DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN…
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Dietro le quinte del Lingotto, il Ducetto ha fatto il Ducetto sulle nomine con Piercarlo Padoan e con Paolo Gentiloni. Ed i due uomini più miti del governo si sono “eufemisticamente” irritati per l’azione tracimatrice di Matteuccio sulle nomine pubbliche. In altre parole, si sono fatti girare i coglioni. I risultati di tale reazioni “ad elica” si scopriranno entro domenica.
Per il fine settimana, infatti, sono attesi i nomi dei nuovi amministratori delegati di Poste, Finmeccnica, Enel, Eni e Terna. Le rose di nomi usciranno da un incontro a breve (dicono, a brevissimo) fra il premier, il ministro dell’Economia e quel Carlo Calenda che non vede l’ora di marcare le distanze da Renzi.
Al Lingotto, il boy scout di Rignano ha ordinato: “voglio nomine fotocopia. Fosse per me confermerei anche Moretti. La sua condanna per la Strage di Viareggio è solo in primo grado. Però, mi rendo conto che potrebbe creare imbarazzo al governo. In tal caso suggerisco un nome, Lorenzo Simonelli”. Guarda caso, il manager della General Electric è di Rignano sull’Arno.
Benchè sia fuori da tutto (partito e governo), Renzi continua ad imporre la sua linea. Per esempio, la conferma di tutti i nomi di Enel (chissà se verrà confermato anche Alberto Bianchi nel cda) e di Eni, ad eccezione di Emma Marcegaglia: impegnata nella gara per l’Ilva. Al posto di Caio alle Poste, il Ducetto vedrebbe bene Matteo Del Fante, che lascerebbe Terna e sulla quale aveva fatto un pensierino Luigi Marroni (Consip).
Padoan e Gentiloni avrebbero preso nota dei desiderata dell’ex premier. Ma per Finmeccanica vorrebber
o accontentarlo a metà: via Moretti e sostegno ad una soluzione di continuità. Soprattutto se dovesse approdare a Piazza Montegrappa Alfredo Altavilla: ottimo manager, ma un po’ all’oscuro delle dinamiche di un mercato complesso qual è quello in cui naviga Finmeccanica.
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