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LA GIURIA DELLA BIENNALE TOGLIE LE CASTAGNE DAL BUTTAFUOCO: “ISRAELE E RUSSIA, I CUI LEADER SONO ACCUSATI DI CRIMINI CONTRO L’UMANITÀ DALLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE, SARANNO ESCLUSI DAI PREMI DELLA MOSTRA” – L’UFFICIO STAMPA DELL’ENTE GUIDATO DA PIETRANGELO BUTTAFUOCO (CHE QUEST’ANNO HA PREVISTO IL RITORNO DEL PADIGLIONE RUSSO, CAUSANDO LA REVOCA DEI FINANZIAMENTI UE): “LA GIURIA OPERA IN PIENA AUTONOMIA E INDIPENDENZA”

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Giuria Biennale Arte, 'Israele e Russia esclusi dai premi'

pietrangelo buttafuoco ph andrea avezzu

(ANSA) - La Giuria internazionale della Biennale Arte di Venezia "si asterrà dal considerare quei Paesi, i cui leader sono attualmente accusati di crimini contro l'umanità da parte della Corte penale internazionale".

 

Lo annunciano la presidente Solange Farkas, Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma e Giovanna Zapperi: anche Russia e Israele saranno esclusi dalla competizione per i Leoni d'Oro e d'Argento.   

 

"In questa edizione della Biennale desideriamo dichiarare l'intenzione di esprimere il nostro impegno per la difesa dei diritti umani nello spirito del progetto curatoriale di Koyo Kouoh" spiega la Giuria.

 

PADIGLIONE DELLA RUSSIA ALLA BIENNALE DI VENEZIA

"Noi, componenti della Giuria internazionale di In Minor Keys, 61/a Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, siamo onorate di essere state selezionate per questo ruolo da Koyo Kouoh, direttrice artistica. Siamo state coinvolte a contribuire al suo progetto designando gli artisti per il Leone d'oro e d'argento tra centodieci artisti selezionati da Kouoh per l'Esposizione.

 

Nello svolgere questo compito, riconosciamo anche il lavoro del team curatoriale composto da Gabe Beckhurst Feijoo, Marie Hélène Pereira, Rasha Salti, Siddhartha Mitter e Rory Tsapayi" spiegano la presidente Solange Farkas e le componenti della Giuria internazionale Zoe Butt, Elvira Dyangani Os, Marta Kuzma e Giovanna Zapperi.   

 

padiglione israele biennale venezia

"Come componenti della Giuria, abbiamo anche una responsabilità nei confronti del ruolo storico della Biennale, come piattaforma che collega l'arte alle urgenze del suo tempo. Comprendiamo la complessa relazione tra la pratica artistica e la rappresentazione dello Stato/Nazione che fornisce la struttura centrale della Biennale di Venezia, in particolare il modo in cui tale relazione lega il lavoro degli artisti con le azioni degli Stati che loro rappresentano" sottolineano su e-Flux Notes.

 

 "Con ciò, siamo solidali nell'abbracciare la dichiarazione curatoriale di Koyo Kouoh: 'Nel rifiutare lo spettacolo dell'orrore, è giunto il momento di ascoltare le tonalità minori, di sintonizzarsi sottovoce sui sussurri, sulle frequenze più basse; per trovare le oasi, le isole, dove è salvaguardata la dignità di tutti gli esseri viventi'" concludono.

 

Biennale, 'la Giuria opera in piena autonomia e indipendenza'

padiglione russia

(ANSA) - "La Giuria della Biennale Arte 2026, al pari di tutte le giurie delle manifestazioni della Biennale di Venezia, opera in piena autonomia e indipendenza di giudizio nell'esercizio delle proprie funzioni".

 

Lo dice in una nota l'ufficio stampa della Biennale di Venezia dopo l'annuncio dei giurati di escludere Israele e Russia dai premi.    "In merito alla dichiarazione diffusa in data odierna dai giurati, si tratta di una presa di posizione che i componenti hanno deciso di anticipare e rendere pubblica. Una naturale espressione della libertà e della autonomia delle quali La Biennale è garante" sottolinea la nota.

ALESSANDRO GIULI E PIETRANGELO BUTTAFUOCOpadiglione russia biennale