) e «le big» Intesa Sanpaolo (-4,1%) e Unicredit, che ha ceduto il 3,2 per cento. Debole, tra i finanziari, anche Generali (-3,1%). Oltre ai timori Usa, i mercati ieri hanno scontato anche i dati macroeconomici negativi proprio in Germania e Francia. In primis, quello delle esportazioni tedesche che sono scese dell'1,1% su mese, e quello delle importazioni, calate del 3,4% sempre su mese. Male, poi, il Pil transalpino che, nel secondo trimestre del 2014, crescerà solamente dello 0,2%.

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