DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO…
Fabio Cavalera per “il Corriere della Sera”
Se un politico corrotto o un mafioso vogliono oscurare all’opinione pubblica il loro passato cancellando dal web le vicende che li hanno riguardati, dal maggio scorso possono farlo. La Corte di giustizia europea, in primavera, ha infatti stabilito il principio che un individuo ha diritto all’oblio, ovvero il diritto di vedere rimossi da motori di ricerca e social network i contenuti che ritiene «inadeguati e inappropriati».
Dopo una prima ondata di reazioni negative, sulla questione è quasi calato il silenzio. Eppure in pochi mesi a Google sono arrivate 200 mila richieste di «ripulire» gli archivi elettronici. Il tema è delicato perché mette a confronto il sacrosanto diritto «ad essere dimenticati» con l’insopprimibile diritto alla conoscenza, alla informazione, alla ricostruzione della Storia. Prevale la privacy ? O prevale l’interesse collettivo?
Il ministro della Cultura britannico, il conservatore Sajid Javid, è il primo esponente di un governo europeo che finalmente mette il dito nella piaga. E lo fa in modo chiaro: sarà perché ciò che è targato Europa ai tory euroscettici non piace ma, quando afferma che con il «diritto all’oblio» come configurato dalla Corte si riapre «la porta di servizio alla censura», ha ragione da vendere.
Internet non è soltanto un gioco: è il teatro della memoria che raccoglie e rende disponibile a beneficio di chiunque il nostro passato e il nostro presente, un teatro della memoria che non si sopprime con un colpo di spugna. Lo abbiamo creato e voluto anche per questo. Trovare l’equilibrio fra la privacy e diritto alla conoscenza è necessario. Ma non con i colpi di mano.
Nel Regno Unito alla democrazia sono molto sensibili. E il problema se lo sono posti: come risolvere questo conflitto? Sarebbe bene che tutti i governi dell’Europa uscissero dal torpore e dal silenzio. Il diritto all’oblio non può e non deve essere l’arma che congela la Storia di ieri e di oggi.
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