“FRAU” HILLARY! L’EX FIRST LADY SI PRESENTA CON UN LOOK ALLA MERKEL E TANTA RETORICA FEMMINISTAIOLA PER INIZIARE LA SCALATA ALLA CASA BIANCA – I SONDAGGI LE DANNO IL 65% DI PREFERENZE…

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Maurizio Molinari per "La Stampa"

Grinta da sognatrice, look alla Angela Merkel e la missione di «portare a termine l'eguaglianza per le donne nel XXI secolo»: Hillary Clinton domina il parterre della «Global Initiative», fondata dal marito, con un discorso mirato al 2015, quando potrebbe essere in campagna elettorale per la Casa Bianca.

Nel 1995 Hillary, allora First Lady, guidò assieme a Madeleine Albright la delegazione americana alla Conferenza di Pechino sui diritti delle donne, guadagnandosi la ribalta con un intervento nel quale proclamò che «i diritti delle donne sono diritti umani».

«Siamo nel XXI secolo, l'eguaglianza per le donne non si è ancora realizzata - afferma dal podio - ed è arrivato il momento di farlo». Gli oltre mille invitati, leader della politica e dell'economia provenienti da cinque Continenti, la applaudono a scena aperta quando illustra cosa ha in mente: «Portare l'accesso a Internet a 5 milioni di donne africane, far assumere 2000 tecnici informatici donne nei Paesi in via di sviluppo e aprire la strada a 15 mila imprenditrici sui mercati emergenti». Il tutto entro il 2015, quando nel ventennale della Conferenza di Pechino Hillary promette di tornare alla «Clinton Global Initiative» per testimoniare di aver mantenuto gli impegni presi.

Il metodo di presentare un progetto, realizzarlo e illustrarne i risultati è «come funziona la Global Initiative» spiega Hillary, sicura di farcela grazie ai giganti dell'economia che le promettono fondi e sostegni: da Google a Exxon Mobile, da Intel a Wal-Mart fino a Marriott International. Se Wall Street e Silicon Valley fanno a gara per aderire al «progetto Hillary per l'eguaglianza femminile» è perché le standing ovation a ripetizione della sala descrivono l'attesa dell'America per la sua candidatura alla Casa Bianca 2016. Al magazine «New York», che glielo chiede espressamente, lei risponde «sto combattendo con il dubbio se candidarmi o meno».

Ma a giudicare da come si muove sul palco della «Global Initiative» la scelta è oramai matura. È lei, in totale solitudine sotto i riflettori, che nella serata di martedì presenta il dialogo fra Bill Clinton e Barack Obama sulla Sanità. Lo fa in una manciata di minuti, con parole che li descrivono come nessuno aveva mai fatto in pubblico: «Entrambi sono mancini, amano il golf, sono tifosi sportivi, hanno perso solo un'elezione, sono democratici, hanno delle figlie favolose, si sono sposati con donne ben al di sopra di loro e amano la loro nazione».

È una maniera per sottolineare similitudine e continuità fra Clinton e Obama, ovvero la ricetta che potrebbe essere la chiave vincente della campagna elettorale. Anche perché, numeri alla mano, i democratici sembrano pronti ad affidarle la nomination: l'ultimo sondaggio Cnn le assegna il 65 per cento delle preferenze con l'attuale vicepresidente Joe Biden lontano secondo a quota 10.

Hillary si limita a dire che «io e Bill non abbiamo programmi per il futuro», abbracciando la figlia Chelsea star emergente della Fondazione di famiglia, ma il look che sfoggia rivela ambizioni di leadership. I capelli tagliati e le giacche corte indossate la fanno assomigliare - titolano i tabloid di Manhattan - ad Angela Merkel, appena rieletta con la stessa valanga di voti a cui forse Hillary spera di poter arrivare. Con il sostegno decisivo delle donne.

 

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