FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI…
Raffaella De Santis per "la Repubblica"
Gli anni del liceo a Sanremo, le discussioni insieme intorno ai libri, le prime ragazze, gli scambi epistolari. Così Eugenio Scalfari ha ricordato ieri alla Facoltà di Lettere e filosofia della "Sapienza" a Roma la sua amicizia con Italo Calvino, iniziata durante le scuole superiori e andata avanti per tutta la vita.
Il fondatore di Repubblica è intervenuto alla presentazione del Bollettino di italianistica dedicato a Calvino (Per Italo Calvino, Carocci), un'antologia di saggi critici che indagano nell'officina letteraria di uno degli scrittori più tradotti del '900, frugando tra le sue lettere, nei suoi archivi e anche nella biblioteca privata. «Eravamo quasi coetanei, Calvino era più vecchio di me di qualche mese. Lui era un saturnino che avrebbe voluto essere un mercuriale e io un mercuriale che avrebbe voluto essere un saturnino», ha detto Scalfari.
E poi le tappe di un'amicizia: il primo incontro al liceo Cassini di Sanremo, le serate al biliardo, lo "struscio" lungo il corso, le marce del sabato fascista: «Eravamo una gruppo di quindici amici. Con Italo diventammo i capi di quella banda. Di sera parlavamo di libri, di Montale e Ungaretti. Ci appassionammo ad Arthur Eddington, un astronomo inglese che aveva realizzato un'analisi divulgativa della fisica teorica. Altre volte disquisivamo intorno a Dio, che tra noi chiamavamo Filippo».
Poi, quando al momento di andare all'università , le strade dei due amici si dividono, inizia una fitta corrispondenza (Scalfari è l'interlocutore principale delle lettere redatte da Calvino tra gli anni '40 e '50 prese in esame nello studio contenuto nel Bollettino a cura di Myriam Trevisan; lettere contenute anche in un volume della Princeton University Press): in una lettera del '45 Calvino racconta la sua Resistenza sulle montagne e in una del '46 invita Scalfari a votare per la Repubblica in vista del referendum istituzionale, senza successo: «Pensavo che solo la monarchia potesse contrastare il Vaticano».
Ma l'incontro è stato soprattutto l'occasione per riaprire la discussione critica intorno a Calvino, in occasione dei 90 anni dalla nascita, lungo il filo rosso delle due anime dello scrittore: quella tradizionale e quella sperimentale. Ha ricordato Alberto Asor Rosa: «La ricerca del nuovo di Calvino non ha eguali nel secondo '900 italiano».
Da qui anche l'attenzione alla lingua e al problema della traduzione, sottolineata negli interventi di Paolo Di Giovine e Marina Zancan, e la disanima di Mauro Bersani intorno alla personalità antinomica di Calvino: «Un autore tragico, che procedeva per schemi ossimorici». Paolo Mauri ha ricordato invece gli anni della collaborazione a Repubblica, iniziata nel dicembre del 1979 e la vocazione di Calvino a trasformare la scrittura nel mezzo per conoscere la realtà : «Per Calvino scrivere era sempre un modo di fare politica, un modo per cambiare il mondo».
1 italo calvino 003
SANREMO IL PRIMO A SINISTRA E EUGENIO SCALFARI IL PENULTIMO A DESTRA ITALO CALVINO
1 italo calvino 001
Laura Boldrini e Eugenio Scalfari
Eugenio Scalfari
FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI…
DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO…
LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI…
FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO…
FLASH – LA COMMISSIONE EUROPEA STA PREPARANDO UNA LETTERA DI RICHIAMO PER IL CANCELLIERE TEDESCO,…
DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO – LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE…