DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA…
CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI
DAGOREPORT
Era il 22 aprile 2023 quando Giorgia Meloni, in una sua rarissima intervista, al quotidiano “MF”, si vantava di avere nominato Giuseppina Di Foggia alla guida di Terna: “Per la prima volta nella storia delle grandi aziende quotate e partecipate dallo Stato abbiamo una donna amministratore delegato”.
Chissà quanto la Ducetta si sarà pentita di quella scelta, sponsorizzata dalla sorella Arianna, oggi che la manager 56enne romana sta mettendo in imbarazzo Palazzo Chigi, impuntandosi sul voler incassare fino all’ultimo euro la sua buonuscita da 7,3 milioni di euro. Una figura barbina per il governo, nel pieno della crisi energetica che pesa sui portafogli già troppo leggeri degli italiani.
Di Foggia era arrivata sulla poltrona della società della rete elettrica “sponsorizzata” dalla Sorella d’Italia, Arianna Meloni, a cui è legata da ottimi rapporti, dopo una carriera nel gruppo Nokia, di cui era stata per tre anni amministratore delegato della divisione italiana. Una realtà molto diversa per numeri e dimensione rispetto a Terna.
Eppure Di Foggia ha dimostrato di essersi calata velocemente nelle dinamiche di potere che girano intorno ai colossi parteciparti statali. E pretendeva di essere riconfermata nel suo ruolo e non gradito affatto il “paracadute” che le è stato offerto dal governo della presidenza di Eni, con lauto stipendio da 500 mila euro annui.
CLAUDIO DESCALZI ALLA SCUOLA DI FORMAZIONE POLITICA DELLA LEGA
Sull’orlo di una crisi di otoliti, la statista della Sgarbatella, a margine del Salone del mobile, oggi ha lanciato il suo ultimatum alla manager: “Di Foggia deve scegliere tra la presidenza dell’Eni e la buonuscita di Terna. mi pare abbastanza semplice la questione”
La manager, che sta tenendo in stallo il governo nel risiko delle nomine, deve aver fatto i suoi calcoli: meglio incassare il “malloppo” che le spetta piuttosto che accettare una poltrona di prestigio ma di fatto di mera “rappresentanza”. Perché in tutte le grandi partecipate il ruolo del presidente non garantisce alcun spazio di manovra operativo, ma in Eni ancora di più, perché tutto è deciso dall’ad Claudio Desclazi, il “vero ministro degli esteri” italiano. Basta chiedere al presidente uscente, il generale Giuseppe Zafarana.
Nello psicodramma Terna a uscirne male è di certo Giorgia Meloni. Anche perché, come dimostrato da Franco Bechis su “Open”, il contratto firmato della manager parlava chiaro sulla sua buonuscita, e Palazzo Chigi lo sapeva bene.
NOMINE: MELONI, 'DI FOGGIA SCELGA TRA PRESIDENZA ENI E BUONUSCITA TERNA'
(Adnkronos) - "Credo che questa sia una scelta della Di Foggia, ovviamente nel caso valuteremo le nostre alternative. Penso che la Di Foggia debba scegliere tra la presidenza dell’Eni e la buonuscita di Terna: mi pare abbastanza semplice la questione",
ha detto la premier Giorgia Meloni a margine della sua visita al Salone del mobile, commentando la polemica legata all'uscita di Giuseppina Di Foggia da Terna per assumere la presidenza di Eni.
ECCO IL VERBALE DI TERNA CHE SPIEGA PERCHÉ GIUSEPPINA DI FOGGIA VUOLE 7,3 MILIONI DI BUONUSCITA
Estratto dell’articolo di Franco Bechis per www.open.online
Il documento pubblico sulla buonuscita di Giuseppina Di foggia a Terna
La buonuscita dell’amministratrice delegata e direttrice generale di Terna spa, Giuseppina Di Foggia, è stabilita da un verbale del consiglio di amministrazione della società pubblica del 9 maggio 2023. Un documento di 36 pagine pieno di omissis che è all’origine di quella cifra da 7,3 milioni di euro che scandalizza gran parte del mondo politico, compresa la maggioranza di governo.
La Di Foggia, appena indicata dal Ministero dell’Economia per la presidenza dell’Eni, pretende il rispetto di quel verbale e quindi la buonuscita. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, replica con una circolare secondo cui non sarebbe dovuta in caso di passaggio ad altro incarico pubblico.
E da Palazzo Chigi si è posto un sostanziale aut-aut: se pretende la buonuscita, la Di Foggia deve rinunciare alla presidenza Eni. Cosa che probabilmente la manager farà, visto che su un piatto della bilancia ha 7,3 milioni di euro e sull’altro uno stipendio da 500 mila euro lordi per un triennio.
Nel verbale del 9 maggio 2023 sono in chiaro le scelte del consiglio di amministrazione di assumere la Di Foggia, già indicata come amministratrice delegata della società dal Ministero dell’Economia, anche come direttore generale con un contratto a tempo indeterminato da lavoratrice dipendente che in questa funzione sarebbe stata subordinata al consiglio di amministrazione e al presidente di Terna.
[…]
Gli omissis del verbale chiave per la buonuscita di Giuseppina Di foggia a Terna
Per il trattamento economico della direttrice generale di Terna è stato previsto in chiaro solo che «venga definito dal Consiglio di Amministrazione su proposta dell’istituendo Comitato per la Remunerazione, con l’applicazione delle disposizioni del Contratto collettivo di lavoro per i dirigenti di aziende produttrici di beni e servizi, nonché di quelle dei Contratti integrativi per i dirigenti di TERNA S.p.A., in conformità alla Politica in materia di remunerazione illustrata nella prima sezione della Relazione sulla politica di remunerazione e sui compensi corrisposti approvata dal Consiglio lo scorso 22 marzo 2023 e dall’Assemblea odierna».
Tutto il resto è invece coperto da omissis nel verbale depositato presso la Camera di commercio alcuni mesi dopo, l’11 luglio dello stesso anno.
GIUSEPPINA DI FOGGIA
CLAUDIO DESCALZI
GIUSEPPINA DI FOGGIA 1
GIUSEPPE ZAFARANA
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