1. BAGNO DI FOLLA FROCIAROLA PER LADY PASCALE ALL’ARCIGAY DI NAPOLI: “LA FEDE È PERSONALE, LO STATO È DI TUTTI: MATRIMONI E ADOZIONI ANCHE PER LE COPPIE OMO!” 2. “ANCHE IO E SILVIO SIAMO UNA COPPIA DI FATTO, E IN QUESTA BATTAGLIA DI LIBERTÀ MI HA INCORAGGIATO MARINA. ANCHE SE PER ORA NON VUOLE, È LEI IL LEADER DEL FUTURO” 3. PASCALINA LANCIA MACIGNI ARCOBALENO A TUTTA FORZA ITALIA. GASPARRI HA DETTO CHE “NON SI PUÒ FINIRE COSÌ, TRA CANI DENTIERE E FROCI”? E LEI RISPONDE: “CI SONO PERSONE CHE DI GIORNO FANNO UNA VITA, DI NOTTE HANNO LE LORO LEGITTIME CONDOTTE” 4. LA SANTADECHÉ SI OPPONE? “IL SARCASMO È FUORI LUOGO. LA SANTANCHÉ SFOGGIA SEMPRE BORSE GRIFFATE E CHISSÀ SE SONO ORIGINALI…” COSA AVRÀ VOLUTO INTENDERE? 5. EPPURE, NON RITIRA LA QUERELA ALLA BONEV: “NON L’HO DENUNCIATA PERCHÉ MI HA DATO DELLA LESBICA, MA PERCHÉ MI HA RITRATTO COME UNA CHE RICATTAVA E INGANNAVA”

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Foto “Il Mattino”

 

1. VIDEO - FRANCESCA PASCALE ALL’ARCIGAY DI NAPOLI: “NIENTE PREGIUDIZI NÉ CONDANNE”, E SI SCUSA CON UNA TRANS IN NOME DI FELTRI: “ANCHE IO E SILVIO SIAMO UNA COPPIA DI FATTO”

Da www.repubblica.it

 

Francesca Pascale si scusa a nome di Vittorio Feltri con una persona transessuale intervenuta alla consegna della tessera Arcigay. E sulla sua relazione con Berlusconi dice: "Anche io e Silvio siamo una coppia di fatto, una coppia particolare perchè ci separano 50 anni. C'è chi si indigna ma l'amore vince su tutto" (di Anna Laura De Rosa)

 

 

2. PASCALE: “SANTANCHÉ? NON CONDIVIDO MAI QUELLO CHE DICE” - SHOW DELLA FIDANZATA DI BERLUSCONI AL RITIRO DELLA TESSERA ARCIGAY

Mattia Feltri per “La Stampa

 

La nuova regina del centrodestra da qualche tempo scende al Vesuvio e regalmente riceve. Persino due o tre giornalisti, poiché ha delle cose da dire prima che delle cose da fare (e cioè prendere la tessera dell’Arcigay, n° 12232829, come comunica Alessandro Cecchi Paone alla caffetteria Marsal, borgo dei marinari, sotto Castel dell’Ovo). Ha da dire, per esempio, su Daniela Santanchè, per la quale aderire alle associazioni omosessuali equivale ad «aderire alla Fiom».

 

pascale e cecchi paone all arcigay di napolipascale e cecchi paone all arcigay di napoli

Cioè, sacrilegio. Bene, leggete qua l’opinione in proposito di Francesca Pascale: «Nessuno le ha chiesto nulla. Lei ha le sue posizioni politiche che io condivido di rado, e soprattutto non condivido stavolta. Ha detto una sciocchezza retorica e politica: la Fiom si occupa dei lavoratori, noi qua ci occupiamo della dignità dell’essere umano. Gli italiani che vogliono più diritti per gli omosessuali sono il 78 per cento, e Daniela si comporta come un cittadino che si gira dall’altra parte. Lei e chi la pensa così sono portatori di un’ideologia contorta e ipocrita che sta facendo marcire la società».

franesca pascale all arcigay di napolifranesca pascale all arcigay di napoli

 

Daniela, aggiunge Francesca, è anche portatrice di borsette «che mi auguro siano autentiche», stoccata di pura perfidia femminile – dice Cecchi Paone – che il cronista deve rinunciare a comprendere (e infatti si limita a riportare). Vista la partenza, ci si dà dentro: e il mal di pancia dei senatori di Forza Italia? «Dal mal di pancia si guarisce». E quel senatore – pare sia Maurizio Gasparri – secondo cui «non si può finire così, parlando di cani, dentiere e froci»?

