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UN TEMPO ERANO I NAZISTI CHE “MARCHIAVANO” GLI EBREI... – IN CISGIORDANIA L’ESERCITO ISRAELIANO HA “SEGNATO” DIVERSI PALESTINESI CON DEI NUMERI SCRITTI A PENNARELLO - SECONDO IL QUOTIDIANO “HAARETZ” I SOLDATI DELLO STATO EBRAICO HANNO FERMATO ALCUNE PERSONE SOSPETTATE DI PIANIFICARE ATTENTATI NEL NORD DELLA CISGIORDANIA - LA STORIA DI AHMED HATNA, ABITANTE DI QABATIYAH, CHE SI E’ RITROVATO SULLA FRONTE E SULLE BRACCIA IL NUMERO “44” - VIDEO
Estratto dall’articolo di www.tg24.sky.it
Palestinesi marchiati in Cisgiordania
Un numero scritto sulla fronte e sulle braccia, il "44", dopo essere stato fermato dai militari israeliani. È la denuncia di Ahmed Hatna, abitante della località di Qabatiyah, nel nord della Cisgiordania, uno dei palestinesi coinvolti in un blitz dell'Idf finito al centro delle polemiche. Una vicenda che riaccende i riflettori sulla condotta dei soldati israeliani in una terra già segnata dalle continue violenze dei coloni estremisti.
Come lui, secondo fonti locali, anche altri palestinesi trattenuti in un blitz dell'Idf di lunedì sono stati rilasciati dopo esser stati contrassegnati "con numeri scritti a pennarello" in alcune parti del corpo. Alcuni sarebbero inoltre stati "picchiati" durante l'arresto e torchiati con minacciosi interrogatori. Il caso, riferito da Haaretz, ha suscitato particolare scalpore, tanto da portare lo stesso esercito israeliano ad ammettere che i soldati coinvolti hanno esagerato. [...]
Palestinesi marchiati in Cisgiordania
Nel dare una prima versione ufficiale sui fatti, l'Idf ha spiegato di aver condotto un'irruzione in un centinaio di edifici per cercare individui "coinvolti nella pianificazione di attentati", arrestando due sospetti e interrogando altre persone. Fonti del posto hanno parlato di un numero maggiore di fermati e del fatto che alcuni avevano subito percosse. "Non ci trattano come esseri umani", ha denunciato uno dei coinvolti.
Successivamente, l'esercito ha ammesso che i militari avevano "contrassegnato i sospetti che venivano interrogati nell'ambito dell'operazione" e che il rimprovero dei loro superiori per tale azione, ritenuta "grave", era stata occasione di "imparare le lezioni opportune".
Non è la prima volta che accade qualcosa di simile: ad aprile, soldati israeliani avevano scritto numeri sulle mani di donne palestinesi che entravano nel campo profughi di Jenin, pratica definita poi dall'Idf come una "cattiva valutazione".
Il blitz di Qabatiyah è avvenuto nell'ambito di una escalation di tensione in Cisgiordania, dovuta ad azioni spesso violente di coloni volte a recuperare insediamenti precedentemente dismessi, cui generalmente governo e forze militari reagiscono con silenzio e inazione. [...]
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