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Emanuele Buzzi per il “Corriere della Sera”
L’attesa è per Beppe Grillo. Lui si defila, si mette su un balcone ad ascoltare Luigi Di Maio. A Brescia va in scena la staffetta, Grillo — arrivato a sorpresa sabato sera — sta in mezzo agli attivisti, partecipa alle mostre virtuali sui 10 anni di storia del meetup locale.
Sul palco parla Di Maio, intervistato da tre studenti, e racconta temi e proposte del Movimento. A margine dell’incontro il vicepresidente della Camera replica punto su punto a Matteo Renzi: «Le unioni civili? Io non ho capito qual è la posizione del premier — dice commentando l’intervista del Presidente del Consiglio ad Aldo Cazzullo sul Corriere di ieri — Quando va al Meeting di Rimini dice una cosa, quando viene intervistato un’altra. Se le unioni civili devono essere un baratto per tenere in piedi il governo noi ci tiriamo fuori».
Una stoccata arriva anche sui temi economici: «La produzione industriale è calata a giugno e luglio e i disoccupati sono aumentati di 55 mila unità. Renzi racconta favole come dimostrano i dati falsati del ministero del Lavoro».
Di Maio — che auspica il ritorno alle urne — parla anche dell’emergenza migranti: «Le idee di Renzi sul diritto d’asilo erano già contenute nella mozione di Manlio di Stefano approvata quasi all’unanimità dalla Camera», ribatte. E attacca: «Il problema è che quello che dice Renzi non corrisponde mai ai fatti. Noi non abbiamo visto fare niente né al premier né alla nostra ministra degli Esteri dell’Ue: che fine ha fatto? È scomparsa in un momento in cui doveva difendere l’Italia».
Un ritorno alla base quello di ieri di Grillo. Nella stagione delle feste di partito, in attesa della kermesse a Cinque stelle di Imola a ottobre, il gotha del Movimento si ritrova per celebrare i 10 di uno dei meetup più longevi, quello di Brescia, appunto. A fare gli onori di casa è Vito Crimi, al lavoro già nel pomeriggio insieme agli altri militanti per allestire i gazebo. Tra ecopoint per la raccolta differenziata e code per la cena a buffet, si muovono deputati e senatori.
Sotto al palco, una platea con numeri ridotti, certo non consistenti come le piazze dei tour passati, ma che, in questo momento, mostra la volontà dei Cinque Stelle di stringere il legame con i territori.
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