 

«Bè, Gasparri mi incuriosisce anche se non lo capisco. Che lo abbia detto lui o no non importa. Dico che mi preoccupa un ladro, un disonesto, un mafioso, un corrotto, un pedofilo, non mi preoccupano i gusti sessuali. Mi preoccupa un pensiero così chiuso e così scuro, un’azione di puro egoismo per assecondare una piccola porzione di elettori e spesso proveniente da chi fa proclami diurni e ha diversi comportamenti notturni».

 

francesca pascale e cecchi paone all arcigay di napolifrancesca pascale e cecchi paone all arcigay di napoli

Anche il fidanzato, Silvio, «qualche volta si è prodotto in battute goliardiche sui gay che non ho condiviso e di cui non ho sorriso», ma è un liberale e di quest’ultima battaglia della ragazza «non ha detto nulla: per lui è naturale, fa parte del suo modo di pensare. Infatti all’Arcigay potrebbe benissimo iscriversi anche lui». Non sono stata io dice, a sollecitare il comunicato con cui Berlusconi ha aperto ai diritti: «Magari avessi un ruolo, sarebbe un vanto ma non è così».

 

Chi l’ha incoraggiata è stata Marina: «Mi ha detto che faccio bene. Ma state tranquilli, non è l’inizio di un impegno nel partito: la politica la lascio ai politici, ne ho avuto abbastanza della burocrazia e dell’apparato quando ho fatto il consigliere provinciale, e tutti mi insultavano perché ero quella messa lì da Berlusconi. Io sono solo una sognatrice, una donna che ha aperto una porta, quella dei diritti agli omosessuali, che prima era chiusa. Ma non ho un futuro in Forza Italia. Ora, purtroppo, il presidente non è più candidabile a causa di una sentenza in cui non credo, ma che è stata pronunciata. Ora Forza Itala deve trovare un leader in grado di succedere a Berlusconi, ma non c’è fretta. Giovanni Toti? Non penso sia una sua ambizione. Il mio sogno è che sia Marina a concorrere alla presidenza del consiglio, ma ha detto di no. Peccato. Vorrei ci ripensasse. Se avessi il suo cognome, la sua forza e la sua intelligenza io mi candiderei subito».

francesca pascale arcigay napolifrancesca pascale arcigay napoli

 

Difficile fermarla, ormai. Sorride, parla piano, si guarda attorno compiaciuta. «Sono credente e cattolica, credo nella famiglia tradizionale, ma un conto sono le mie idee un conto è lo Stato. La fede è personale, lo Stato è di tutti e penso debba consentire i matrimoni e le adozioni anche alle coppie gay. Mi rendo conto che in un paese come il nostro è complicato, ma è ora di cominciare un percorso, magari partendo dalle unioni di fatto».

 

Dice che non ritira la querela a Michelle Bonev «perché non mi ha offeso che mi abbia dato della lesbica, ma che mi abbia dato della disonesta e della corruttrice». E’ in ritardo di oltre mezzora, ormai. La prendono quasi di peso. Attraversa la via Caracciolo e si infila nel borgo dei marinari. Prende la tessera Arcigay, prende il premio GayLib come migliore amica della comunità 2014. Si alzano i calici, e Francesca se ne va portando con sé – chi l’avrebbe mai detto? – un bel venticello libertario che in Forza Italia non soffiava da un sacco di tempo.

francesca pascale arcigay napoli 4francesca pascale arcigay napoli 4

 

 

3. PASCALE TIFA PER MARINA: “E’ LEI IL CANDIDATO PER GUIDARE FI. SUI GAY ATTACCHI IPOCRITI”

Conchita Sannino per “La Repubblica

 

«I mal di pancia in Forza Italia sulle mie posizioni a favore dei gay? Ma si guarisce dai mal di pancia!». Francesca Pascale sorride. E lancia bordate. Su Daniela Santanché, su Maurizio Gasparri, sugli «ipocriti» che non capiscono fino in fondo «che questa è una battaglia per la dignità e la libertà della persona, semplicemente per i diritti civili». Bagno di folla a Napoli, nel borgo Marinari affacciato sugli scogli e sul Castel dell’Ovo, in compagnia di Alessandro Cecchi Paone e dei responsabili di Arcigay e Gay-Lib per iscriversi, con doppia tessera, alle due associazioni.

