DAGOREPORT – RUMORS: DOMANI GIAMPAOLO ROSSI POTREBBE INCONTRARE GIORGIA MELONI PER FARE IL PUNTO…
GIORGIA MELONI FA SEMPRE PIÙ FATICA A FARE L’EQUILIBRISTA – DA UN LATO TENTA (INUTILMENTE) UN ASSE CON IL TEDESCO MERZ, CHE CONTINUA A PREFERIRLE MACRON, DALL’ALTRO FLIRTA CON TRUMP E GLI SVALVOLATI “MAGA” – FOLLI: “LA SCELTA DI PARTECIPARE COME OSSERVATORE AL ‘BOARD’ PER GAZA È IL MASSIMO DELL'ESPOSIZIONE PRO-USA SENZA COMPIERE SCELTE IMPEGNATIVE E DEFINITIVE. E SENZA SPEZZARE, GRAZIE A MERZ, IL FILO CON L'UNIONE EUROPEA. DEL RESTO, UN PASSO ULTERIORE VERSO L'EURO-SCETTICISMO VORREBBE DIRE FARE IL GIOCO DEL VARIEGATO FRONTE FILO-RUSSO…”
MELONI-MERZ L'ASSE NON DECOLLA
Estratto dell’articolo di Marcello Sorgi per “La Stampa”
EMMANUEL MACRON FRIEDRICH MERZ KEIR STARMER - CONFERENZA DI MONACO
«Senza gli Stati Uniti non c'è difesa europea» dice il ministro degli Esteri tedesco Wadephul in chiusura della Conferenza di Monaco.
E il messaggio […] sotto sotto dà ragione anche alla prudenza di Meloni, che in Germania non è andata, preferendo una meno importante missione ad Addis Abeba.
Magari non fino al punto da far condividere a Trump un'altra partecipazione "da osservatore" da parte di Merz, che in questo caso si troverebbe a condividere la soluzione trovata da Meloni per non scontentare il Tycoon della Casa Bianca.
[…] Prima e dopo Monaco l'Unione europea ha cercato in un vertice informale e cercherà nella sede formale del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo di dar forma concreta alle nuove responsabilità a cui va incontro.
Non si può dire che i confronti svoltisi finora siano stati inutili. Tutt'altro. E neppure che la prudenza della premier italiana e il suo tentativo di continuare l'opera di mediazione con Trump siano stati del tutto inopportuni. Ma i risultati di questo lavoro non sono affatto destinati a vedersi tanto presto.
BERLINO O WASHINGTON MELONI SI MUOVE SUL FILO
Stefano Folli per “la Repubblica”
[…] L'Italia della Meloni si muove sul filo. Con Merz cerca di ripercorrere, adattandola ai tempi, una strada tradizionale dei governi della Prima Repubblica. Ma vorrebbe al tempo stesso tenere in piedi la relazione bilaterale con Washington, contenta di essere elogiata dalla Casa Bianca e persino dagli ambienti Maga che fanno riferimento a Vance. Ma non all'estremista Bannon da cui la premier ha preso le distanze e che la ricambia con antipatia.
In definitiva, la parziale intesa con il cancelliere tedesco le consente di dare forma a una sorta di "europeismo di destra", abbastanza disincantato e tuttavia fermo sul punto di non approfondire la frattura con Trump.
Impresa non semplice, forse velleitaria data la scarsa prevedibilità del presidente americano. Ma questa è la via intrapresa da Giorgia Meloni, come si vede anche con la scelta di partecipare come osservatore al "board" per Gaza.
Vale a dire, il massimo dell'esposizione pro-Usa in questa fase senza compiere scelte impegnative e definitive. E soprattutto senza spezzare, grazie a Merz, il filo con l'Unione europea.
Del resto, un passo ulteriore verso l'euro-scetticismo vorrebbe dire fare il gioco del variegato fronte filo-russo, presente in Italia come in Germania. E questo non è davvero nell'interesse di Giorgia Meloni.
Oggi il ministro Tajani riferirà in Parlamento riguardo al "board" e ad altri temi di attualità. È facile prevedere una seduta incandescente. I tempi in cui si poteva sperare che la politica estera fosse in grado di avvicinare maggioranza e opposizione sono finiti forse per sempre. Non hanno resistito alla rivoluzione dei rapporti internazionali di cui i nostri politici sono stati ovviamente semplici spettatori. Con Merz cerca una strada tradizionale. Ma vorrebbe tenere in piedi il rapporto con gli Usa
friedrich merz giorgia meloni foto lapresse
IL PAESE OSSERVATORE - GIORGIA MELONI E IL BOARD PER GAZA - VIGNETTA BY GIANNELLI
SAN VALENTINO 2026 DI GIORGIA MELONI - VIGNETTA BY GIANNELLI
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