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Franz Brambilla Perego per Dagospia
O sono pazzi o sono dei geni capaci di prevedere un futuro che noi umani non osiamo nemmeno immaginare. Nel momento più depresso da decenni a questa parte per il mercato dell'editoria libraria (merceologia già di per sé non tra le più brillanti), un po' per la crisi economica globale, un po' per la lenta ma inesorabile crescita del libro digitale (o e-book che dir si voglia), il gruppo Feltrinelli ha deciso di stupire la business community e l'opinione pubblica raddoppiando, anzi triplicando la sua capacità logistico-distributiva.
Logistica significa prodotto fisico, tangibile, quindi libro di carta. Su 500 milioni di euro di fatturato previsti per il 2011, tre quarti (cioè 375) vengono proprio dall'old publishing. à su questa strada il gruppo fondato dal baffuto Giangiacomo e adesso guidato dal figlio Carlo (imprenditore tecnocrate che a differenza della madre Inge Schoental non frequenta i salotti letterari ma la comunità degli affari) continuerà il suo asse di sviluppo.
Innanzi tutto lasciando la storica centrale logistica di Verona (10.000 mq) per spostarsi entro la prossima estate nel magazzino nuovo di zecca di Landriano (Pavia), capacità 30.000 mq che possono crescere fino a 60.000. Investimento determinato dall'acquisizione, due anni, fa, della rete di promozione e distribuzione Pde che serve 500 editori (in prevalenza piccoli e medi), capace di ottimizzare con importanti volumi (15 miloni di copie nel 2010) la complessità di una struttura logistica avanzata.
Per la cui realizzazione sembra che ci sia stata la corsa delle banche a fornire i finanziamenti necessari. Inoltre il gruppo Feltrinelli intende fornire servizi di varia natura (stampa digitale, marketing) agli editori distribuiti, proponendosi come loro global partner.
Oltre a tutto questo c'è comunque lo sviluppo dell'editoria digitale e la realizzazione della nuova prestigiosa sede da archistar di Porta Nuova a Milano. Insomma, i concorrenti di Gems (gruppo editoriale Mauri-Spagnol, che vuol dire Longanesi, Guanda, Fazi, Tea e un'altra decina di marchi) sono avvertiti. Anche perché il board Feltrinelli non sembra escludere acquisizioni di marchi editoriali (adesso ha solo Apogeo e Gribaudo).
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