giorgia meloni carlo nordio marina berlusconi

MARINA VS GIORGIA: E' SCONTRO ANCHE SULLA GIUSTIZIA! DOPO LA SCOPPOLA AL REFERENDUM, LA NUOVA FORZA ITALIA DI MARINA BERLUSCONI INSISTE SULLE NORME ANTI-GIUDICI MA VIENE RESPINTA DA NORDIO E FRATELLI D’ITALIA – IL VERTICE DI CENTRODESTRA SI CONCLUDE SENZA INTESA SU RESPONSABILITÀ CIVILE DEI MAGISTRATI, INTERCETTAZIONI E NUOVA PRESCRIZIONE – IL GUARDAGILLI: “PENSO CHE I GIUDICI CHE SBAGLIANO VADANO COLPITI DISCIPLINARMENTE E NON CIVILMENTE: SULLA CARRIERA E NON SULLA TASCA” - IL PRINCIPIO CHE VIENE AFFERMATO DAI MELONIANI È UNO SOLO: SULLA GIUSTIZIA (E SUI DANNI RICEVUTI) ABBIAMO GIÀ DATO…

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Conchita Sannino per "la Repubblica" - Estratti

 

giorgia meloni e carlo nordio alla camera foto lapresse

Tecnicamente, semaforo rosso, «ci si rivede settimana prossima». Politicamente, il conto è più salato: Forza Italia e il suo pressing sulle norme anti-giudici respinti con perdite da Nordio e Fratelli.

 

È andato proprio come i meloniani prevedevano il vertice di maggioranza di ieri in via Arenula presieduto da un rinvigorito (dopo l'esito dell'affaire Minetti) ministro della Giustizia.

 

Da un lato i capigruppo azzurri Enrico Costa e Stefania Craxi, a spingere con decisione sulla responsabilità civile dei magistrati, a premere perché entri in vigore il gip collegiale (ma non ci sono giudici né sistemi adeguati), a chiedere che si portino a casa la stretta sul sequestro degli smartphone (già approvata in Senato, tra le proteste dei pm antimafia) e anche l'ennesima riforma della prescrizione (che già ha avuto il primo sì della Camera).

marina berlusconi tajani

 

Due testi cui tiene l'ala ipergarantista, la "quota Marina", dei berlusconiani. Ma dall'altro lato, il Guardasigilli e il sottosegretario FdI Balboni, fanno muro. Su tutto, o quasi.

 

La legge che punta a ottenere il risarcimento (indiretto) delle toghe?

 

«Non è nel programma, e penso che i giudici che sbagliano vadano colpiti disciplinarmente e non civilmente: sulla carriera e non sulla tasca», li stoppa Nordio. E Balboni: «Questo poi è argomento da discutere ai vertici, con la leader». Primo boccone amaro e via giù. La presidente dei senatori Craxi: «Il tavolo di confronto è ciò che cercavamo, ci aggiorneremo, il clima è disteso».

 

A denti stretti pure Costa, che diceva di lavorare a un testo, alza le mani: «Se ne riparlerà in un secondo momento». Sulla prescrizione, Fi insiste: è due anni che quella riforma aspetta l'ultimo sì, il Senato. (...)

meloni nordio

 

E Nordio, con i meloniani, dice no: «Ad impossibilia nemo tenetur», non è un brocardo latino, per gli azzurri è solo un paravento fatto di lentezze e sistemi informatici che non vanno. Si deve rinviare, insomma, proprio come dice l'Anm, e non solo di tre mesi. «Almeno 9, se non 12 mesi», è l'opinione di Balboni. Poi c'è il tema dello stop al sequestro degli smartphone: il vertice della Dna, Melillo, è in allarme, la presidente dell'Antimafia Colosimo ha approntato degli emendamenti, «non possiamo rischiare di indebolire la lotta alle mafie», segnalano gli alleati a FI.

 

Così sulla riforma (già entrata in vigore) sullo stop all'utilizzo delle intercettazioni che, per lo stesso procuratore antimafia, rischia di favorire boss e colletti bianchi. Nordio e meloniani pronti a correggere qualche aspetto, Forza Italia ne faceva a meno. Ma il principio che vince dalle parti dei Fratelli, e che ieri definitivamente il vertice sancisce, è uno solo: sulla giustizia (e sui danni ricevuti) abbiamo già dato.

meloni nordioantonio tajaniGIORGIA MELONI CARLO NORDIOMELONI NORDIO VIGNETTA ELLEKAPPA