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GIORGETTI NON SA PIÙ COME FAR TORNARE I CONTI E TENTA UN PIANO DI EMERGENZA – LA MANCATA USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE COMPLICA TERRIBILMENTE LA PROSSIMA MANOVRA FINANZIARIA – IL TESORO VUOLE COMUNQUE ATTIVARE LA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA EUROPEA PER LE SPESE SU RIARMO ED ENERGIA E CHIEDERE AL PARLAMENTO DI AUTORIZZARE LO SCOSTAMENTO DI BILANCIO. MA, ALLO STESSO TEMPO, DEVE GARANTIRE ALLA COMMISSIONE UE CHE TERRÀ SOTTO CONTROLLO IL DEFICIT NEI PROSSIMI MESI. UNA MISSIONE QUASI IMPOSSIBILE, SOPRATTUTTO CON IL GASOLIO SOPRA I 2,3 EURO AL LITRO – È SCONTRO TRA LEGA E FDI: SALVINI HA CHIESTO UNO SCOSTAMENTO DI BILANCIO IN VERSIONE EXTRA LARGE, MA DAI FRATELLINI D’ITALIA È ARRIVATO LO STOP...
Estratto dell’articolo di Giuseppe Colombo per “la Repubblica”
giancarlo giorgetti alla camera foto lapresse
Dopo il flop sui conti, ora il governo prova a correre ai ripari. Incagliato nelle secche della procedura d'infrazione, riscrive in corsa la strategia. Ecco lo schema: aprire subito il paracadute della flessibilità senza rinunciare a uscire dal girone dei Paesi indisciplinati l'anno prossimo. P[...]
Il verdetto dell'Istat sul deficit ha complicato il quadro. Se l'asticella fosse scesa l'anno scorso sotto il 3%, la strada sarebbe stata spianata: l'esecutivo avrebbe attivato senza problemi la clausola di salvaguardia nazionale che libera la flessibilità.
GIANCARLO GIORGETTI - VALDIS DOMBROVSKIS
Un effetto domino ideale: un aiuto a condizioni vantaggiose per rispettare gli impegni Nato sul riarmo e per contenere gli effetti della crisi energetica, oltre alla possibilità di tirare su una manovra elettorale abbondante. Il vantaggio? Le spese extra non sarebbero state conteggiate ai fini del rispetto delle regole del Patto di stabilità. [...]
Ma ora che si ritrova ancora nel club degli osservati speciali, l'Italia non può contare più sul salvacondotto. Ecco allora il piano d'emergenza. Il governo attiverebbe comunque la clausola di salvaguardia.
Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti
Chiederebbe, quindi, al Parlamento di autorizzare lo scostamento di bilancio che serve a tradurre la flessibilità in soldi. Ma per non restare in castigo ancora a lungo si impegnerebbe a tenere il deficit sotto controllo quest'anno.
Tre mesi, da ottobre a dicembre, tirando la cinghia. Non proprio l'ideale con il gasolio sopra i 2,3 euro al litro in città. Ma così facendo potrebbe presentarsi, il prossimo aprile, con i conti in ordine. Più precisamente con un deficit in discesa: sotto la soglia critica del 3% nel 2026, in ulteriore calo nel 2027 e 2028.
MATTEO SALVINI E GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE
A quel punto, il governo potrebbe chiedere alla Commissione europea di uscire dalla procedura d'infrazione. Non solo. La vera richiesta sarebbe un'altra: scomputare l'extradeficit dal conto generale, evitando così di ritornare sotto osservazione perché intanto il deficit, spinto dall'attivazione della clausola, è salito oltre il 3%. Il piano è ancora in fase di allestimento.
Giancarlo Giorgetti non si sbottona su questa ipotesi. A margine del question time alla Camera, il ministro dell'Economia si limita a ricordare che «da un anno, ogni giorno» lavora sulla clausola con la Commissione europea. Intanto, incalzato dalle opposizioni, anticipa il menù della manovra.
La priorità è il taglio delle tasse per il ceto medio, la misura cerchiata in rosso è l'estensione dell'aliquota Irpef del 33% ai redditi compresi tra 50mila e 60mila euro. [...]
matteo salvini giorgia meloni antonio tajani giancarlo giorgetti 3
Matteo Salvini rilancia lo scostamento di bilancio in versione extra large, ma da Fratelli d'Italia arriva uno stop: «Non è la cosa migliore da fare ora», dice il responsabile economico del partito Marco Osnato. Il leader del Carroccio ribatte: «A me interessa la sostanza: se non è scostamento, allora una legge di bilancio importante e coraggiosa».
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