FACCI: “DI PIETRO CHE SBATTE I SUICIDI IN FACCIA A MONTI, DOVREBBE RICORDARSI DEI 32 SUICIDI ‘GIUDIZIARI’ DI UNA SERIE DI ‘POLITICI LADRI’ NEGLI ANNI DI TANGENTOPOLI, CHE IN PARTE NON ERANO NEANCHE INDAGATI - MARCENARO: “EZIO MAURO SCRIVE CONTRO ‘ROMANZO DI UNA STRAGE’. POI VA DI LÀ A IMPAGINARE IL SUO QUOTIDIANO: ‘ROMANZO DI UNA CRONACA’” - MESSINA: “UN NUOVO REFERENDUM SUI FINANZIAMENTI PUBBLICI? FATICA SPRECATA”…

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1- ABIEZIONE DI COSCIENZA...
Filippo Facci per "Libero"

Considerando che è pure un capo partito, Antonio Di Pietro resta forse il più importante e impunito buffone che abbiamo mai avuto in Parlamento. Non ci si bada più: ma ieri, per esempio, ha detto rivolto a Monti: «Lei, signor presidente latitante che non c'è... va soltanto a raccontare le stronz... le bugie sui giornali... ma ci sono persone che si stanno suicidando... Lei ce li ha sulla coscienza, questi suicidi... e la cosa che deve far riflettere chi ci ascolta... ».

Ha detto «chi ci ascolta» perché c'erano le telecamere, parlava come se fosse in tv: il Parlamento è ridotto a questo, a un fondale televisivo. E parlava di suicidi sbattuti sulla coscienza altrui, oltretutto: e questo vuol dire cercarsele, perché se Monti è responsabile di suicidi allora Di Pietro che cos'è? Dal 1992 al 1994 - nel periodo in cui impazzava lui e la carcerazione preventiva - i suicidi «giudiziari» furono 32: un numero spaventoso e fuori media, ma che riguardò, soprattutto, una serie di «politici ladri» che in parte non risultavano neppure indagati.

Persino Le Monde, nel febbraio 1993, scrisse che «In fin dei conti l'operazione Mani pulite ha provocato più suicidi che grandi processi». Prima di sbattere quei suicidi sulla coscienza di Di Pietro, certo, occorrerebbe rifletterci. Ma lui, intanto, sbatte i suicidi in faccia a Monti.


2- EZIO MAURO, ROMANZO DI UNA CRONACA
Andrea Marcenaro per "Il Foglio"

Ieri Ezio Mauro si è messo lì, ci s'immagina da solo, nella sua stanzetta, e ha scritto una cosa assennata. Che non si deve costruire un romanzo sulla ferita aperta di un paese. Che non si può, quarant'anni dopo, sostenere che le bombe di piazza Fontana erano due, contro ogni riscontro documentale. Che nulla autorizza a spacciare per verità ricostruzioni di fantasia, e di mediocre fantasia, o a riportare Pino Pinelli dentro l'alone arbitrario del sospetto e della complicità involontaria, da ignorante a metà, ma per metà consapevole, quando è ormai accertato che di quella tragedia fu soltanto una vittima. Questo ha scritto ieri Ezio Mauro a proposito del "Romanzo di una strage". Dopo di che, finito il suo bel pezzo, è andato di là, come ogni giorno, a impaginare il "Romanzo di una cronaca".


3- FATICA SPRECATA
Sebastiano Messina per "la Repubblica"

Prima si scopre che il tesoriere di un partito che non c´è più, la Margherita, si sarebbe appropriato di 21,5 milioni di euro. Poi si viene a sapere che il tesoriere della Lega avrebbe usato i fondi del partito "per sostenere i costi della famiglia Bossi". E uno si domanda: ma non l´avevamo abolito con un referendum, il finanziamento pubblico ai partiti? Sì, l´avevamo abolito con l´81,5 per cento di Sì.

Però i partiti avevano aggirato quell´inequivocabile responso degli elettori cambiando semplicemente il nome. Trasformando il "finanziamento pubblico" in "rimborsi elettorali". Adesso c´è chi pensa a un nuovo referendum. Fatica sprecata: i partiti hanno già pronto un ddl per il "contributo popolare", uno per il "sussidio politico", un altro per la "sovvenzione statale"...

 

 

 

ANTONIO DI PIETROMARIO MONTIEZIO MAURO FAVINO E MASTANDREA IN ROMANZO DI UNA STRAGE