DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA…
DONALD E’ SEMPRE PIU’ SPOMPO: IL CONSENSO NON GLI SI RIZZA PIU’ - A DUE MESI E MEZZO DALLE MIDTERM, TRUMP TEME SEMPRE DI PIU’ IL VOTO DEGLI AMERICANI. LA FOLLE GUERRA CON L’ IRAN NON GIOVA ALLA POPOLARITA’ DEL TYCOON: IL TASSO DI APPROVAZIONE E’ SCESO AL 33% E SI MOLTIPLICANO GLI ELETTORI REPUBBLICANI CHE BOCCIANO IL SUO OPERATO - IL CALIGOLA DI MAR-A LAGO SI E’ INFILATO IN UN CONFLITTO SENZA FINE E DALLE PESANTI RICADUTE ECONOMICHE…
Estratto dall’articolo di Francesco Semprini per “la Stampa”
Per Donald Trump gli incubi cominciano ad assumere le sembianze di numeri e percentuali: i sondaggi lo danno in caduta libera. Un'emorragia di consensi che cresce col diminuire del tempo che lo separa dall'appuntamento con il Midterm.
A certificare la fase nera del presidente Usa è l'ultima rilevazione Reuters/Ipsos, secondo cui scende al 33% la quota degli americani che approvano il suo operato. È il minimo dall'inizio del secondo mandato, con un'ulteriore perdita di due punti percentuali nelle ultime due settimane.
A due mesi e mezzo dalle elezioni di metà mandato, non è esattamente la fotografia che un presidente Usa vorrebbe mettere sulla scrivania dello Studio Ovale. Anche perché questa volta i numeri arrivano da più fronti: dall'Iran, dall'economia, dalla benzina e soprattutto dal partito repubblicano. [...]
L'80% degli americani ritiene che l'impegno militare degli Stati Uniti contro l'Iran durerà a lungo. È una convinzione condivisa dall'87% dei democratici, ma anche dal 71% dei repubblicani.
E soltanto il 20% degli intervistati ritiene che la guerra sia valsa la pena. Per un presidente che aveva promesso di chiudere «i conflitti senza fine» si tratta di un parziale fallimento. Poi c'è il fattore economico, che per gli elettori americani è più importante della geopolitica.
DONALD TRUMP - GUERRA ALL'IRAN
Secondo un recente sondaggio del Financial Times, il 53% degli americani ritiene di stare peggio rispetto al 2025. L'inflazione diffusa pesa sul giudizio e trasforma la politica estera in una questione tutta interna, a partire dal caro-benzina. [...]
Secondo Economist-YouGov, è crollata dal 68% al 48% la quota di repubblicani che ne approva pienamente l'operato. Ben inteso, il Tycoon ha ancora influenza sul Grand Old Party, il partito però comincia a fare dei distinguo.
E per un presidente che misura la propria forza anche attraverso la fedeltà dei suoi, questo è un campanello d'allarme. Il cul-de-sac è qui. Se la guerra continua, Trump rischia di pagare il prezzo delle ricadute economiche di un conflitto senza fine. Se la chiude senza una vittoria netta, dovrà convincere gli elettori che non si è trattato di una sconfitta.
Nel primo caso, l'ultima parte del mandato presidenziale potrebbe rivelarsi un'anatra zoppa, con la perdita di un ramo del Congresso. Nel secondo, dovrà ricorrere a doti persuasive assai più efficaci delle attuali. [...]
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