 

maurizio gasparri e daniela santanchemaurizio gasparri e daniela santanche

«Io non sono né un’eletta né un dirigente di Forza Italia. E questo per certi versi mi rende più libera. Sono rispettosa del pensiero di tutti, ma credo che questa apertura sia al passo con i tempi». Unico definitivo e affettuoso endorsement, la fidanzata di Silvio Berlusconi lo riserva alla primogenita del Cavaliere, Marina. «Lei ha le qualità, la grinta, e perfino una superiore sensibilità del Berlusconi che tanti italiani apprezzano: quindi sarebbe lei l’ideale prossimo candidato premier di Fi. Ma dice di no...».

 

Signora Pascale, la primogenita di Berlusconi ha detto in un’intervista “per ora”. Secondo lei, cosa significa?

«Non mi permetto di fare interpretazioni. Io dico che lei ha tanti ottimi motivi per farlo, ma anche per non farlo. Mettiamola così: se io avessi le sue capacità, e il suo cognome, lo farei. Poiché Silvio Berlusconi non è candidabile ed è difficilissimo trovare un erede o un candidato di quel livello, io non posso fare a meno di sognare che Marina lo faccia».

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Dicono sia stata una sua vittoria quel comunicato in cui Berlusconi apriva ai diritti civili per le coppie gay.

«Sarebbe un vanto per me, pensare di avere tale influenza. Ma non è così. Sono felice che il presidente Berlusconi abbia di recente esplicitato quel pensiero che, in fondo, già nutriva ».

 

Veramente Berlusconi aveva fatto battute infelici e machiste sugli omosessuali.

«Quella era goliardia, e io posso non esser d’accordo con quelle battute. Ma ora c’è sostanza politica».

 

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Dicono che lei nutra speranze sul premier Renzi per questa nuova legge sui diritti civili.

«In effetti Renzi è giovane ed è spregiudicato, caratteristica che, come mi hanno insegnato, in politica è una virtù. Quindi io spero che trasversalmente maturi una nuova coscienza. Non possiamo essere sempre gli ultimi. Nell’Inghilterra di Cameron, che è di destra o no?, sono più all’avanguardia».

 

La Santanché usa il sarcasmo: “È come se io mi iscrivessi alla Fiom”.

«Il sarcasmo è fuori luogo. Io potrei dire: La Santanché sfoggia sempre borse griffate e chissà se sono originali... Mi sembrano commenti fuori luogo».

 

Gasparri avrebbe detto che si poteva anche finire meglio che con cagnolini e gay.

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«Io lo ripeto fino alla noia: ciascuno pensi quello che vuole, io penso che questa sia una battaglia doverosa. Poi detesto le ipocrisie. Ci sono anche persone che di giorno fanno una vita, di notte hanno le loro legittime condotte».

 

A chi si riferisce? A qualcuno in particolare?

«A nessuno in particolare, ci mancherebbe. In tutta la cosiddetta società politica e civile abbiamo casi di perbenismo e poi di condotte ispirate ad altri criteri». Interviene Cecchi Paone: «Quando fecero il Family Day c’erano tutti leader con separazioni e divorzi. Fa bene Francesca a parlare di ipocrisia».

 

3 francesca pascale e cecchi paone all arcigay di napoli3 francesca pascale e cecchi paone all arcigay di napoli

Scusi, Pascale, ma lei che si propone come paladina dei gay, può dire in concreto se è d’accordo con il matrimonio tra omosessuali e con l’adozione dei bambini?

«Sono sincera. Penso che ci voglia molta prudenza su questi due aspetti in particolare: molta prudenza. Ma sulla libertà e la dignità dei cittadini tutti uguali non vedo alcun ostacolo».

 

Lei ha querelato la signora Bonev perché l’aveva definita “lesbica”: quindi per coerenza o per logica, ora la ritirerebbe?

«C’è un equivoco. Io non ho denunciato la signora Bonev per la semplice definizione di “lesbica”. Tutt’altro. Io ho chiesto che fosse giudicata per diffamazione perché mi ha ritratto come una bugiarda, una che ingannava o ricattava, secondo lei, le persone a me care. Ecco perché quella denuncia resta eccome, e vorrei cortesemente non parlare più di quella signora ».

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